Ginettaccio, campione e “Giusto fra le Nazioni”

Se si mette insieme un campione di ciclismo, un eroe di guerra e un’antica leggenda rabbinica, cosa esce fuori? Esce una ghiotta curiosità su Gino Bartali, uno dei più grandi sportivi fiorentini e italiani di sempre. Interessante non solo per la particolarità degli argomenti che si mischiano in questa vicenda ma anche perchè si tratta di notizia fresca di questo settembre 2013: Gino Bartoli ha ricevuto l’onorificenza di “Giusto fra le Nazioni”.

Gino Bartali Giusto fra le Nazioni

Gino Bartali “Giusto fra le Nazioni”

Piccola premessa per spiegare cosa significa e in che consiste questa onorificenza.

Un’ antica leggenda ebraica vuole che, in ogni epoca, siano presenti nel mondo 36 Giusti: si tratterebbe di uomini retti che, nonostante siano Gentili (non ebrei) hanno acquistato benemerenze nei confronti del Popolo Eletto con la loro attività. Questi Giusti verrebbero sostituiti dalla nascita di altri Giusti che ne prendono il posto al momento della loro scomparsa.

L’onorificenza generata dalla leggenda chassidica consiste attualmente nell’essere riconosciuto quale individuo che nel corso della Seconda Guerra Mondiale, si è reso benemerito per aver salvato dall’Olocausto almeno un ebreo. Fino ad oggi sono stati quindi annoverati fra i Giusti persone che hanno salvato la vita a migliaia di persone (come l’Oskar Schindler del film) ma anche solo a pochi ebrei o ad uno solo.

Per ogni Giusto fra le Nazioni viene simbolicamente piantumato un albero nello Yad Vashem, il Parco-Sacrario che ricorda le vittime dell’Olocausto costruito sul Monte della Rimembranza a Gerusalemme.

Ma veniamo adesso a Bartali, ed al motivo per cui è stato insignito della prestigiosa onorificenza dallo Stato di Israele.

In breve, negli anni della Seconda Guerra Mondiale il rabbino di Firenze Nathan Cassuto organizza in collaborazione con l’arcivescovo Elia Dalla Costa un rete di salvataggio degli ebrei, minacciati di deportazione nei lager. Più di quattrocento persone vengono salvate grazie a Bartali, che trasporta ad Assisi, nella camera d’aria della sua bicicletta, le fotografie stampate a Firenze per falsificare i documenti degli ebrei in pericolo, e renderli così irriconoscibili.

La storia è molto più lunga e complicata, ma la racconterò nei dettagli in un apposito approfondimento sul grande campione di Ponte a Ema che rischiava la pelle con la sua bicicletta.

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Pubblicato il 27 settembre 2013, in Personaggi illustri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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