La dottrina fisiocratica prende corpo nella campagna pisana: Villa Saletta

L’Accademia dei Georgofili, posta nelle immediate vicinanze della galleria degli Uffizi, è l’avamposto della dottrina fisiocratica a Firenze, e nasce con lo scopo di studiare e migliorare il ciclo delle attività agricole, così importanti da sempre in Toscana, e, secondo la dottrina fisiocratica, unica attività capace di produrre effettivo plusvalore.

La curiosità di oggi è che, nei pressi di Palaia, esiste una località che tiene insieme l’Accademia dei Georgofili, le dottrine fisiocratiche e la famiglia dei principi Riccardi, a partire da Firenze come centro di irraggiamento. Come? Leggendo lo scoprirete.

Il viandante che per avventura percorresse la strada che da Pontedera va verso le colline di Legoli, appena superata la localita’ Montanelli, potrebbe girare a sinistra sulla strada per Palaia e dopo pochi chilometri vedrebbe su un poggio a sinistra della strada un borgo segnalato come Villa Saletta; se, sempre per avventura, gli prendesse vaghezza e curiosità di andare a vedere questo notevole agglomerato di costruzioni, potrebbe fermarsi dalla parte che conduce a Palaia e inoltrarsi tra due colonne sulla stradina che sale al borgo.

Entrando nel borgo ,tra due imponenti costruzioni, non potrebbe non notare, appesi agli edifici a destra e a sinistra all’altezza del primo piano, due scudi di pietra che riportano scolpite una chiave in verticale e nel cartiglio una data : “MDCCLXX” che vuol essere 1770.

A.D. MDCCLXX, anno domini 1770; manca ancora qualche anno alla rivoluzione francese ma siamo già in piena “età dei lumi” e dalla Francia gia’ promanano quelle idee e quegli atteggiamenti poi conosciuti come illuminismo.
Nel 1758 un medico francese, Francois Quesnay, studioso della circolazione sanguigna, pubblicava il trattato “tableau economique”, dove si analizzava il processo produttivo e la circolazione dei beni all’interno della societa’ francese del tempo: secondo il pensiero di Quesnay solo l’agricoltura e’ la vera base di ogni attivita’ economica e solo essa e’ in grado di generare un surplus o prodotto netto; tale dottrina e’conosciuta come fisiocrazia e Quesnay e gli altri come fisiocrati; per inciso secondo Marx e Leontieff, il vero iniziatore della scienza economica sarebbe stato proprio Quesnay e non Adam Smith.

Anno domini 1770: torniamo a Villa Saletta; lo stemma araldico apposto sugli edifici, la chiave posta in palo cioe’ in verticale, ci riporta alla famiglia Riccardi di Firenze, all’epoca una delle famiglie, da generazioni, piu’ ricche della citta’, proprietaria, tra molti altri, del palazzo gia’ Medici in via Cavour, oggi sede della provincia. In quegli anni il marchese suddecano Gabriello Riccardi abitava proprio nel mezzanino di quel palazzo e dalla divisione ereditaria con i fratelli, era divenuto proprietario anche della tenuta avita di Villa Saletta.
Qualche anno prima ,nel 1753 a Firenze veniva fondata l’Accademia dei Georgofili per la ricerca e l’innovazione in agronomia.
Nel 1765 si insediava sul trono granducale di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, il quale da vero principe dell’eta’ dei lumi e al fine di realizzare il suo vasto programma di riforme imprimeva un grande impulso all’accademia e alle nuove idee in agronomia.
Così il viandante che si inoltrasse nel borgo–fattoria potrebbe vedere solo un posto disabitato e abbandonato molto “pittoresco”; ma con grande meraviglia, potrebbe anche riuscire ad ammirare i criteri di costruzione degli edifici e la razionalità di distribuzione degli spazi interni delle abitazioni destinate ai contadini, in confronto alle casupole che erano comune abitazione allora per i mezzadri e i lavoranti agricoli; basterebbe vedere e confrontare con il vicino borgo di Toiano.
Questi edifici, che insistono lungo la strada che attraversa il borgo, sono ben elevati fuori terra e tutto lascia pensare che la loro costruzione abbia seguito un piano urbanistico ben determinato; gli stipiti delle porte e delle finestre sono, in tutte le abitazioni, in pietra di grossa sezione e tutto il complesso non sfigura rispetto alla villa nobiliare , agli altri edifici e alle due chiese.
All’interno, a pian terreno, si trova immediatamente la stalla, secondo il principio per cui il calore animale salendo aiuta a riscaldare le stanze superiori; sotto il piano stradale vi sono altri spazi sembra per animali di piccola taglia e infine scendendo ancora scavata nel tufo una cantina/grotta: potrebbe essere la riutilizzazione di una tomba etrusca, di cui si sono trovate tracce nei poggi circostanti.
Al primo piano vi è un grande cucina con un enorme focolare che permette a diverse persone di sedere a riscaldarsi entro il camino stesso , attrezzato con diversi fornelli a carbonella per la cottura delle vivande; un grande acquaio e diversi armadietti a muro con ante; vi sono poi diversi altri ambienti, ampi e spaziosi anche in altezza e tra due di questi,che probabilmente erano adibiti a camere – udite udite! – il cesso. Nel 1770 in una casa di contadini c’era il cesso!!
Al secondo piano un ulteriore ambiente con armadietti a muro chiusi da ante.
Per capire l’eccezionalità della presenza del cesso basta far presente che sino all’immediato secondo dopoguerra, anni 50/60 del ‘900, nella quasi totalità delle case rurali esso si trovava fuori dell’abitazione.

L’investimento di capitale, notevolissimo, che il marchese suddecano Gabriello Riccardi realizzò a Villa Saletta aveva certamente lo scopo di razionalizzare e incrementare la produzione agricola della tenuta da lui ereditata e con cio’ il patrimonio di famiglia, ma tutto questo fu probabilmente realizzato nella visione e nella convinzione che tutti i fattori della produzione tra cui la forza lavoro, debbano partecipare dei benefici del surplus,per lavorare con piu’conpartecipazione; altrimenti non si spiegno le abitazioni cosi’ inusuali rispetto agli usi del tempo e in confronto ai tanti borghi fattoria similari, sparsi nel contado toscano.

Questo episodio urbanistico e’ cosi’ inusuale e particolare che richiama alla mente situazioni lontane nel tempo e nello spazio:in Germania e precisamente ad Augusta in Baviera c’e tutt’oggi la “ fuggerai” , villaggio conchiuso che i banchieri Fugger costruirono per gli operai dei loro stabilimenti nel 1521.
Insomma Villa Saletta e’ solo un borgo-fattoria abbandonato e disabitato, in procinto tra l’altro di diventare una lussuosa spa-albergo ,oppure e’ la reificazione, la realizzazione in pietra e laterizio delle idee dei fisiocrati e dei Georgofili ?
Il punto interrogativo ha la funzione di stimolare il viaggiatore curioso ad una visita ed a un esame personale.

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Pubblicato il 21 maggio 2013 su Borghi, rioni e contrade. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Tutto l’articolo molto ma molto interessante!

  2. Bellissimo articolo. Mi sono permessa di riportarlo sul mio blog, naturalmente citando la fonte, purtroppo il nome di chi ha scritto l’articolo è un Nick name…io ho segnalato che è stato scritto da Alesbene, ma mi sarebbe piaciuto scrivere il nome. Grazie infinite.

    • Ciao Lucia, grazie mille per il tuo gentile apprezzamento. E anche perchè Villa Saletta è un luogo veramente particolare, a cui sono molto affezionato. Ad ogni modo, questo è l’unico post del blog che non ho scritto io direttamente. L’ha scritto in verità il mi’ babbo che si chiama Federico Benedetti (in caso tu lo volessi citare. Per quanto riguarda me, mi gratifica a sufficienza l’apprezzamento di chi, come te, legge questo blog. A presto!!

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