Torre Montegufoni

Torre del Castello di Montegufoni

La torre del castello di Montegufoni, che replica con piccole differenze la Torre di Arnolfo

Montegufoni, frazione del Comune di Montespertoli, è famosa per l’omonimo Castello eretto dalla nobile famiglia fiorentina degli Acciaioli. Il Castello di Montegufoni presenta una curiosa peculiarità, che ci riporta immediatamente al fulcro della nostra ricerca, cioè Firenze: la torre del Castello rappresenta infatti una riproduzione quasi perfetta della celeberrima Torre di Arnolfo che svetta sul Palazzo della Signoria.

Le immagini riprodotte in questo articolo mostrano chiaramente come la Torre del Castello di Montegufoni possegga una piattaforma che aggetta, come nel caso della Torre di Arnolfo, rispetto alla sezione del corpo principale e come questa maggiore estensione sia ricavata con l’identico sistema di beccatelli che corrono tutto intorno. Allo stesso modo, sulla piattaforma merlata si innalza una cella campanaria, della medesima forma rispetto a quella della Signoria, ossia una cella a base quadrata con quattro aperture a tutto sesto e culmine piramidale.

Se aguzzate la vista notate che anche la banderuola che sormonta la cella campanaria è una riproduzione del celebre Marzocco che si trova in cima alla Torre di Arnolfo. Noterete però anche che, nonostante l’evidente somiglianza fra le due torri, ci sono anche alcune piccole differenze, che a prima vista forse non attirano l’attenzione.

Infatti, facendo attenzione, si vede che differisce il numero dei merli che cinge la piattaforma sommitale: a Montegufoni sono merli guelfi (di forma squadrata) mentre quelli della Torre di Arnolfo sono “ghibellini” (quelli a “coda di rondine”). Inoltre, i merli della piattaforma principale e quelli che ornano la sommità della cella campanaria sono tre per lato a Montegufoni, mentre a Firenze sono, rispettivamente, 5 e 4.

Torre di Arnolfo su Palazzo della Signoria

La Torre di Arnolfo che svetta sul Palazzo della Signoria

Aldilà di questi ed altri piccoli dettagli che differenziano le due costruzioni, e che sono dettate evidentemente dalle minori dimensioni della torre di Montegufoni rispetto a quella di Arnolfo, vale la pena ricordare una suggestiva ipotesi che cerca di spiegare il motivo per cui la prima viene costruita in maniera pressappoco identica alla seconda. Con ogni probabilità vigeva all’epoca (siamo nel 1386) un divieto, quantomeno consuetudinario se non addirittura imposto dalla legge, che vietava di riprodurre con esattezza le forme del potere repubblicano: non solo simboli e insegne ma anche, appunto, gli edifici “iconici” del legittimo potere politico.

In questa prospettiva, una riproduzione perfetta della Torre di Arnolfo, simbolo riconosciuto della sede della Signoria, equivaleva dunque, di fatto, ad un’usurpazione del potere nei confronti delle istituzioni comunali. Sembra verosimile che le leggere modifiche apportate da Donato Acciaioli, committente della Torre di Montegufoni, fossero dunque funzionali ad evitare, in maniera “furba”, il divieto di appropriazione delle forme e delle insegne del potere legittimo.

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Pubblicato il 29 marzo 2013, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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