Il tabernacolo del perdono di San Giovanni Gualberto

Prendo a prestito per questo articolo alcune righe dalla Splendida storia di Firenze di Piero Bargellini, in cui recita: “Uscendo da Porta San Miniato, lungo la stradetta, che serpeggiando tra gli olivi, sale all’antico monastero, si vede sulla facciata d’una casa, un grande tabernacolo, da poco restaurato, che ricorda il perdono di Giovanni Gualberto.”

Da questo tabernacolo parto oggi per ricordare un avvenimento che fa parte della più antica agiografia su Giovanni Gualberto, santo e fondatore della Congregazione Vallombrosana.

Perdono di San Giovanni Gualberto

Il miracolo del Crocifisso di San Miniato che approva il perdono di Giovanni Gualberto nei confronti dell’uccisore del fratello

Le antiche Vitae del santo (se ne conoscono quattro: una scritta da Andrea Strumi da Parma, una da Attone da Pistoia, e due anonime) riportano sostanzialmente lo stesso episodio: Giovanni, rampollo della nobile famiglia fiorentina dei Visdomini, perde il fratello in un agguato teso da una potente famiglia avversaria e si impegna per questo, come avveniva di solito all’epoca, a non darsi pace fino a che non avesse avuto la propria vendetta.Incontra casualmente l’uccisore del fratello, un giorno, appena fuori l’attuale Porta di San Miniato, mentre scende dal Pian dei Giullari alla chiesa di San Niccolò Soprarno, e lì, vistosi perso e senza via di fuga, il suo avversario si prostra con le braccia in croce per ricevere il primo colpo.

E’ il momento in cui Giovanni, colto da immediata ispirazione, riconosce nel nemico con le braccia in croce il Cristo Crocifisso: raccontano le Vitae che Giovanni perde di colpo ogni velleità di vendetta, rialza l’assassino di suo fratello e lo perdona. Secondo i suoi agiografi, Giovanni desiste dal suo proposito omicida perchè ha riconosciuto nella croce disegnata dal suo avversario il Cristo che, sulla croce, ha perdonato i suoi persecutori, e decide per questo di farsi imitazione del Crocifisso.

La nota leggenda tramandataci prosegue con Giovanni che, assieme all’avversario risparmiato, sale dalla Porta alla vicina basilica di San Miniato. Insieme si inginocchiano a pregare e, sempre secondo la leggenda, il Crocifisso cui si rivolgono i due oranti miracolosamente annuisce a dimostrare l’approvazione per il gesto di perdono compiuto da Giovanni.

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Pubblicato il 19 marzo 2013, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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