L’Università di Firenze fa il vino

Leggevo qualche giorno fa la carta dei vini sul sito di uno storico ristorante di Firenze, che esponeva a lato dell’etichetta il nome del produttore. Uno di questi, e forse il più frequente nella carta, era l’Università degli Studi di Firenze.

E’ molto curioso, lo so, che ci sia un vino dell’Università, eppure avete capito bene. L’Ateneo fiorentino possiede infatti al 100%, dal 1989, l’azienda agricola Montepaldi, che ha sede sulla omonima altura nella campagna che circonda San Casciano ValdiPesa.

Azienda agricola Montepaldi

Veduta aerea del minuscolo borgo di Montepaldi in cui ha sede l’omonima azienda agricola posseduta dall’Università di Firenze (foto dal sito di Montepaldi su UniFi)

All’inizio fa certamente specie vedere l’Università nella carta dei vini di un ristorante assieme a più tradizionali produttori di vino come Marchesi Antinori e Ginori-Lisci; basta però approfondire appena appena l’argomento che scompare l’apparente incongruità: l’azienda fa capo alla Facoltà di Agraria dell’ateneo fiorentino, e la sua attività produttiva funge da supporto didattico per studenti e ricercatori che si dedicano al settore agronomico.

L’azienda agricola Montepaldi produce 5 etichette di vino: tre rossi (Tagliafune, Villa Montepaldi e Castellaccio), 1 bianco (Ateneo) e 1 vinsanto (Il Decano). E non solo: produce anche grappa, olio e pasta.

La tenuta di Montepaldi è particolarmente prestigiosa: nel tempo si sono succeduti nella proprietà i nomi più importanti della nobiltà gigliata: prima gli Acciaioli, poi i Medici e infine i Corsini, prima di pervenire appunto nel patrimonio dell’Università. Tuttavia, nonostante il prestigio della tenuta e l’eccellenza delle sue produzioni (in primis il vino, che rientra nel disciplinare del Consorzio del Chianti Classico), Montepaldi rappresenta per l’Università di Firenze un business costantemente in perdita: a titolo esemplificativo, nel triennio 2003-2005, l’Università ha versato all’azienda contributi per 468.000 € all’anno, utilizzati in massima parte a copertura dei risultati in rosso.

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Pubblicato il 22 febbraio 2013, in Eno-gastronomia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Prosit ! Ma adesso come va il mercato ? Un vero peccato……..

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