Siad Barre: dalla Somalia con furore

Siad Barre, il dittatore che ha governato la Somalia per più di vent’anni (1969-1991) col pugno di ferro, possiede un forte legame con la città di Firenze. Il capo delle Forze Armate somale che salì al potere con un colpo di Stato nel 1969, infatti, frequentò a Firenze la Scuola Allievi Ufficiali dei Carabinieri.

La Somalia e Firenze sono due mondi lontanissimi, e questo rende la curiosità di oggi, a mio avviso, particolarmente appetitosa, in quanto assolutamente inaspettata. Eppure, a pensarci bene, il collegamento c’è eccome: la Somalia, infatti, rimane lunghi anni sotto l’influenza italiana. Come colonia durante l’era fascista (dal 1936 al 1941), e poi di nuovo dal 1950 al 1960, come Amministrazione Fiduciaria (una sorta di protettorato) dell’Onu in preparazione dell’indipendenza.

Siad Barre

Foto d’epoca di Siad Barre, risalente all’epoca del soggiorno fiorentino del futuro dittatore somalo

Ecco che la scelta di Siad Barre di proseguire la propria carriera militare in Italia appare molto meno stramba. Il giovane soldato somalo arriva infatti a Firenze negli anni ’50, quando la Somalia è ancora, in qualche modo, “italiana”. E il suo legame con l’Italia ed i politici italiani rimarrà stretto per tutta la sua vita. Non è un caso se Siad Barre ostentava nel corso delle sue visite ufficiali un italiano da madrelingua.

Per capire il rilievo di questa “curiosità su Firenze” però, è importante rammentare un momento chi è Siad Barre, altrimenti rischia di rimanere uno dei tanti dittatori della storia africana. Siad Barre è invece il principale protagonista della violentissima e sanguinosa guerra civile che ha segnato la Somalia dal 1991, e che ha visto il dittatore riparare in Nigeria dopo la cacciata da parte del generale Aidid, uno dei più potenti fra i tantissimi “signori della guerra” somali.

La guerra civile in Somalia, che raggiunse il culmine fra il 1991 ed il 1994, ebbe all’epoca una vastissima risonanza mediatica, e non soltanto per la violenza degli scontri fra le fazioni o per l’altissimo numero di morti, ma anche e soprattutto perchè il feroce conflitto deflagrato nel Corno d’Africa si trasformò in una sorta di piccolo Vietnam per le forze inviate dagli Usa, in primis, ma anche da Italia e Francia. La situazione somala si rivelò talmente complicata e pericolosa, che le forze internazionali lasciarono infine il paese africano alla fine del 1993, rinunciando a ristabilire una forma di governo unitario e abbandonando la Somalia ad un’anarchia che ancora oggi affligge, di fatto, l’area.

La drammaticità dello scontro in cui le forze internazionali si trovarono invischiate è rappresentata in un famosissimo film di Ridley Scott, intitolato Black Hawk Down, che testimonia in modo eloquente come la “disfatta somala” subita dalle onnipotenti truppe americane (che negli stessi anni piegavano facilmente l’Iraq) sia rimasta impressa nell’immaginario collettivo.

Ora forse è più chiara la rilevanza storica del soggiorno fiorentino di Siad Barre: dopo essere stato ausiliario dell’esercito italiano durante la fase coloniale, Siad viene scelto dall’A.F.I.S. (l’Amministrazione Fiduciaria Italiana di Somalia) nel 1952 per frequentare la prestigiosa Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri, che sarà un’importante trampolino della sua futura carriera nell’esercito somalo. Fino al drammatico epilogo di cui abbiamo detto.

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Pubblicato il 30 gennaio 2013, in Personaggi illustri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Interessante, molto interessante ! Paola Bizzi

    • Grazie Paola, il tuo apprezzamento è per me fonte di grande incoraggiamento. Il regalo più grande che puoi farmi, se ti piace Curiosità su Firenze, è far conoscere il blog anche ai tuoi amici e parenti. E’ bello per me poter condividere la conoscenza con quanti più appassionati possibile. A presto

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