Il Bachiacca nell’oblio per colpa del Vasari

Bachiacca è il soprannome con cui è noto storicamente il pittore Francesco di Ubertino Fetti, nativo di Borgo San Lorenzo e contemporaneo del Vasari. Allievo del Perugino, fu artista molto apprezzato a Firenze, visto che lo stesso Vasari, voce ufficiale del potere mediceo di Cosimo I in fatto di arte, riferisce che Francesco fu “diligente pittore, e particolarmente in fare figure piccole, le quali conduceva perfette e con molta pacienza“. Giunse addirittura al servizio del Granduca dato che “dilettossi il Bacchiacca di fare grotesche, onde al Signor Duca fece uno studiolo pieno d’animali e d’erbe rare ritratte delle naturali che sono tenute bellissime“.

In effetti, il favore del Granduca nacque proprio perchè “era ottimo pittore in ritrarre tutte le sorte di animali” ed è sfruttando questo dono che ebbe la commissione di dipingere la famosa scena in cui il Magnifico Lorenzo riceve in dono la giraffa.

Mosè fa scaturire l'acqua

Mosè fa scaturire l’acqua colpendo la roccia con un bastone: il modello stilistico per questo dipinto del Bacchiacca è il disegno netto e spigoloso di Albrecht Durer

Tuttavia, nonostante gli evidenti meriti artistici che in vita gli venivano riconosciuti e che gli assicurarono sempre fama e successo presso i più importanti committenti fiorentini, il Vasari decise di non includere una sua biografia nelle celeberrime Vite, limitandosi a tratteggiarne la personalità e le qualità artistiche con fuggevoli citazioni: per la precisione, il Bachiacca è rammentato nelle biografie dedicate al Perugino suo maestro, a Bastiano da San Gallo, Granacci, Franciabigio, Tribolo e Pontormo.

Il trattamento riservato al Bachiacca dal Vasari potrebbe sembrare oltremodo oltraggioso: tanto più che il pittore di origine mugellana intratteneva solidi legami di amicizia con l’aretino: perchè allora il Vasari decide di escludere uno dei suoi più cari amici? Molto probabilmente si tratta di una questione di opportunità: il Vasari potrebbe aver deciso di pretermettere il Bachiacca proprio perchè, in quanto amico fraterno, temeva di essere tacciato, in caso contrario, di parzialità sia dai suoi contemporanei che dai posteri. Finisce così per parlarne per inciso.

Tuttavia, nonostante le probabili intenzioni riguardose del Vasari, l’esclusione dall’opera che si può considerare senza ombra di dubbio il più famoso trattato di storia dell’arte di tutti i tempi, ossia le predette Vite, ha certamente nuociuto alla fama presso i posteri del povero Francesco, che, in base alle doti artistiche, avrebbe sicuramente meritato maggiore rinomanza. Sono ben pochi, infatti, coloro che rammentano il Bachiacca, e, d’altra parte, di solito non viene menzionato affatto nei testi scolastici di storia dell’arte.

Il fatto più curioso è però questo: che la figura di Francesco di Ubertino Fetti è caduta nel tempo talmente in oblio, che si è perso addirittura il significato del suo soprannome di “Bachiacca”. Che vuol dire questa parola? Comunque cerchiate su Internet non trovate niente di niente sul perchè si chiamasse così e sul significato del termine. Leggete allora, se vi piace, i risultati della mia personale ricerchina.

In tutti gli autori che lo citano, si dice che il pittore veniva chiamato “Bachiacca” o “Bachicca”. E’ a partire da questa seconda versione del nomignolo che, consultando il Vocabolario della Crusca del 1866, trovo scritto:”[bachicca] è storpiamento di parola fatta dal greco bechicos, che vuol dire ‘per la tosse’, onde ‘pillola bachicca’ è lo stesso che ‘pillola bechica’, cioè pallottola da tosse, come noi fiorentinamente diciamo“. Dunque “bachiacca” è una storpiatura fiorentina che indicava le pastiglie per la tosse: non ci è noto se Francesco di Ubertino ricevesse il nomignolo perchè ben tondo come una “pallottola da tosse” o perchè soffrisse spesso di tosse o per qualsiasi altra ragione.

Questa etimologia ovviamente, non ci dà certezza sull’origine del misterioso nomignolo. Completamente diversa è l’ipotesi, suggestiva e ben circostanziata, che dà in merito lo storico dell’arte Robert G. La France nel suo dettagliato volume Bachiacca. Artist of the Medici Court: secondo l’eminente studioso “il soprannome del pittore deriverebbe dalla parola che significa il gesto di battere i rami d’un albero per coglierne i frutti (ovvero “bacchiare”, termine diffusissimo ancora oggi in Toscana, e che si comunica all’apposito bastone utilizzato come strumento, detto “bacchio”). Il nome sarebbe dunque una sorta di metafora dello stile dell’artista, che coglie qua e là, ispirazioni e motivi“.

E in effetti il Bachiacca è famoso per il suo ecelttismo, che La France definisce “strategia d’imitazione creativa”: la “colpa” del Bachiacca, da cui deriva quel nomignolo, sarebbe quella di aver fatto ricorso all’imitazione in modo immoderato, senza peraltro intaccare la leggibilità delle citazioni, allo scopo di rispondere ai desideri dei committenti fiorentini e provocare in questi il piacere intellettuale del riconoscimento.

Secondo un’altra ipotesi, invece, il soprannome di Bachiacca sarebbe mera derivazione dal nome del fratello, anch’esso artista, che si chiamava Baccio, anche se questa supposizione sembra tutto sommato meno verosimile. Ad ogni modo, se si è persa la certezza circa l’origine del soprannome, resta del Bachiacca la figura: è infatti uno dei personaggi inseriti dal Bronzino nel suo dipinto “La discesa di Cristo nel Limbo”.

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Pubblicato il 13 gennaio 2013, in Personaggi illustri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Suggestivo I’ll raffronto tra l’Opera pittorica del Bacchiacca e I’ll Durer! Come sempre molto interessante. Grazie, Paola Bizzi

  2. Solo una precisazione: durante la vita del Bachiacca (morto, secondo il DBI, nel 1557) non esisteva alcun “granduca”. Il titolo di Cosimo I de’ Medici in quel periodo era “duca di Firenze” o al massimo, agli sgoccioli del 1557, “duca di Firenze e Siena”. Il granducato è roba degli anni Sessanta. Non a caso, nel brano citato di Vasari, si parla del “duca”.

    • Grazie mille per la precisazione. Adoro questo grado di erudizione particolarmente approfondita e puntigliosa. Torna ti prego a farmi le pulci su ogni mio post, troverai pane per i tuoi denti. A presto

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