La passione di Paolo Uccello per la prospettiva

Del grande pittore Paolo di Dono, passato alla storia come Paolo Uccello, sono note per tradizione due principalissime predilezioni: la raffigurazione dei volatili, di cui teneva sempre grande copia, e lo studio della prospettiva.

Prospettiva nella Battaglia di San Romano

L’inconfondibile impianto prospettico nella “Battaglia di San Romano” dipinta da Paolo Uccello: lo studio degli effetti ottici è ben visibile nel convergere delle lance spezzate a terra

Il Vasari nelle sue Vite ci ragguaglia della prepotente inclinazione del pittore fiorentino verso la scienza del disegno in prospettiva, di cui Paolo fu uno degli iniziatori e dei massimi cultori. A suo dire, Paolo Uccello amava la prospettiva in maniera eccezionale, come dimostra questo piccolo brano riferito al momento della morte dell’artista: “Lasciò di sè una figliuola che sapeva disegnare e la moglie la qual soleva dire che tutta la notte Paolo la passava nello scrittoio a studiare i termini della prospettiva e che, quando ella lo chiamava a dormire, egli le diceva -‘o che dolce cosa è questa prospettiva!’-“.

Sempre secondo il Vasari, Paolo si applicava per gran parte del suo tempo nello studio e nel disegno di figure poligonali estrememante complesse: in particolare “mazzocchi a punte e a quadri e diamanti a 72 facce a punta di diamante“. Già difficoltose di per sè, Paolo usava tirarle addirittura in prospettiva, segno di un intelletto, anche scientifico, di molto superiore alla media.

Dalla narrazione vasariana emerge sostanzialmente che la prospettiva aveva a tal punto assecondato l’inclinazione della mente capricciosa e raffinatissima di Paolo, da divenire per lui una vera e propria ossessione, sottraendolo agli affetti degli amici ed allo studio delle figure: ragion per cui non solo si ridusse povero e solitario, come ineluttabile conseguenza della sua totale ed incessante dedicazione alla sola prospettiva, ma ci ha lasciato, a suo dire, opere artisticamente molto inferiori a quelle che avrebbe potuto creare se avesse privilegiato la pratica degli effetti figurativi.

Difficile attribuire a qualcuno in particolare l’invenzione della prospettiva: sicuramente Paolo Uccello fu uno dei primi grandissimi artisti fiorentini che si ingegnarono di venire a capo del problema della distorsione ottica delle immagini e di individuarne leggi ad uso dei posteri. E’ quindi probabilmente fuorviante chiedersi chi abbia contribuito prima e di più allo studio della prospettiva fra Brunelleschi, Masaccio, Paolo Uccello e così via, i quali probabilmente si contaminarono fra loro ed usarono vicendevolmente delle rispettive intuizioni e scoperte. Quello che è sicuro, almeno stando al Vasari, è chi fra di essi più amò questa disciplina: senza ombra di dubbio, Paolo Uccello.

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Pubblicato il 1 gennaio 2013, in Personaggi illustri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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