Il tabernacolo delle cinque lampade

Il tabernacolo delle Cinque Lampade è uno dei piccoli angoli caratteristici di Firenze, pittoresco ed insieme curioso. Si trova su uno dei quattro cantoni dell’incrocio fra Via de’ Pucci e Via Ricasoli, ad un centinaio di metri dal Duomo.

E’ un tabernacolo che merita una menzione per la sua indubitabile particolarità, che lo rende insolito fra i moltissimi che adornano i cantoni delle strade del centro storico di Firenze. Si tratta di un tabernacolo costituito da due nicchie, al posto del tradizionale arco unico; non solo, le due nicchie sono di dimensioni differenti.

Il complesso tabernacolo è reso ancora più insolito da un particolare decoro, che gli dà il nome: pendono infatti, di fronte alle due nicchie, cinque lampade votive in ferro battuto, fissate all’intradosso di un arco a tutto sesto che conferisce al monumento le sembianze di un’edicola.

tabernacolo delle cinque lampade

Il Tabernacolo delle cinque lampade: le lampade votive in ferro battuto adornano i due affreschi dell’edicola

Le due nicchie del tabernacolo sorgono a protezione di due dipinti affrescati: uno di Cosimo Rosselli raffigurante una Madonna col Bambino e Santi sulle pareti laterali (nicchia più piccola) ed uno, preesistente, attribuito ad un ignoto pittore trecentesco (forse Lippo di Benivieni), che aveva il medesimo soggetto ma risulta completamente scomparso nella metà inferiore, e notevolmente sbiadito in quella superiore.

La cosa più curiosa è certamente capire perchè dove preesisteva un tabernacolo trecentesco, ne è stato affiancato un’altro nel Cinquecento. Il motivo è ignoto ma, sulla base di alcune evidenze, è comunque possibile fare un’ipotesi quantomeno plausibile: il soggetto dei due affreschi è, a quanto è dato vedere, pressochè identico, col più antico scomparso nella metà inferiore. Mi viene da pensare che, rovinato in parte l’affresco trecentesco da un qualche evento (forse l’alluvione del 1333, che spiegherebbe la scomparsa della sola metà inferiore; l’acqua arrivava probabilmente a quell’altezza), fu deciso di affiancarne un altro sullo stesso soggetto a memoria di quello ormai sciupato, che però non si voleva cassare del tutto ridipingendoci sopra.

L’edicola e le lampade votive sono aggiunta posteriore rispetto al tabernacolo: risalgono infatti all’Ottocento.

Questo cantone non è però adorno soltanto del curioso tabernacolo, ma anche di memorie storiche legate proprio a questo luogo specifico: la casa sul cui spigolo sono incastonate le nicchie del tabernacolo è infatti ricordata come abitazione del celebre pittore Buffalmacco, famoso ai più in quanto protagonista, con gli scherzi giocati al collega Calandrino in combutta con Bruno, di numerose novelle del Decameron. Questo è probabilmente il motivo per cui l’affresco trecentesco è spesso a lui attribuito. Questo incrocio ricorda anche un fatto di sangue: l’assassinio, cioè, del letterato Tommaso Bonaventura, colpito a morte dal bargello su commissione del Granduca Gian Gastone, in quanto reo di aver divulgato i costumi e le usanze dissoluti della corte medicea.

Una piccola lapide in alto a sinistra (rispetto a chi guarda), posta in memoria del famoso architetto Italo Gamberini, ricorda il restauro avvenuto nel 1999 grazie alla donazione effettuata dalla sua famiglia.

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Pubblicato il 25 dicembre 2012 su Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Con tutte queste lampade mi sento lampadatissima solo all’idea di andarci…. :D.

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