Villa della Bugìa: Firenze buggerata dopo l’Assedio

In quello che fu, in antico, il popolo della chiesa di Santa Margherita a Montici, si trova, molto dappresso all’antichissima chiesetta, un sontuoso palazzo: si tratta di Villa Guicciardini, in cui è fama che il famoso storico Francesco Guicciardini scrivesse gran parte della sua Storia d’Italia. E’ però più conosciuta a Firenze come “Villa della Bugìa“, in riferimento ad uno sgradevole ricordo legato alla conclusione dell’Assedio imperiale del 1530, a seguito del quale i fiorentini si arresero alle truppe di Carlo V.

Villa Guicciardini detta "della Bugia"

Villa della Bugia come appare oggi: dopo essersi chiamata in origine di Villa La Torre, prese il nome dai suoi proprietari, ovvero Guicciardini, Morrocchi e Tovaglia

E’ in questa villa che, il 12 agosto 1530, i rappresentanti della Repubblica Fiorentina firmarono l’Atto di Capitolazione con il quale venivano a patti c0n le preponderanti forze imperiali. Delle convenzioni stipulate, dice il Varchi nella sua Storia fiorentina, “non solo non fu osservata nessuna per la parte di Clemente VII, ma di ciascuna fu fatto il contrario“. Per questo motivo sembra che il Palazzo Guicciardini venisse qualificato dal popolo, per scherno, la Villa della Bugia, a ricordo dell’amara sorpresa.

Il fatto che il papa, pur fiorentino, non mantenesse le promesse sottoscritte con la capitolazione deriva sia dall’interesse personale (sul trono di Firenze doveva andare infatti Alessandro il Moro, suo figlio illegittimo) ma anche probabilmente per una questione di denaro. Firenze si impegnava infatti a versare, a favore dell’esercito vincitore, la somma di 80.000 scudi. Somma che al Papa doveva parere eccessivamente bassa se, come ci ricorda lo stesso Varchi: “Era appena compito di rogarsi il contratto, quando messer Giovanni di messer Luigi della Stufa, mandato dal papa con gran fretta, arrivò, e inteso degli ottantamila scudi, cominciò fortemente a scandalezzarsi, e gridare a testa che il papa non istarebbe contento a dugentomila; né si dubita, che sé egli fosse giunto un poco prima, l’accordo, ancoraché conchiuso, o non andava innanzi, o si sarebbe cresciuta la quantità del danaio“.

Villa la Bugìa all'epoca dell'Assedio di Firenze

Villa Guicciardini, detta in seguito “della Bugia” come appariva al tempo dell’assedio di Firenze sulla base del dipinto di Giovanni Stradano conservato a Palazzo Vecchio

Emanuele Repetti, nel suo Dizionario Geografico Fisico della Toscana, rammenta che la villa veniva nominata con questo curioso appellativo sin da quando la famiglia Guicciardini l’alienò nel 1719 con i terreni annessi a Jacopo di Fedinando de’ Nerli, patrizio fiorentino, che ingrandì il palazzo e l’adornò di un vasto giardino, quale si vede tutt’oggi. Quale invece era al tempo dell’assedio, quando era utilizzata come alloggio del generale imperiale Sciarra Colonna, lo si può ancora oggi vedere nel grande dipinto di Stradano, su disegno di Vasari, che ritrae appunto l’Assedio di Firenze, ed è conservato nella Sala di Clemente VII in Palazzo Vecchio.

L’immagine della villa attuale è presente per gentile concessione di Giulio Monasta de “Il Crogiuolo dei Colori“.

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Pubblicato il 20 dicembre 2012, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. un pò di memoria storica non può che far bene, grazie per il post

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