Morte di Luisa Strozzi: la brutale lussuria di Alessandro de’ Medici

Alessandro, Duca di Firenze e genero dell’imperatore Carlo V, è riconosciuto unanimemente dagli storici per due sue caratteristiche: violento, spietato, crudele contro gli avversari politici, veri o presunti, da un lato; dall’altro lussurioso oltre ogni dire. E’ di questo lato del suo carattere che oggi si parla, della sua brutale determinazione di sfruttare il potere per piegare alle sue voglie, volenti o nolenti, le donne delle quali aveva bramosìa.

Non che Alessandro mancasse di nobildonne, anche coniugate, che volentieri soddisfacevano alla sua lussuria; fatto stà, che il Duca ben presto si stufava delle sua amanti, e, per togliersele di torno in maniera spiccia, quelle facevano talvolta una brutta fine. Allo stesso modo finivano spesso quelle ragazze che si mettevano in testa di volergli resistere. Ma ecco la fine che fecero, in brevissimo lasso di tempo, tre delle più importanti donne fiorentine su cui il Duca aveva messo gli occhi.

Luisa Strozzi rifiuta il Duca Alessandro de Medici

Luisa Strozzi rifiuta le profferte amorose del Duca Alessandro de Medici, nel dipinto di Ferdinando Folchi da Palazzo Sansoni Trombetta, sede del Comune di Pontassieve

Le tre nobildonne di cui parlo sono Alessandra de’ Mozzi, Alessandrina Acciajuoli e Luisa Strozzi (questo è l’ordine in cui l’implacabile Duca mise gli occhi su di loro).

Alessandra de’ Mozzi, moglie di Lamberto Sacchetti, aveva attirato il Duca fra i suoi ammiratori più per la vasta eco delle sue conquiste innumerevoli che per la sua bellezza: prima che del Duca era infatti stata amante di Bartolomeo Lanfredini, Filippo Strozzi e Giovanni Bandini, tutti uomini in vista della città. Alessandro se ne annoiò ben presto, preso dalle grazie di Alessandrina Acciajuoli; la Mozzi, disperata, aveva in mente di rinconquistare a sè l’amante convincendo il cuoco a servire al Duca una certa vivanda mischiata ad un “filtro d’amore”. Il risultato fu che il cuoco riferì la cosa ad Alessandro, che interpretò la faccenda come un tentativo di avvelenamento, supponendo Filippo Strozzi come mandante.

Il Duca fece dunque rapire nottetempo Alessandra a due suoi confidenti e guardiani, Giomo e l’Unghero, che la trascinarono imbavagliata nelle stalle ducali in piazza San Marco. L’Ademollo, che riporta il fatto nella sua Marietta dei Ricci, dice testualmente che “fu tenuta tre giorni oppressa dalle libidini di quei due turpi sicari, onde confessasse se in quella malìa avevano avuto parte gli Strozzi“. La terza notte i due sgherri del Duca la lasciarono sdraiata in terra dentro il portone del suo palazzo, quasi moribonda. Sopravvisse in effetti ancora pochi giorni alla tremenda disavventura.

Alessandrina de’ Medici, venuta a conoscenza dell’episodio dallo stesso Duca, tremò al pensiero di averlo per amante, ma la sua tribolazione non durò molto, visto che Alessandro presto si annoiò anche di lei, invaghito di Luisa Strozzi, moglie di Luigi Capponi. Impedito nelle sue brame dalla virtù ed onestà di lei, impegnò Marietta Nasi a organizzare nella casa di suo padre Niccolò, sulla piazza de’ Mozzi, una cena ed una veglia, dove avrebbe dovuto invitare anche Luisa.

Si racconta che Alessandro andasse alla festa travestito da monaca, in modo che, senza saperne niente, Luisa rimanesse ad arte sola con lui in una camera, grazie ai buoni uffici della Nasi e di Giuliano Salviati. Fu Francesco Nasi, cugino di Marietta, ad avvertire Luisa Strozzi del complotto ordito alle sue spalle: innamorato con ogni probabilità della nobildonna, voleva sottrarla all’inevitabile stupro cui stava per andare incontro. Avvertita del pericolo, Luisa si allontanò immediatamente dalla festa, mentre Giuliano Salviati si sforzava di trattenerla “comportandosi in modo veramente disonesto che sommamente irritò la Gentildonna“.

Poco dopo, Giuliano Salviati fu pugnalato nel tragitto da Palazzo Medici al suo in Por San Piero. Questo fatto fu cagione della prigionia dei figli di Filippo Strozzi, sospettati quali mandanti, e della morte di Luisa Strozzi, avvelenata in una cena organizzata a casa di Lorenzo Ridolfi suo cognato. Dopo quest tragedie, anche Alessandrina Acciajuoli fu sorpresa da un violentissimo dolore di stomaco, che la condusse a morte in un paio d’ore con gran sospetto che il Duca l’avesse fatta avvelenare.

Considerata la fine violenta riservata a queste nobildonne che avevano avuto la disgrazia di piacergli, si può considerare giusto contrappasso il fatto che suo cugino Lorenzino de’ Medici, che lo assassinerà l’Epifania del 1537, lo avesse attirato nel tranello proprio facendogli credere di aver combinato per lui uno degli “incontri clandestini” di cui andava ghiotto.

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Pubblicato il 16 dicembre 2012, in Firenze medicea con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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