Un pò di curiosità sull’ex convento di Santa Caterina in via delle Ruote

L’antico convento di Santa Caterina delle Ruote non esiste più. Tutto ciò che rimane del complesso religioso è l’attuale chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, posta proprio di fronte alla piazzetta di Santa Caterina. A giudicare dalla chiesa di Nostra Signora, anonimo edificio completamente ricostruito a fine Settecento, e dalla pressochè nulla memoria che ne residua nelle guide alla città di Firenze, si direbbe certamente che l’antico convento non ricopra particolare importanza: basta però leggere questo articolo per scoprire che non è così e che sono tante le curiosità, le notizie e gli aneddoti che riguardano questo convento scomparso della città di Firenze.

La ruota del supplizio di Santa Caterina d'Alessandria

La tela del Caravaggio mostra Santa Caterina d’Alessandria accompagnata, secondo l’iconografia tradizionale, dalla “Ruota”, lo strumento con cui venne suppliziata la santa egiziana

Partiamo dal curioso nome: il convento di Santa Caterina delle Ruote era intitolato appunto a Santa Caterina di Alessandria. Le “Ruote” del nome fanno riferimento allo strumento di tortura con il quale, secondo la tradizione, che risale alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, fu suppliziata la santa alessandrina. Secondo la secolare iconografia della chiesa, i santi vengono infatti solitamente rappresentati con un qualche attributo che ne permette l’identificazione: nel caso dei martiri, l’attributo che li contraddistingue è un qualche motivo che richiama le modalità del supplizio (tipico il caso della Santa Lucia che tiene in mano il piattino con gli occhi che le furono cavati).

La memoria del convento scomparso rimane soltanto nella toponomastica della città di Firenze: da una parte, infatti, la via su cui sorge ancora oggi l’attuale chiesa di Nostra Signora, si chiama via Santa Caterina, così come la piazzetta prospiciente; dall’altra, sembra accertato che il nome di Via delle Ruote, la strada che si dirama dalla precedente all’altezza della chiesa di san Giuseppino (che era in antico l’obitorio del convento, da cui i defunti partivano per raggiungere Trespiano), derivi proprio da quello del convento di Santa Caterina delle Ruote.

Il convento fu anche uno degli Istituti di carità fiorentini che davano ricetto ai bambini “esposti dai propri genitori”: nel complesso di Santa Caterina aveva infatti luogo il cosiddetto “spedalino degli Abbandonati”, che svolgeva funzioni del tutto analoghe a quelle del più celebre Istituto  degli Innocenti. Per razionalizzare l’opera di assistenza di tutti questi istituti, lo Spedale degli Abbandonati fu successivamente accorpato allo Spedale del Bigallo.

Dopo la soppressione dei monasteri e dei conventi, operata dai Lorena sul principiare dell’Ottocento, il convento di Santa Caterina delle Ruote divenne collegio per le “zitelle povere”, ovvero fanciulle indigenti già in età da marito, ma ancora non sposate, e poi sede della Manifattura Tabacchi granducale.

E’ proprio in quest’ultima veste che molti cronisti indicano l’ex convento di Santa Caterina delle Ruote come il luogo in cui nacque, in maniera del tutto casuale, il famoso sigaro toscano. E’ infatti nella manifattura tabacchi di Santa Caterina che viene dai più ambientato il celebre aneddoto del tabacco inzuppato dall’acquazzone agostano.

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Pubblicato il 8 novembre 2012, in Chiese ed edifici sacri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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