Torre e palagio di Quarate: la terra di origine dei Quaratesi

Dopo l’articolo che spiega le origini del toponimo di Quarate, la località posta nella frazione dell’Antella (comune di Bagno a Ripoli), oggi si parla del principale vanto di questa terra: il Castello, o palagio, che fu lungo tempo proprietà della famiglia Quaratesi.

Cosa rimane del castello e dove si trova

Castello di Quarate: l'ingresso al "palagio"

Veduta frontale dell’ingresso al “palagio”, uno dei principali edifici che residuano dall’antico Castello di Quarate

Della imponente roccaforte della famiglia Quaratesi, che controllava tramite questa fortezza diverse altre proprietà terriere e ville di campagna, rimagono il palagio, la torre e la cappella di San Michele Arcangelo. Il suggestivo complesso fortificato medioevale si trova per la precisione ai piedi del rilievo di Monte Masso: per raggiungerlo, dall’Antella ci si dirige verso sud lungo la via di Pulicciano, fino a Capannuccia. Da qui si prosegue lungo la strada provinciale di Brollo e Poggio per un paio di chilometri, e si arriva in località Quarate. Il poggio su cui sorge il palagio è chiaramente visibile.

Il palagio mostra un impianto quadrangolare con cortile centrale, costruito in solido filaretto di alberese e pietra serena. La corte interna e’ caratterizzata da un grande arco ribassato che aveva presumibilmente funzione di collegamento, nella parte opposta all’ingresso, alle due ali dell’edificio, e da una loggia – aggiunta posteriormente – che si appoggia sul lato sinistro a fronteggiare una scalinata esterna anch’essa aggiunta nel tardo medioevo.

Una torre scapitozzata è quanto rimane invece delle muraglie della rocca che cingeva la parte superiore del poggio su cui si erge il palagio. Dai caratteri stilistici e strutturali se ne desume una origine risalente all’XI°-XII° secolo. Elementi come il notevole spessore dei muri, compreso fra i 50 e gli 80 cm, le rarissime aperture e la porta di accesso situata ad una certa altezza dal suolo, confermano la funzione militare della torre, che doveva pre-esistere rispetto all’attuale palagio.

Residua inoltre una cappella, un tempo dedicata a San Michele Arcangelo. Considerata la dedicazione della chiesetta al capo delle milizie celesti, la sua origine (come quella del castello) si deve supporre di epoca longobarda. La figura dell’Arcangelo guerriero era infatti cara, come si disse a proposito delle origini della chiesa di San Michele Bertelde (presso il Mercato Vechio a Firenze), alla bellicosa popolazione dei Longobardi.

La cappella sorgeva fra il palagio e la rocca e ricoprì il ruolo di parrocchia fino al 1400, epoca in cui cedette la dignità parrocchiale a favore della chiesa quaratese di San Bartolomeo.

Da alcuni documenti si rileva che, presso il castello di Quarate, esisteva già nel 1099 la chiesa dedicata all’Arcangelo San
Michele
. Nel 1363 Sandro di Simone Quaratesi lasciò per testamento 700 fiorini, affinchè fosse restaurata la chiesa, perchè era ridotta in cattivo stato. I soldi furono utilizzati per costruire un oratorio, adiacente al castello, intitolato a San Giuliano, santo al quale sarà poi dedicata anche la Compagnia della parrocchia.

L’edificio, che sussiste ancora con tutto l’arredamento sacro, conserva nella parte esterna le graziose caratteristiche della chiesa del XII° secolo.

Origini e storia del castello

La più risalente memoria scritta del castello di Quarate si ha in un istrumento redatto presso Cintoia il 18 luglio 1098, con  il quale Teuderico di Giovanni e Guitta di Enrico, sua moglie, donano al Monastero di Monte Scalari i loro beni detenuti a Quarate.

Sebbene il toponimo di Quarate sia di origine latina, si suppone che il primitivo insediamento su cui sorse l’attuale castello sia stato ancora più antico, di epoca etrusca: il castello di Quarate si trova infatti nelle immediate vicinanze della strada che, dalla Lucumonìa di Volterra conduceva a quella di Fiesole.

Ci ragguaglia il Manni, sul fatto che “de’ Quaratesi e’ nota la provenienza da Quarate, castello circa sei miglia fuori porta san Nicolo’ nel piviere dell’Antella e che si tiene che fusse di libera signoria e dominio di essa famiglia Quaratesi, onde presero il cognome”.

Presso il Castello di Quarate dimorò sovente quel messer Castello di Bernardo Quaratesi gran protettore di chiese e monasteri, che copri’ tutte le cariche nella Repubblica, ed erogo’ 100.000 fiorini d’oro nell’edificare la chiesa di San Miniato a Firenze, dopo il rifiuto avuto dagli operai di Santa Croce di apporre il suo stemma sulla facciata di questa chiesa alla quale aveva gia’ posto mano.

I Quaratesi non furono soltanto proprietari del castello di Quarate: le notizie storiche ci dicono infatti che essi furono signori di gran parte dei territori circostanti, e che il castello arrocato serviva proprio in funzione di difesa dei propri possedimenti. D’altra parte, il fregiarsi del nome gentilizio di Quaratesi indica senza ombra di dubbio che essi della località di Quarate furono non solo indigeni ma anche, evidentemente, signori feudali.

Nel 1346, il complesso faceva ancora parte delle proprietà indivise tra tutti i Quaratesi, e veniva descritto come un giardino ed una torre «comune con tuti i consorti [con] una casa a’ piede de la detta tore» cui era appoggiata una cortina di mura, almeno su un lato confinante con un fossato. Si tratta senza dubbio di quella dimora fortificata che, nel 1427, venne descritta come «uno palagio fatto a fortezza chon torre alta»

La famiglia Quaratesi cedette la proprietà inerente il Castello nel 1534, ad un’altra importante famiglia fiorentina: fu infatti Guido di Luigi Serzelli Bardi ad acquistarla. Nel 1833 il vasto possedimento passa nelle mani della famiglia Bartolini, dai quali infine pervenne, nel 1847, ai Marchesi Viviani Della Robbia, nella persona del marchese Carlo.

Un discendente di Carlo, il marchese Bernardo Viviani Della Robbia, possiede tutt’ora il castello di Quarate e le relative pertinenze, del quale ha curato il restauro negli anni 1972-75.

Curiosità sul Castello di Quarate

Dal castello di Quarate, all’epoca definita palagio, come era uso per le case turrite di campagna, prese il nome la nobile famiglia dei Quaratesi, della cui stirpe si ha notizia in questo luogo sin dal XII°. La famiglia dei Quaratesi, che fu di parte ghibellina, è ricordata in Firenze soprattutto per l’acquisto di un immobile di grande storia oltre che di pregio architettonico: il famoso Palazzo Pazzi Quaratesi, ovvero la dimora di via del Proconsolo appartenuta alla famiglia che organizzò la congiura contro del 1478 contro i rampolli della famiglia Medici.

Secondo la tradizione, la famiglia Quaratesi ebbe il privilegio di ospitare in questo suo palagio turrito nientemeno che Dante Alighieri.

E’ per la cappella di San Michele Arcangelo, e forse proprio al castello, che Paolo Uccello dipinse la famosa predella di Quarate a fondo oro, un tempo conservata presso la chiesa di San Bartolomeo a Quarate ed oggi al Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte di Firenze.

Sconsacrata nel 1884 da Eugenio Cecconi, Arcivescovo di Firenze, la cappella di San Michele fu privata delle salme che vi riposavano. Furono infatti riesumati e traslati nel cimitero parrocchiale i resti mortali di coloro che vi erano stati sepolti: l’ultimo defunto ad essere trasferito fu quello di Riccardo Bartolini, esumato dal pavimento dell’oratorio.

Nel corso degli ultimi restauri effettuati, si mise mano al vecchio portone di accesso al palagio, rimasto intatto dal ‘500 e, da una scheggia di legno caduta a terra casualmente venne fuori una piccola pergamena che ci ha restituito una prelibata notizia storica sul fortilizio della famiglia Quaratesi. Vi si legge infatti:

“Questa porta fecione fare madonna Oretta et madonna Camilla figliuole di Andrea Quaratesi l’anno 1523 del mese di septembre quando fuggirno la morìa a Quarate (prob. una delle famigerate pestilenze che colpirono  anche Firenze). Lavorolla mastro Battista legnaiuolo a Monte (cioe’ il falegname del monte sovrastante, Monte Masso), et e’ la porta d’olmo” (l’olmo era considerato albero sacro e pertanto protettore).

Questa antica memoria ci narra di come la famiglia Quaratesi, per sfuggire al contagio scoppiato in città, si ritirasse nei suoi possedimenti di Quarate, nelle cui campagne il rischio di contrarre il morbo letale era estrememte più limitato.

Un’ultima postilla curiosa: se guardate la torre del complesso di Quarate, si nota immediatamente l’albero che è nato sulla sua sommità. Se siete curiosi di sapere di che pianta si tratti, eccovi accontentati: è un ulivo.

Annunci

Pubblicato il 3 ottobre 2012, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. sono un quaratesi,origine toscana ,ma perchè il mio cognome è così poco diffuso?

    • salve, è possibile che, in quanto famiglia di lignaggio nobiliare, i Quaratesi abbiano al pari di altre schiatte di illustre radice, preferito mantenere il patrimonio intatto entro linee “uniche” di discendenza maschile, facendo un figlio (maschio) solo o costringendo gli altri a scegliere ad esempio la via della vita ecclesiastica…Ciascuno di questi casi (figlie femmine, figli unici, figli consacrati alla vita religiosa), come vede, ha portato molte famiglie nobiliari addirittura all’estinzione. Nel suo caso, la viviscenza del cognome non è invece così strano, considerando che, essendo un toponimico, cioè derivante da una località, sono esistite numerose “linee” di discendenza parallele che hanno preso il via da località diverse ma di nome simile come Quarate, Quarrata etc.. Grazie per il suo gentile intervento e continui a seguirmi!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: