Quarate, il toponimo che lega una predella di Paolo Uccello, un antico castello ed una famiglia nobile fiorentina

Torre del Castello di Quarate

Torre del Castello di Quarate, nella frazione dell’Antella

La curiosità di oggi nasce da un’opera d’arte esposta al Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte (a due passi dal Ponte Vecchio): si tratta della predella di Quarate, dipinto attribuito a Paolo Uccello. Da questo capolavoro lavorato a tempera su fondo oro prende le mosse un viaggio che, di curiosità in curiosità, ci riporta alle origini di una delle famiglie nobili della storia di Firenze.

La vera natura della curiosità risiede in questo: che, partendo da una qualche piccolezza che ci colpisce, si risale di scoperta in scoperta fino a mettere insieme una serie di notizie strabiliante, che all’inizio del viaggio non si poteva nemmeno immaginare. Le curiosità d’altra parte sono come le ciliegie: una tira l’altra.

Ma ecco come si è svolta la sequenza di piccole scoperte interessanti che mi ha portato a scrivere la curiosità di oggi. Come accennato, tutto parte da questo dipinto, che proviene dalla località di Quarate. Questo toponimo mi ha incuriosito perchè, pur non avendone mai sentito parlare direttamente, mi richiama alla mente qualcosa che però non riesco a ricordare, come in una specie di lapsus.

Poi d’improvviso mi viene in mente a cosa si collega questa località: per una fortunata coincidenza, giusto lo scorso fine-settimana mi capita di visitare Palazzo Pazzi Quaratesi. E’ un palazzo che di per sè stesso rappresenta una graditissima scoperta per ogni appassionato della storia di Firenze: si tratta infatti del famigerato “palazzo della congiura”, fatto costruire cioè dalla famiglia che pochi anni dopo avrebbe attentato alla vita del Magnifico e di suo fratello Giuliano.

La famiglia Quaratesi, che acquistò nell’Ottocento il palazzo, ha aggiunto il proprio nome a quello originario della residenza. Il dubbio mi è venuto quasi subito, che il nome “Quaratesi” della famiglia avesse a che fare con la località di Quarate. E’ infatti caso ricorrente nella storia di Firenze, che molte famiglie inurbatesi in città abbiano tratto il nome familiare dalla località in cui avevano i propri possedimenti e, nel tempo, questo attributo che denotava la provenienza della famiglia abbia finito per trasformarsi in vero e proprio cognome: è il caso, solo per dirne alcuni, dei Da Quona, dei Da Uzzano, dei Dall’Ancisa, dei Barberini, Cerretesi e Da Filicaja.

Cerco dunque notizie su questa località, posta nella frazione dell’Antella, in Comune di Bagno a Ripoli, lungo la via che si dirige a San Polo in Chianti: e trovo così non solo notizia di un castello (l’antichissimo Castello di Quarate), del quale non ero a conoscenza, ma anche conferma che questo fu sin dalle origini feudo e possedimento della famiglia che, dal nome della località, si chiamò, per l’appunto, “Quaratesi”.

Il toponimo “Quarate”, spesso ricordato nei manoscritti come “Quarata” (si veda, fra i tanti: Repetti, Dizionario geografico) risulta piuttosto comune in Toscana: così, ce n’è una in provincia di Arezzo, una in Romagna, ed una in provincia di Pistoia, che adotta però le leggera variazione “Quarrata” (è un comune del Montalbano).

Il motivo di così grande diffusione di un simile toponimo non è una coincidenza: si deve al fatto che queste località derivano tutte il nome dalla stessa radice. “Quarate” o “Quarata” o “Quarrata”, originano tutte nel periodo della centuriazione romana: i Romani suddividevano infatti i territori delle nuove colonie, onde poterle ripartire fra i veterani dell’esercito, in “centurie”, appezzamenti quadrati composti, per l’appunto, di cento parcelle. E’ proprio da questa (centuria) quadrata, che deriva il toponimo “Quarata” o le sue varianti, per corruzione della parola dal latino al volgare italiano (da quadrata a qua(d)rata = quarata, per via della caducazione della “d” centrale).

Ecco dunque che questo antico toponimo, come suggerito del titolo, collega fra di loro tre interessanti elementi della storia fiorentina: un antico maniero, una preziosa opera d’arte di Paolo Uccello e la nobile famiglia che ebbe la ventura di acquistare il famoso Palazzo Pazzi “della congiura”. Ed è proprio questo il genere di coincidenze che ridesta la curiosità e stimola la ricerca di sempre nuove notizie interessanti.

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Pubblicato il 28 settembre 2012, in Borghi, rioni e contrade con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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