La tomba della Gioconda nell’ex-convento di Sant’Orsola

Monna Lisa Gherardini del Giocondo, la dama fiorentina che secondo la tradizione sarebbe stata la modella della famosa “Gioconda” di Leonardo da Vinci, è probabilmente il personaggio più noto della storia dell’arte di ogni tempo, considerato l’indiscusso primato che l’opera leonardesca possiede come dipinto più celebre di sempre.

Certamente, dunque, tutto ciò che attiene alla vita della supposta Gioconda possiede in sè un’enorme attrattiva: chi non vorrebbe sapere quali fossero in vita le reali fattezze di Monna Lisa, se somigliasse o meno al ritratto fàttone da Leonardo? E’ probabile che in un futuro prossimo tuto questo sia possibile grazie alle tecnologie di ricostruzione computerizzata. Ma partiamo da principio.

Ex-convento di Sant'Orsola

Ex-convento di Sant’Orsola: veduta della facciata lato via Guelfa

L’enorme interesse verso il soggetto della Gioconda ha portato ad una ricerca spasmodica della sepoltura della gentildonna fiorentina. Ecco allora l’interesse suscitato dagli scavi effettuati nel luogo di sepoltura della sua salma. Siamo infatti a conoscenza del fatto che Monna Lisa, ed ecco la prima gustosa curiosità, fu sepolta nel convento di Sant’Orsola, l’enorme edificio diruto (attualmente ne rimangono le mura perimetrali in mattoni rossi a vista) che occupa l’isolato tra via SantOrsola, via Guelfa, via Panicale e via Taddea. E’ rimasto nel presente stato di abbandono per decine di anni, dopo aver perso la sua funzione di sede della “manifattura tabacchi” che aveva preso il posto dell’originaria funzione religiosa. Ma questa è un’altra curiosità, di cui parlerò un’altra volta.

Morta il 15 luglio del 1542, Monna Lisa Gherardini venne sepolta nell’allora convento di sant’Orsola: conosciamo il luogo dell’ultima dimora terrena della Gioconda grazie al registro della basilica di San Lorenzo, il quale riporta che: “Donna fu di Francesco del Giocondo morì addì 15 di luglio 1542 sotterrossi in Sant’Orsola tolse tutto il capitolo“.

Grazie agli scavi archeologici portati avanti dalla Provincia di Firenze, nel luglio del 2012 saltano fuori, all’interno della chiesa dell’ex-convento di Sant’Orsola alcune tombe di individui inumati nel terreno, oltre ai resti di un altare. In corrispondenza di tale scoperta, Silvano Vinceti, presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, dichiarava in un’intervista rilasciata alla Nazione (17 luglio 2012) che:”Qualora venisse trovato sotto questo altare lo scheletro di una donna, ci troveremmo di fronte a due possibilità: o si tratta dei restimortali della nobildonna Maria del Riccio o di quelli di Lisa Gherardini. Perché queste sono le uniche sepolture femminili di persone esterne al convento che, da quanto risulta dai registri dell’epoca, sono avvenute nel periodo in cui il convento ospitava le monache francescane, le stesse che fecero erigere l’altare i cui resti sono emersi in questi giorni“.

Sepoltura ad inumazione dagli scavi presso Sant'Orsola

Una delle sepolture nel terreno emerse dagli scavi effettuati presso l’ex-convento di Sant’Orsola.

Finalmente, ed è notizia delle ultime ore, il portale online Nove da Firenze, riporta la scoperta di una tomba, emersa dagli scavi effettuati dietro l’altare francescano di cui alla notizia del 17 di luglio. In tale occasione è ancora Vinceti a ricordare che:“Il libro mastro tenute dalla badesse francescane ci informa che sotto quell’altare venne sicuramente sepolto agli inizi del 1600 la nobildonna fiorentina Maria del Riccio. Credo che la stessa sorte sia toccata alla Lisa Gherardini sepolta anche lei nel 1542 nel Convento. La mancanza dei libri mastri del periodo legato alla morte di Monna Lisa rappresentano il buco nero che potrebbe trovare una prima soluzione al momento in cui si procederà alla apertura vera e propria della tomba”.

Adesso non mancano che gli esami al carbonio 14 per verificare la compatibilità dei resti ritrovati nella tomba dietro l’altare con la data di morte di Lisa Gherardini. Eccoci così arrivati al punto dal quale siamo partiti: come riuscire a determinare le fattezze della Gioconda? Semplice: se le spoglie ritrovate risultassero attribuibili a Lisa Gherardini, lo scheletro, ed in particolare il cranio, potrebbero essere utilizzati per una ricostruzione computerizzata del volto della Gioconda, ottenuta basandosi sia sulla forma e le caratteristiche morfologiche delle ossa , sia sulle informazioni circa lo stato di salute che rimangono “archiviate” nelle ossa. E’ ad esempio possibile risalire a molte delle eventuali patologie e caratteristiche fisiche del soggetto analizzato.

In ogni caso, la fascinazione derivante dalla possibilità di poter ricostruire la mitologica immagine reale della “Gioconda” è resa ancor più suggestiva dalla possibilità di confrontare il modello ricreato al computer con un “identikit” assolutamente eccezionale, che si trova attualmente in esposizione al Louvre di Parigi.

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Pubblicato il 12 settembre 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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