I Pontefici fiorentini: da Firenze al soglio di Pietro

Se vi chiedessero a bruciapelo quanti sono stati nella storia i cittadini di Firenze ascesi al soglio pontificio, sapreste cosa rispondere? Certamente non è una domanda semplice cui rispondere; ancora più complicato sarebbe elencare i loro nomi e le famiglie di appartenenza. Parlo di famiglie di appartenenza perchè, come facilmente intuibile, non si diventava pontefici senza provenire da una famiglia ricca e potente, e si vedrà che la regola è perfettamente rispettata nel caso dei papi di origine fiorentina.

Papa Leone XI

Papa Leone XI, al secolo Alessandro dei Medici

Ma non ci dilunghiamo oltre, e andiamo al punto: i pontefici provenienti dalla città di Firenze sono stati in tutto cinque. Ma la curiosità vera e propria è che tre di questi provenivano dalla stessa famiglia. Ora, quale famiglia fiorentina poteva dare tre papi alla città gigliata se non quella che state pensando? Sì, avete indovinato, si tratta proprio della famiglia Medici .

Ecco l’elenco dei quattro pontefici fiorentini, con le indicazioni sul nome da laici, quello scelto come papa e la durata del loro regno:

  1. Leone X, al secolo Giovanni de’ Medici, pontefice dal 1513 al 1521
  2. Clemente VII, al secolo Giulio de’ Medici pontefice dal 1523 al 1534
  3. Leone XI, al secolo Alessandro de’ Medici, pontefice dal 1605 fino alla morte avvenuta nel corso dello stesso anno
  4. Urbano VII, al secolo Maffeo Barberini, pontefice dal 1623 al 1644
  5. Clemente XII, a secolo Lorenzo Corsini, pontefice dal 1730 al 1740

Giovanni de’Medici, divenuto papa col nome di Leone X, era il figlio quartogenito del Magnifico Lorenzo, ed ascese al soglio pontificio monetizzando ampiamente il prestigio e la potenza economica accumulata in vita dall’illustre padre.

Giulio, che fu papa come Clemente VII, è ricordato nei libri di storia soprattutto perchè Roma subì, nel corso del suo regno, il proverbiale “Sacco” ad opera dei lanzichenechi al soldo dell’imperatore Carlo V. Figlio di quel Giuliano dei Medici che era perito sotto i colpi di pugnale nel corso della celeberrima congiura dei Pazzi, nacque illegittimo dalla relazione con una popolana di nome Antonietta del Cittadino. Sembra inoltre  che, sebbene spacciasse in giro notizie di segno contrario, suo fosse il figlio mulatto di nome Alessandro nato dalla relazione con una schiava, che salì al potere a Firenze nel 1530 come primo Duca di Firenze.

Di Alessandro de’ Medici si ricorda più che altro la straordinaria brevità del pontificato col nome di Leone XI. Regnò infatti dal 1° al 27 di aprile del 1605, giorno in cui morì, pare, a seguito di una indisposizione dovuta ad una banale infreddatura. Se fossi Carlo Lucarelli, non mancherei di sottolineare l’insolita analogia del caso “Leone XI” con quello di Luciano Albini, papa col nome di Giovanni Paolo I per soli 33 giorni. In entrambi i casi, i pontefici che regnarono così breve tempo si distinsero per la volontà di adempiere la propria missione con un candore che probabilmente urtava le alte gerarchie vaticane, aduse ad avere libertà di mano negli intrallazzi più sconvenienti. N0n si può quindi escludere a priori che Leone XI, così come papa Luciani siano stati in effetti “eliminati” in quanto non “idonei” a ricoprire la carica di pontefice, ovvero, per usare un eufemismo, non sufficientemente “pragmatici”. Nato dalle seconde nozze di Ottaviano dei Medici, Alessandro prese il nome di Leone XI in ossequio a quello scelto dal suo illustre antenato, nonchè primo papa di casa Medici.

Del papa Barberini, basterà ricordare il motto coniato dal popolo romano e tramandato ai posteri: “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini“. Il gioco di parole, che accostava in maniera irriverente la famiglia del pontefice ai barbari che a più riprese avevano invaso Roma al declinare dell’impero, stava a sottolineare il fatto che la cupidigia e la voracità con il quale il papa spogliava i monumenti antichi per adornare i suoi palazzi era tanto grande che nemmeno i feroci Visigoti di Alarico nè i Vandali, e nemmeno il famigerato Attila erano arrivati a tanto. Sembra che lo stesso Colosseo venisse usato dal Barberini come cava di materiali da costruzione.

Infine veniamo al papa Corsini, quinto ed ultimo della serie. Si tratta di una personalità alla quale la città di Roma e la storia della Chiesa devono molto. Della sua epopea come  alto prelato prima, e come pontefice poi, bisogna ricordare almeno che a lui si deve la costruzione della fontana di Trevi. Sempre a Lorenzo Corsini si deve la costruzione del Palazzo Corsini alla Lungara, all’epoca adibito a sede della ricchissima biblioteca di famiglia (Lorenzo fu un esperto e voracissimo bibliofilo e grande collezionista di libri), mentre oggi ospita la prestigiosa Accademia dei Lincei.

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Pubblicato il 1 settembre 2012, in Aneddoti e notizie storiche, Firenze medicea con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Gianluigi Lamperi

    Ho incontrato, del tutto casualmente, questo sito, facendo ricerche sui sigilli delle “bolle papali”. Sono orgogliosamente fiorentino, battezzato nel “Bel San Giovanni”, ora sono lontano da Firenze, e la scoperta di questa sera mi ha dato una grandissima gioia.
    Grazie ancora

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