Firenze capitale degli hacker italiani

Oggi parliamo di hackers. Sottotitolo: quando si parla di curiosità su Firenze, non siamo necessariamente obbligati a prendere come oggetto argomenti “giurassici”: oggi non si parla di monumenti o avvenimenti di secoli fa, nè di Medioevo o Rinascimento.

Logo dell'Hacklab di Firenze

Logo dell’Hacklab di Firenze

Oggi si parla invece di qualcosa che più nuovo e attuale non si può: gli hackers. Intanto definiamo un hackers, anche se non è facile: si tratta generalmente di un esperto di informatica che, sfruttando le debolezze del sistema, tipo falle nei sistemi di sicurezza delle reti informatiche, riesce ad avere accesso a dati riservati: se vi immaginate i singoli pc ed i vari siti internet come “abitazioni”, un hacker si può metaforicamente definire un esperto scassinatore, che riesce a violare i sistemi di protezione dell’accesso o a trovare varchi non protetti (per restare nella metafora, immaginatevi rispettivamente porte blindate e finestre lasciate aperte). Non ci interessa sapere qui per quali scopi, se leciti o illeciti, voglia farlo.

Vi chiederete ora cosa c’entrano gli hacker con le curiosità su Firenze. C’entrano eccome. Innanzitutto perchè, anche se la maggior parte degli abitanti di Firenze e provincia non ne ha la minima idea, la città gigliata è stata una delle prime in Italia (prima di Milano, tanto per dirne una) a vantare un raggruppamento stabile di hackers italiani. Sin dal 1993, infatti, il gruppo Hack-lab opera a Firenze con riunioni dei membri, convegni e seminari che si tengono nella sede di via di Villamagna, presso i locali del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud.

L’attuale sede ha preso il posto di quella originaria, che era collocata presso i locali della Biblioteca Popolare dell’Isolotto a Monticelli, in via dell’Olivuzzo. Chi fosse interessato ad approfondire, può consultare direttamente il sito internet di Hack-lab Firenze.

Logo dell'Hackmeeting 2011 di Firenze

Logo dell’Hackmeeting 2011 che si è tenuto a Firenze nel mese di giugno

D’altra parte è vero che, pur nell’indifferenza generale della stragrande maggioranza dei fiorentini, la città di Firenze non è certo nuova alle tematiche dell’hacking. Anche se in pochissimi lo sanno (e ditemi che questa non è una cosa curiosa!), è notizia recente che, l’operazione di identificazione dei membri di Anonymous in Italia (ovvero la ramificazione italiana della celebre organizzazione internazionale che effettua attacchi ai sistemi informatici), portata a termine il 26 luglio 2011 dal CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), ha portato alla denuncia di 15 hacker di cui ben un terzo toscani (uno dei quali residente a Firenze). Come di vede, Firenze e la Toscana sono terra di amatori dell’hacking.

Ma non è finita qui: l’idillio fra gli hackers e Firenze è dimostrato anche dal fatto che, nell’ormai lontano 1998 (5-6-7 giugno), la città è stata scelta come sede del primo “Hackmeeting”, ovvero il convegno degli hackers italiani (in pratica, l’Hackmeeting sta agli hackers come Vinitaly sta ai produttori di vino). Ed evidentemente la kermesse deve aver avuto buoni esiti se, giusto l’anno scorso, nel giugno del 2011, l’Hackmeeting ha portato nuovamente gli hackers di mezzo mondo nel capoluogo toscano.

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Pubblicato il 10 agosto 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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