Leggenda del “Gallo Nero”: il simbolo del Consorzio e la disputa fra Firenze e Siena per il Chianti

Emblema del Consorzio del Chianti Classico

Emblema del Consorzio del Chianti Classico: vi campeggia il leggendario galletto nero mutuato dallop stemma della Lega del Chianti

Il galletto nero è, come tutti sanno a Firenze ed in Toscana, l’effigie che rappresenta i vini prodotti dal Consorzio Chianti Classico. Anche se inizialmente il gallo nero simboleggiava soltanto la specifica sotto-denominazione Chianti “Gallo Nero” (che continua perlatro a possedere un proprio Consorzio autonomo), l‘appeal di questo stemma di origini antichissime e particolarmente significative è diventato talmente rappresentativo del complessivo territorio di produzione del vino Chianti, che dal 2005 si è fatto assurgere al suo attuale ruolo.

Iniziamo col dire perchè il galletto nero che cmapeggi su ogni bottiglia di Chianti Classico è un simbolo così importante. Ciò è dovuto al fatto che il Chianti è una regione storicamente divisda fra i territori di influenza di Firenze e Siena, che4 sono state per secoli acerrime nemiche. Imporre dunque il proprio simbolo sulla princiaple produzione di tale territorio ha costituito sin da secoli fa una appariscente rivendicazione campanilistica. A favore di Firenze: il gallo nero è un simbolo imposto dalla città gigliata, per ricordare che, al termine delle contese fra le due città toscane, il Chianti risultava (per la maggior parte) fiorentino.

E veniamo conn questo alla vera curiosità di oggi: come è nato il simbolo del gallo nero che rappresenta il Consorzio del vino Chianti. Bisogna premettere che la vera origine si perde nelle nebbie dei secoli, tuttavia esiste una leggenda piuttosto famosa che spiega come questo simboo fu scleto a rappresentare la celebre regione vinicola toscana.

Mappa del Chianti

Mappa che mostra la collocazione di Fonterutoli, la località a pochi chilometri da Siena dove correva il confine fra il Chianti senese e quello fiorentino

Si narra infatti come, durando ormai da tempo immemorabile le dispute sul controllo del ricchissimo Chianti fra Siena e Firenze, le due città arrivarono ad un accordo: alla presenza di ambasciatori della controparte, ciascuna città avrebbe fatto partire, nel giorno convenuto, un proprio rappresentante a cavallo. Sia quello senese che quello fiorentino avrebbero dovuto partire al canto del gallo (verificato dagli ambasciatori della città avversaria): il confine sul Chainti sarebe stato stabi8lito nel punto di incontro dei due cavalieri.

L’idea, evidentemente, era quella, pressappoco, di accontentarsi ciascuna di metà circa del Chianti, in cambio della fine delle ostilità. Partendo all’incirca alla stessa ora, i due cavalieri si sarebbero infati incontrati, in ipotesi, circa a metà strada. Ma le cose andarono un pò diversamente dalle aspettative: mentre i senesi, che secondo la leggenda avevano scleto un galletto bianco,, avevano ingozzato a sazietà il volatile il giorno avanti, affinchè fosse in forze il giorno successivo per svegliarsi di buon’ora e cantare, i fiorentini, che avevano scelto invece un galletto nero, lo tennero a stecchetto.

All’alba del giorno prestabilito accadde quindi che il gallo dei senesi, reso torpido nel sonno dall’abbondante pasto del giorno prima, si svegliò tardi, mentre il galletto nero, affamato com’era, si svegliò prestissimo a causa dei morsi della fame. In questo modo, pur rispettando accuratamente i patti, il cavaliere fiorentino aveva già percorso un buon tratto di strada quando il gallo senese iniziava a cantare. Ragion per cui, il cavaliere senese, partito con grande ritardo, incontrò il cavaliere fiorentino a ben poca distanza da Siena. Secondo la leggenda si incontrarono precisamente a Fonterutoli, a poca distanza dall’attuale Castellina in Chianti.

Stemma della Lega del Chianti

Stemma della Lega del Chianti, che mostra l’antico galletto nero mutuato nel simbolo del Consorzio del vino Chianti Classico

E’ in ricordo di questo avvenimento mitologico che il vino prodotto della regione contesa venne simboleggiato con quello stesso galletto nero che aveva permesso di conseguirne il possesso. Questa storia, per quanto certamente leggendaria, cerca di spiegare, in maniera aneddotica e fantasiosa, il motivo per cui la città di Firenze era riuscita ad ottenere il controllo della maggior parte del Chianti, fin quasi alle porte di Siena.

La storiella del gallo nero è di per sè particolarmente divertente. Tuttavia, se ci vogliamo addentrare nelle effettive origini storiche del rinomato emblema del Chianti Classico, dobbiamo risalire al pieno Medioevo, ed in particolare alla cosiddetta Lega del Chianti. Questa Lega, che raggruppava in un unico sodalizio politico militare i Comuni di Radda, Gaiole e Castellina, in funzione di baluardo anti-senese nel Chianti, rientrava sotto il controllo territoriale di Firenze, ed aveva come proprio stemma un galletto nero, che è stato poi mutuato nel simbolo del vino.

Ma la Lega del Chianti, a sua volta, da dove aveva tratto il proprio simbolo? Aldilà della leggenda, si ha notizia di una razza autoctona di polli, il gallo nero chiantigiano. Questa razza, immortalata per sempre nell’emblema del Chianti Classico è ormai estinta. Ecco perchè esiste attualmente un porgetto di ripopolazione del Chianti con razze di polli che presentano galletti di un bel colore nero: la razza Valdarno e la Livornese Nera.

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Pubblicato il 8 agosto 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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