Sagrestia Vecchia di San Lorenzo vs Sacello di Santa Trinita: la sfida a suon di fiorini per la più bella sepoltura

Nella sfida secolare che vide contrapposte due delle famiglie in assoluto più potenti della storia fiorentina, ovvero Strozzi e Medici, non ci furono soltanto scontri militari o politici: la partita si giocava anche, e soprattutto , sul piano della potenza economica e finanziaria, che si riverberava in una spasmodica corsa, a suon di fiorini d’oro, a chi, con opere di mecenatismo, con palazzi e dimore più splendidi, e con feste e banchetti più ricchi, sfoggiava il tenore di vita più alto per manifestare il proprio predominio.

La lotta per  mostrarsi superiori da un punto di vista economico e finanzario coinvolgeva non da ultimo l’aspirazione ad esibire cappelle e monumenti funerari più prestigiose degli avversari: si trattava di una lizza, quindi, che non si limitava alla vita quotidiana, ma anche ai simulacri della dipartita eterna.

Campo di battaglia particolarmente agonistico era in particolare quello del patronato delle chiese, che le principali famiglie fiorentine facevano a gara a dotare di opere d’arte dei più rinomati maestri: chi patronava la chiesa più adorna e magnifica rendeva evidente in maniera incontestabile la propria superiore opulenza. Così, dopo essersi sfidate per il palazzo di famiglia più elegante e raffinato (gli Strozzi con la residenza di Piazza dei Sassetti ed i Medici con  il palazzo in via Larga), le due cospicue consorterie fiorentine inziarono a sgomitare per aggiudicarsi i più grandi artisti onde ampliare ed abbellire le chiese di cui erano patrone: i Medici patronavano la Basilica di San Lorenzo, mentre gli Strozzi quella di Santa Trinita, eletta evidentemente, ciascuna, per motivi di prossimità alle rispettive dimore.

La curiosità di oggi è proprio questa: la famiglia dei Medici commissionò al Brunelleschi la progettazione della famosa Sagrestia Vecchia, oggi facente parte del Museo delle Cappelle Medicee, per rispondere colpo su colpo, e possibilmente sopravanzare, lo splendore e l’opulenza dei rivali Strozzi, costruendo un mausoleo funerario ancora più prestigioso di quello fatto progettare da questi in Santa Trinita da Lorenzo Ghiberti.

Il fatto che le due più potenti famiglie e ricche famiglie di Firenze si disputasero la preminenza in città a colpi di denari sonanti non deve certo meravigliare, in un contesto eminentemente mercantile, come Firenze, in cui la ricchezza ed il successo commerciale più di ogni altra cosa conferivano prestigio e quarti di nobiltà. Ciò che più di tutto ho travato curioso, e degno di essere condiviso con i lettori, è la triplice sfida che si nasconde dietro la corsa all’abbellimento delle chiese patronate.

Così, il primo livello della sfida fra le famiglie Strozzi e Medici trascende in un secondo, relativo al tentativo di dotare la chiesa patronata della più monumentale cappella di famiglia, ed in un terzo, riferito all’accapparramento degli artisti di maggior prestigio.

Si vede così che, non solo Medici e Strozzi gareggiavano fra loro per la primazia, ma, in questa loro sfida coinvolgevano quella fra chiese (Santa Trinita vs San Lorenzo) e quella fra artisti (Ghiberti vs Brunelleschi). Particolarmente interessante ricordare, a quest’ultimo proposito, che Ghiberti e Brunelleschi, acerrimi rivali già all’epoca del concorso per la Porte del Battistero e per l’erezione della Cupola del Duomo, mettendosi al servizio delle due parti in lizza, non facevano che rinnovare la loro personalissima disfida artistica.

Tutto comincia attorno al 1420 quando Giovanni di Bicci dei Medici commissiona a Filippo Brunelleschi la progettazione della Sagrestia Vecchia, come cappella funeraria destinata a sepoltura funeraria per sè e la moglie Piccarda Bueri. La cappella è terminata nel 1428, come risulta da una iscrizione sul pergamo della lanterna della cupola. La Sagrestia Vecchia, intitolata a San Giovanni Battista, costituisce la risposta, in termini di prestigio familiare, al patriarca della potente famiglia rivale, Palla Strozzi, che già nel 1418 aveva fatto costruire in Santa Trinita una splendida cappella per le sepolture della propri congiunti, progettata nientemeno che da Lorenzo Ghiberti.

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Pubblicato il 2 agosto 2012, in Chiese ed edifici sacri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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