L’impiccato dei tarocchi e i ritratti d’infamia di Andrea del Sarto

L'Appeso (anche detto "il Traditore") uno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi

L’Appeso (anche detto “il Traditore”) uno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi: la figurazione odierna mostra la figura appesa per un piede con la gamba libera in croce rispetto a quella legata.

Per quanto possa suonare strano, la città di Firenze ha molto a che fare con il famoso mazzo di carte che prende il nome di “Tarocchi”, che nasce per lo svolgimento del gioco omonimo, per trasformarsi nel tempo in strumento privilegiato da cartomanti e fattucchiere per la divinazione del futuro.

Oggi non mi occupo però dei tarocchi in generale, ma di uno in particolare: questa carta rappresenta una delle figure più ambigue e affascinanti fra tutti i tarocchi sotto il profilo simbolico. Se infatti è difficile in ogni caso risalire all’originaria derivazione simbolica di ciascuna figura dei tarocchi, questa risulta particolarmente enigmatica.

Mi riferisco alla figura dell’ Impiccato, la famosa carta dei Tarocchi in cui si ossserva un uomo appeso a testa in giù per il tramite di una corda legata intorno ad una caviglia. Ora, sembra che questa raffigurazione dell’Impiccato sia legata in qualche modo ad alcuni disegni dell’eccellentissimo pittore fiorentino Andrea del Sarto. Ma vediamo in  dettaglio come e perchè.

Ad Andrea del Sarto fu commissionato di dipingere, al tempo dell’assedio di Firenze (1529-30) i ritratti d’infamia di alcuni traditori fuggiti dalla città. Questi, secondo il costume dell’epoca, venivano “impiccati in effigie“, ovvero rappresentati, per l’appunto, appesi per un piede. Questa infatti era la pena stabilita per i traditori che, seppure fuggiti, venivano dipinti in tale posizione quale “anticipo di condanna” nelle more della contumacia.

Non è un caso se, in origine, la carta dei tarocchi oggi conosciuta come “l’Appeso o l’Impiccato” veniva chiamato anche “il Traditore”. D’altra parte, osservando i disegni preparatori di Andrea del Sarto per i dipinti degli “appiccati”, risulta in effetti impressionante la somiglianza fra le pose dei traditori ritratti e quella della celebre figura dei tarocchi.

I tarocchi, in realtà, e con loro la figura dell’Appeso, che rappresenta il XII dei cosiddetti “Arcani Maggiori”, erano presenti nella versione attuale già nella prima metà del Quattrocento, cento anni prima dell’avvenimento della vita di Andrea del Sarto al quale abbiamo accennato. E altrettanto sicuramente, l’usanza di impiccare a testa in giù i traditori è senza dubbio più risalente nel tempo rispetto al 1530.

La particolare raffigurazione del traditore a testa in giù, appesantito dei sacchetti di denari per i quali si era venduto, ad acuire la pena, tipica dei tarocchi, sembra alludere addirittura all'”archetipo” del traditore nell’immaginario collettivo europeo, ossia Giuda Iscariota, che si uccide appunto impiccandosi. I denari che stringe l’Appeso possono quindi rappresentare simbolicamente il prezzo dei 30 denari ricevuto per il suo tradimento.

Disegni preparatorii di Andrea del Sarto per i ritratti d'infamia dei traditori

Disegni preparatorii di Andrea del Sarto per i ritratti d’infamia dei traditori

Con tutto questo, rimane innegabile che la tradizione figurativa dei tarocchi subì l’influsso dei disegni relativi ai condannati per tradimento di epoche antichissime, mentre i disegni effettuati da Andrea del Sarto, e dagli altri artisti che prima di lui si erano cimentati in questa impresa, avrebbero semplicemente influenzato le modalità di rappresentare i dettagli di tale figura. Per fare un esempio lampante di qaunto vado affermando, basterà ricordare che inizialmente i tarocchi presentano l’Appeso come una figura stilizzata che mostra entrambe le gambe stese, come se fosse legato per entrambe. I grandi maestri fiorentini, invece, disegnano la figura in un’ottica realistica, e mostrano quindi la gamba libera ripiegata verso il corpo a intersecare l’altra legata. E’ questo probabilmente il motivo pe cui nei tarocchi moderni inizia da un certo momento in poi a circolare la rappresentazione tradizionale dell’Impiccato con la gamba libera in croce con quella legata (come si vede nella figura riprodotta).

La figura dell’Impiccato (o del “Traditore”, se si preferisce) non è peraltro l’unico motivo che lega Firenze ai tarocchi: verso la fine del Quattrocento fu ideato nel capoluogo toscano un mazzo di tarocchi “modificato” rispetto a quello consueto. Esso era costituito da 97 carte e prevedeva 41 Arcani Maggiori invece dei 22 tradizionali. Le carte di questo mazzo prendevano il fiorentinissimo nome di “Minchiate” e si usavano per lo svolgimento dell’omonimo gioco.

Anche il tarocco detto “della Torre” sembra aver qualcosa a che fare con Firenze. Questo Arcano, che veniva infatti chiamato anche “Casa del Diavolo” sembra poter risalire all’iconografia del Palazzo dei Diavoli all’Isolotto.

Pe chi fosse interessato a vedere una carrellata esaustiva di immagini relative ai disegni di Andrea del Sarto ed all’evoluzione nel tempo dell’iconografia dell’Impiccato, si rimanda alla completissima pagina di Tarotforum, in cui si trova anche una bella panoramica degli antichi ritratti d’infamia quattrocenteschi della Germania, in cui l’Appeso ha entrambe le gambe stese verticalmente.

Annunci

Pubblicato il 11 luglio 2012, in Aneddoti e notizie storiche, Opere d' arte con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: