L festa della Rificolona:lanternine di carta per la Nascita della Madonna

La tradizionale lanternina di carta detta "Rificolona"

La tradizionale lanternina di carta detta “Rificolona”: la luce è prodotta da un candela fissata all’interno

La tradizione della “rificolona” nasce in concomitanza con una delle più importanti festività fiorentine legate alla figura della Vergine Maria, da lungo temp0 venerata in città nello splendido santuario officiato dai Padri Serviti, la Basilica della Santissima Annunziata, che sorge nella piazza omonima.

Mi riferisco alla tradizionale festa che si svolge in onore della Vergine Maria alla vigilia della festa che, nel calendario liturgic,o ne ricorda la nascita. La Nascita di Maria si festeggia l’8 di settembre, ed ecco quindi che la tradizonale festa, ovvero luminaria, in piazza della Santissima Annunziata, si svolge per l’appunto nella notte fra il 7 e l’8.

La scansione temporale degli eventi, legati alla ricorrenza della Nascita di Maria (festa della Rificolona nella notte, e fiera il giorno dopo) rammenta la tradizione del passato, quando i contadini, per sfruttare l’afflusso di gente in città in occasione della importante solennità, partivano per Firenze all’imbrunire della vigilia, per arrivare in tempo nel capoluogo dove avrebbero passato la notte in modo da essere già pronti il giorno seguente a vendere le proprie mercanzie.

Pare che proprio l’usanza di effettuare il tragitto dalla campagna alla città dopo il tramonto del sole, sia all’origine della nascita della famosissima lanternina di carta colorata con dentro la candela, che da secoli è vera e propria icona della festa. I contadini, viaggiando dopo il tramonto avevano infatti bisogno di una fonte di luce per illuminare il cammino verso Firenze: a questo scopo utilizzavano questo curioso lampioncino posto in cima  ad una canna. Il lampioncino di carta sembra servisse ad evitare il continuo spengimento della candela che stava all’interno. In pratica, si trattava di una vera e propria “lanterna”, seppure di carta.

Il termine “rificolona” ha un’etimologia alquanto ambigua, tanto che risulta ad oggi difficile risalire con precisione alla sua effettiva origine. C’è però un buon numero di interpretazioni verosimili che spiegano la denominazione di questa radicata tradizione fiorentina.

Momento della festa della Rificolona in Piazza Santissima Annunziata

Momento della festa della Rificolona in Piazza Santissima Annunziata

Una di quelle che mi sembra più accettabile è quella che fa derivare il termine per storpiatura dell’originario “fierucolona”: parola composta che abbina il sostantivo “fiera” con l’aggetivo “colona”, nel senso di fiera campagnola (lat. colona=campagnola). Sotto questo aspetto, risulta chiarita l’etimologia con riferimento al fatto che, la fiera per la Natività della Vergine, era fatta dai contadini e dai campagnoli che venivano in città a vendere le loro mercanzie.

Con una minima differenza, altri fanno discendere la parola “rificolona” da “fiericolòna”, termine col quale, in senso dispregiativo, sembra che i cittadini di Firenze chiamassero le campagnòle che scendevano in città per partecipare alla fiera. In questo caso “colòna” diviene sostantivo invece che aggettivo, e significa appunto “campagnola che partecipa alla fiera”. Pare che il dileggio di cui le contadine erano fatte segno con questa peculiare definizione, derivasse dal loro vestire, che le segnalava come irrimediabilmente sciatte agli occhi dei raffinati cittadini, dai loro portamenti goffi e, non ultimo, dai vistosi e floridi posteriori delle medesime, marchio di fabbrica delle donne di campagna che evidentemente avevano altro cui pensare che all’ossessione per l’estetica.

Considerata la traslazione della parola a favore della tradizionale lanternina, sarei forse più propenso a ritenere verosimile la prima ipotesi: nel secondo caso sarebbe infatti difficilmente spiegabile la migrazione semantica dalle donne di campagna ai lampioncini. Con ogni probabilità, il riferimento alle donne del contado quali “rificolone” è anch’esso il risultato di un’estensione dal nome della festa, proprio come nel caso delle lanterne di carta.

Da ultimo, mi corre quasi l’obbligo di rammentare che la famosissima lanternina di carta, la “rificolona” è protagonista di una altrettanto rinomata canzoncina popolare che si canta in occasione della festa omonima: immagino che quasi tutti i fiorentini conoscano almeno l’attacco che fa “Ona ona ona, ma che bella rificolona; e la mia la c’ha i fiocchi e la tua la c’ha i pidocchi…..”.

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Pubblicato il 18 giugno 2012, in Feste, tradizioni e manifestazioni folkloristiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. La canzoncina rammentata era cantata dai bambini mentre i grandi “portavano dei corbelli infilati in una pertica con un lume dentro, vociando: -bello, bello chi lo guarda gli è un corbello”. (G.Conti, FIrenze vecchia, Giunti, ristampa del 1899, pag.609).
    Belle immagini, Ivana

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