Il Caparra e l’ aneddoto degli alari

Lanterna sull' angolo di Palazzo Strozzi lavorata dal Caparra

Lanterna sull’ angolo di Palazzo Strozzi lavorata dal Caparra

Oggi parlo del Caparra, fabbro fiorentino, che raggiunse nell’ arte della lavorazione dei metalli grandissimo pregio ed universale consenso. Questo delicatissimo artista della lavorazione del ferro si chiamava in verità Niccolò Grosso, ma prese il nomignolo di “Caparra” per una sua caratteristica professionale piuttosto marcata.

Si racconta infatti che fosse testardo e sospettoso oltre ogni dire e che non volle mai cedere a nessuno i suoi lavori a credenza, ma sempre pretendeva che gli venisse corrisposta una caparra. Per questo motivo Lorenzo de’ Medici lo chiamava il Caparra, e questo nomignolo gli è rimasto appiccicato fin sui libri di storia dell’ arte.

A conferma di questa sua natura ostica e di una certa qual selvatichezza, si tramanda un aneddoto particolarmente rappresentativo del suo modo di fare, che viene buono qui raccontare in breve: i Capitani di Parte Guelfa gli avevano commissionato due alari e, avendoli egli ultimati, più volte gli furono mandati a chiedere. Agli inviati dei Capitani soleva però il Caparra rispondere che “io sudo e duro fatica su questa incudine e voglio che qui sopra mi vengano pagati i miei danari”.

Allora di nuovo gli fu mandato a dire che mandasse gli alari e poi si presentasse in Palazzo, che subito sarebbe stato saldato, ma di nuovo il Caparra si ostinava che prima voleva vedere i soldi. Venuto per questo in collera il provveditore, perchè i Capitani li volevano vedere, gli mandò a dire che aveva avuto la metà dei soldi e che quindi mandasse gli alari, dopodichè gli avrebbe dato anche il resto.

Il Caparra fu perfettamente conseguente anche in questa circostanza. Visto che gli avevano dato la metà dei soldi, disse al donzello dei Capitani: “Tieni, porta questo, che è il loro; e se gli piace, porta l’ intero pagamento, che gli darò anche l’ altro che per ora è mio“.

Se era testardo quanto si è detto, era però anche persona che, nei suoi lavori, non faceva distinzione fra ricchi e poveri: una volta che Lorenzo de’ Medici voleva commissionargli dei lavori in ferro per donarli, affinchè si vedesse l’ eccellenza del Caparra, si recò alla sua bottega. Trovatolo che lavorava alcune cose per povere persone dalle quali aveva avuto parte del pagamento, e avendogli chiesto la sua disponibilità, il Caparra non gli volle mai promettere di “servirlo se prima non serviva coloro, dicendogli che erano venuti a bottega innanzi a lui e che tanto stimava i denari loro quanto quelli di Lorenzo“.

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Pubblicato il 1 giugno 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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