Il borgo di Corbignano, memorie del Boccaccio sui colli fiorentini

Veduta del borgo di Corbignano

Veduta del borgo di Corbignano: al centro il pino secolare recentemente abbattuto

Il piccolo borgo di Corbignano, che vanta illustri trascorsi storici, come si dirà immediatamente appresso, è oggi un piccolo agglomerato di case dell’ antico popolo di san Martino a Mensola, che sorse originariamente attorno a quella che viene ricordata come villa di campagna del Boccaccio.

Dei fasti di Corbignano resta oggi memoria nella toponomastica viaria, dato che, proprio al confine col Comune di Fiesole, esiste ancora oggi una Via di Corbignano, che si diparte da Via di Vincigliata. La strada conduce infatti al piccolo borgo omonimo, situato sul declivio di un poggio nei pressi di Settignano, fra i torrenti Mensola e Fossataccio.

Come preannunciato nel titolo dell’ articolo odierno, il borgo deve la sua maggiore rinomanza al fatto che Giovanni Boccaccio vi abitò nella Villa annessa al podere detto del Buonriposo, che apparteneva a suo padre Boccaccio di Ghellino (o Cellino). Il che indica chiaramente come il poeta, sebbene originario di Certaldo, derivasse da una schiatta di rilievo, che a Firenze abitava stabilmente e non senza fortuna economica e politica.

I principali meriti di questo borgo sono riepilogati in una targa marmorea, installata nel 1917, che recita:

Dalla gente romana dei Corvini
ha nome questo Borgo
dove nel podere paterno di Buonriposo
crebbe Giovanni Boccaccio
e dove ebber vita due secoli dopo
in queste case che furono de’ Betti
Giovanni Antonio e Andrea
di Giusto
architetti e scultori insigni
che la Francia volle far suoi
chiamandoli Les Justes
come se d’una nazione
e non del mondo tutto
fosse patrimonio il genio

Dettaglio della lapide degli italiani illustri di Corbignano

Dettaglio della lapide di Corbignano che riporta gli italiani illustri che dimorarono in questi dintorni

L’ iscrizione ricorda giustamente come i tre fratelli Giovanni, Antonio e Andrea di Giusto Betti, autori fra l’ altro del magnifico monumento funebre del re Luigi XII e Anna di Bretagna nella cattedrale di Saint Denis vicino Parigi, furono lungo tempo ritenuti francesi a tutti gli effetti con il nome di Justes: si deve agli studi genealogici di Gaetano Milanesi se, nell’ Ottocento, gli artisti furono riconosciuti come nativi del borgo di Corbignano presso Firenze ed il loro cognome francese, Justes, ricondotto al primigenio Giusti (ossia “di Giusto”, dal nome del padre).

A sottolineare però la inclita bellezza di questi luoghi, che attirarono per questo schiere di artisti e personaggi illustri, sono state poste anche, sull’ angolo fra via di Corbignano e via di Vincigliata, due lapidi marmoree che ricordano in sequenza le maggiori personalità, italiane e straniere, che abitarono questi dintorni. Fra gli italiani, vale la pena rammentare, oltre ai Giusti ed al Boccaccio, D’ Annunzio e la Duse, che soggiornavano nella vicina villa della Capponcina, gli scultori Desiderio da Settignano, Antonio e Bernardo Rossellino, nonchè il grande Michelangelo, che visse qui da piccolo.

Le due iscrizioni recanti i nomi dei personaggi celebri di Corbignano

Le due iscrizioni recanti i nomi dei personaggi celebri, italiani e stranieri, di Corbignano: si trovano asull’ angolo tra via di Vincigliata e di Corbignano.

Fra gli stranieri, soggiornarono nei dintorni di Corbignano Mark Twain, Edward Hutton, che visse a lungo nella casa di Boccaccio e ne scrise una importante biografia e Bernard Berenson, famoso collezionista d’ arte che elesse a dimora Villa i Tatti, oggi sede dell’ Università di Harvard.

Questo borgo le cui radici affondano addirittura all’ epoca romana, ha rischiato nel 1990 di essere trasformato in un impianto residenziale moderno, dopo che una società aveva acquistato tutti gli appartamenti del paese per rivenderli in blocco previa completa ristrutturazione, e dunque stravolgedoli quanto al loro valore storico ed artistico. Il Borgo di Corbignano ed i suoi dintorni è dunque una di quelle emergenze artistiche e paesaggistiche che meritano una tutela particolare, non foss’ altro per mantenere la memoria di quei luoghi, molti dei quali risultano descritti nel Ninfale Fiesolano e nel Decameron del Boccaccio.

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Pubblicato il 8 maggio 2012, in Borghi, rioni e contrade con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Belle foto, sembrano le mie ………

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