La Cappella della Madonna della Querce, la prima chiesa dell’ Isolotto

Chi abita all’ Isolotto pensa certamente che la storia degli edifici religiosi del suo quartiere inizi con la costruzione dell’ attuale chiesa parrochiale di Santa Maria Madre delle Grazie, che nasce negli anni ’50.

In realtà, tale chiesa non è stata la prima ad essere officiata a favore degli abitanti del nascente rione dell’ Isolotto: in attesa dell’ erezione della chiesa parrocchiale, i fedeli del quartiere poterono usufruire, come luogo di culto, della Cappella della Madonna della Querce, sita in Via del Palazzo dei Diavoli.

La cappella fu dunque utilizzata come chiesa parrocchiale pro-tempore, ma la sua storia comincia da molto più lontano: da quando, cioè, la potente famiglia dei Mannelli, che aveva case e torri dentro Firenze, fece edificare questo tempietto attorno al 1460 in ottemperanza alla volontà di un lascito ereditario.

Il piccolo edificio si trova sull’ angolo fra Via del Palazzo dei Diavoli e via Liberale da Verona, con il portico che guarda esattamente in faccia il portone in legno borchiato e finemente lavorato della Villa che fu degli stessi Mannelli. La cappella, in effetti, fu lungo tempo patronato di questa nobile famiglia, che la tenne come annesso alla propria tenuta di campagna. La cappella è oggi segnalata anche, di lato alla facciata, dalla presenza di un Tabernacolo affrescato dal Maestro di Signa.

Il patronato dei Mannelli risulta tutt’ ora evidente sulle pareti esterne del piccolo edificio a pianta quadrata: su ciascuno spigolo della cappella infatti, campeggia un inserto in pietra scolpita raffigurante lo stemma della famiglia fiorentina, ovvero lo scudo con le tre sciabole a mezzaluna, che ricorre con frequenza anche all’ interno dell’ edificio, sia nei pennacchi in cui sono dipinti i Quattro Evangelisti, sia nella lunetta che dal portico murato immette nella cappella vera e propria.

La vera curiosità di questa che fu la prima chiesa dell’ Isolotto sta però proprio nella progettazione dell’ edificio: la sua pianta quadrata sormontata da una cupola emisferica richiama molto da vicino la Cappella dei Pazzi del Brunelleschi in Santa Croce, mentre il portico antistante, affrescato da Paolo Schiavo ed un tempo aperto sulla via, prima di essere murato, è probabilmente più antico.

In fatto di curiosità, vale la pena di ricordare che, fra i dipinti presenti nella cappella, si trova anche una tela raffigurante le Stimmate di San Francesco, che risulta enigmatica in quanto presenta all’ interno della scena anche un San Quirino, del quale non è facile capire il significato in tale contesto.

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Pubblicato il 17 aprile 2012, in Chiese ed edifici sacri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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