La Via Crucis a San Miniato al Monte

Veduta notturna della Basilica di San Miniato al Monte

Veduta notturna della Basilica di San Miniato al Monte

La Basilica di San Miniato al Monte è la chiesa che sorge nel punto più elevato di Firenze: la sua simbolica maggior vicinanza al cielo, assieme al singolare privilegio di possedere la Porta Santa, fa di questo luogo il sito della spiritualità fiorentina per antonomasia.

Come tutti gli anni parte alle ore 21.00 dal Piazzale della Basilica la rituale Via Crucis: quest’ anno, il venticello che stemperava la calura semi-estiva della sera del 6 aprile, rendeva particolarmente clemenente il clima, e limpida l’ aria. Nell’ aria tersa della sera si ammira prima di partire la grandiosa visione della città completamente illuminata, vista da questa posizione privilegiata che è di gran lunga superiore a quella che si gode dal Piazzale Michelangelo.

Il percorso, che si compone di undici stazioni, parte dopo che i monaci della comunità di San Miniato al Monte, vestiti nel loro saio bianco, hanno consegnato a ciascun partecipante una candela, che verrà buona più tardi. Ci sono 100/150 persone, di tutte le età, fra cui diverse coppie di ragazzi, probabilmente attratte, come me, dalla voglia di partecipare ad una cerimonia suggestiva e particolarmente coinvolgente, prima ancora che dalla devozione.

La Via Crucis di Henry Matisse

La Via Crucis di Henry Matisse, scelta dai Monaci di San Miniato al Monte come immagine della via Crucis del 2012

Il percorso si snoda dapprima lungo la discesa verso San Salvatore al Monte; dal lato della chiesa ci si sposta poi sulla facciata, quindi si discende il primo tratto della monumentale scalinata del Monte alle Croci; raggiunto il piano stradale, il drappello si muove verso il cuore di piazzale Michelangelo, fino a stazionare subito sotto la terrazza del caffè la Loggia, dove si trova l’ iscrizione in ricordo dell’ architetto Poggi, e la vasca adorna di tulipani rossi e bianchi a ricordare i colori dell’ arme di Firenze.

Dal Piazzale Michelangelo la processsione muove di nuovo alla volta della Basilica, sempre al seguito della Croce e di due porta-cero, che aprono il corteo. Ci si dirige così verso la base della scalinata monumentale che risale al piazzale della Basilica.

Prima di entrare nel recinto della Basilica, delimitato dalla cancellata in ferro, mancano ancora la decima e la undicesima stazione, che costituiscono il momento culminante della cerimonia. La decima stazione ha luogo sui primi gradini della scalinata: è in quel momento che, attingendo la fiamma ai ceri processionali, tutti i partecipanti accendono le candele che portano in mano. E’ il necessario preludio all’ ingresso nella Basilica immersa nella più completa tenebra. La piccola folla, nel più raccolto silenzio, fa ingresso nel buio della vasta basilica coi propri lumini, al seguito dei monaci che procedono salmodiando. Per chi non fosse pratico della ritualità del Venerdì Santo, il buio della Basilica rappresenta l’ oscurità del Sepolcro di Cristo, metafora della temporanea soggezione al trionfo della morte. I minuscoli lumi delle candele rappresentano la speranza nella Resurrezione, che deve avvenire dopo tre giorni.

v

La volta dell' abside di San Miniato al Monte, che raffigura il Cristo Pantokrator

Il corteo di candele illuminate sfila lungo la navata centrale della chiesa fino all’ altare maggiore presso il quale è predisposto il catafalco drappeggiato del Cristo deposto, quindi accede alle scale di destra per salire nel presbiterio della chiesa. La undicesima ed ultima stazione avviene proprio nei pressi dell’ altare del presbiterio, sotto alla grandiosa cupola dell’ abside, in cui il mosaico dorato del Cristo Pantokrator riluce dei bagliori di cento e più candele.

La cerimonia si conclude con il celebrante che invita i presenti a spegnere tutte le candele: i partecipanti rimangono infine immersi nel buio e nel silenzio più profondi, partecipi devoti della sofferenza del Cristo nel Sepolcro, in attesa ancora di vincere la morte. La vittoria e resurrezione del Cristo, per converso, sarà infatti segnalata alla mezzanotte fra il sabato e la domenica, proprio con la riaccensione e benedizione del cero pasquale, che è figura del trionfo della Luce sul peccato e sulla morte.

Con l’ ausilio di una luce accesa sulle scale per evitare infortunii, la piccola folla di partecipanti sciama infine dalla chiesa in un’ atmosfera rarefatta che è parte devozione e parte desiderio di prolungare più a lungo la suggestione di una cerimonia di grande impatto emotivo.

Annunci

Pubblicato il 8 aprile 2012, in Feste, tradizioni e manifestazioni folkloristiche con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: