L’ affresco spostato: il tabernacolo presso la Madonna della Querce

Il Tabernacolo di cui mi appresto a parlare ha una storia particolarmente curiosa e tribolata, in quanto solo grazie ad un provvidenziale spostamento si è potuto salvare la parte dell’ affresco che risultava ancora leggibile.

Tabernacolo presso l' Oratorio della Madonna della Querce in Via Palazzo dei Diavoli

Tabernacolo presso l' Oratorio della Madonna della Querce in Via Palazzo dei Diavoli

Il Tabernacolo del quale sto parlando è collocato sulla immediata destra (dando le spalle alla Villa Mannelli) rispetto alla facciata dell’ Oratorio della Madonna della Querce in Via Palazzo dei Diavoli all’ Isolotto. Il Tabernacolo è oggi riparato dalle intemperie grazie ad una teca di vetro, nondimeno, l’ incuria del passato è chiaramente osservabile nei colori sbiaditi di molte figure.

Ecco la storia curiosa del Tabernacolo così come l’ ho appresa dagli abitanti del luogo: il dipinto posto all’ interno della teca presso l’ Oratorio della Madonna della Querce stava originariamente qualche centinaio di metri più spostato verso il Palazzo dei Diavoli: anticamente, infatti, la via omonima e via de’ Mortuli facevano angolo e, proprio sulla cantonata che si veniva a creare, era stato eretto un imponente tabernacolo di legno e muratura, che si inseriva nelle possenti mura perimetrali circostanti le proprietà del Palazzo dei Diavoli.

Questo Tabernacolo viene rimosso nel 1970, al momento in cui l’ Amministrazione comunale decide di costruire Piazza Pompeo Batoni che, con la sua forma ellittica, erode lo spigolo formato dalla cantonata fra via Palazzo dei Diavoli e via de’ Mortuli. Ad oggi, infatti, è necessario costeggiare un tratto dell’ ovale di Piazza Batoni per passare da via de’ Mortuli a via del Palazzo dei Diavoli.

L’ affresco, attribuito ad un anonimo “Maestro di Signa”, venne quindi traslato nella sua attuale collocazione, che si trova lungo la stessa via del Palazzo dei Diavoli, a pochi metri di distanza dal sito di origine: la curiosità sta nel fatto che il tabernacolo presso la Cappella della Madonna della Querce esisteva già, ma gli affreschi al suo interno (rappresentavano una Madonna col Bambino ed i Santi Paolo Apostolo e Giovanni Battista) erano talmente deteriorati, che fu deciso di staccarli, e di rimpiazzarli con quelli provenienti dalla cantonata della via.

Nonostante lo stato di conservazione non propriamente eccelso, si riconoscono chiaramente le figure di questo affresco. Nella descrizione che ne fa il Carocci (I dintorni di Firenze) si osserva “nel fondo la Madonna col Bambino e vari angeli; nei laterali si osservano le figure dei santi Michele Arcangelo, Antonio Abate, Pietro Martire, Stefano; nel sott’ arco è la mezza figura dell’ Eterno Padre circondato da una corona di Cherubini“.

Le figure meglio conservate sono quelle della Madonna col Bambino, mentre, ai piedi del trono, si riesce ormai soltanto ad intuire la presenza dei due committenti.

Aggiungo che, se gli affreschi si sono spostati di pochi metri lungo via Palazzo dei Diavoli, la sinopia dei dipinti ha fatto invece qualche centinaio di metri in più: essa è infatti conservata nella Chiesa di Maria Madre delle Grazie in Piazza all’ Isolotto.

Interessante anche la quérelle circa l’ identità dell’ autore dei pregevoli affreschi: il cartello in fronte al Tabernacolo mantiene, come accennato, una linea di prudenza, assegnandoli al cosiddetto “Maestro di Signa”, non meglio identificato. Il Carocci, per parte sua, opina, nella medesima opera citata, che gli affreschi siano dipinti alla maniera di Cosimo Rosselli ma, a seguito dei restauri, è emerso chiaramente che non si tratta di quest’ ultimo, bensì di un pittore fiorentino della metà del Quattrocento, con ogni probabilità Bicci di Lorenzo, che ha realizzato in questi dintorni un grande numero di dipinti a soggetto sacro, visibili ancora oggi.

Una chicca per finire: la tradizione, sebbene con ogni probabilità leggendaria, vuole che il Tabernacolo affrescato sull’ angolo della via fosse stato costruito dagli eredi del proprietario Albertaccio degli Alberti, nel momento in cui vennero in possesso del Palazzo dei Diavoli, proprio per “esorcizzare” con il pio edificio la loro proprietà.

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Pubblicato il 3 aprile 2012, in Opere d' arte con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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