Risposta arguta del Volterrano pittore ad un medico

Autoritratto del pittore Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano

Autoritratto del pittore Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano\

Merita in questa sede riportare un aneddoto relativo ad un detto piacevole del pittore Volterrano, che oltre ad essere artista raffinato fu anche persona arguta e di spirito.

Mentre infatti il Volterrano si trovava in camera del Cardinale Giovanni Carlo de’ Medici, principe di Firenze, per dipingergli i due quadri raffiguranti altrettante burle del Piovano Arlotto, si trovava insieme a loro il medico personale di Sua Signoria, amicissimo del pittore.

Ed ecco che il medico si rivolse al Volterrano dicendogli:”Signor Baldassarre, io vorrei pure una volta che voi faceste un qualche bel quadro anche a me, che sapete che son tutto vostro“. Il Volterrano (al secolo Baldassarre Franceschini) rispose che glielo avrebbe dipinto senza dubbio. Al che il medico rispose:”Avvertite che io intendo pigliare a scontarlo a malattie“, cioè che lo avrebbe pagato detraendo dal compenso, via via, le spese mediche sostenute dal Volterrano per sue infermità.

Ritratto del Cardinale Giovanni Carlo de' Medici, dipinto dal Volterrano

Ritratto del Cardinale Giovanni Carlo de' Medici, dipinto dal Volterrano

Il Volterrano rispose che, in tal caso, non se ne faceva di niente e, richiesto dal medico di dargliene spiegazione, rispose:”Perchè se noi facessimo a scontare a malattie, voi sareste troppo il buon uomo, per non dire un bel goffo, se alla prima malattia, per liberarvi di quell’ impegno, voi non mi mandassi al cassone“. Risposta che fece immensamente ridere sia il medico che il Cardinale.

Della arguzia, facezia e prontezza di spirito del Volterrano rimangono numerose testimonianze, ma nessuna di straordinaria vivezza come quella che narra della burla giocata al gobbo Trafredi, che era uno dei buffoni del principe Don Lorenzo de’ Medici, a causa della sua lingua eccessivamente mordace.

E, nonostante sia stato uomo molto versato negli scherzi e nelle piacevolezze, nondimeno fu pittore insigne, molto favorito dai principi di Firenze, che ebbe l’ onore di lavorare in ben tre delle ville della famiglia Medici: affrescò infatti, nel tempo, le ville di Castello, della Petraia e del Poggio Imperiale.

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Pubblicato il 30 marzo 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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