La Piramide delle Cascine per far sorbetti e gelati

All’ interno del Parco della Cascine si vede, fra le innumerevoli altre curiosità, un edificio particolarmente bizzarro in questo contesto: una piccola piramide, alta non più di 10 metri alla sommità, che fa il paio, quanto ad inconsuetudine, con il Monumento all’ Indiano che si trova alla confluenza del Mugnone con l’ Arno.

La piramide delle Cascine cela al suo interno una ghiacciaia

La piramide delle Cascine cela al suo interno una ghiacciaia

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, il piccolo edificio non ha niente a che fare nè con l’ Egitto, nè con sepolture di alcun tipo. Si tratta in realtà di una ghiacciaia: nel locale sottostante veniva raccolta durante l’ inverno una grande quantità di neve, che si conservava fino all’ estate per farne sorbetti e gelati, di cui sembra che i fiorentini fossero particolarmente golosi. Si racconta al proposito che il gelato sia stato introdotto in Francia proprio da una fiorentina, ovvero quella Caterina dei Medici, che sarebbe divenuta Regina e Reggente del regno.

La piramide delle Cascine non era naturalmente l’ unico impianto che serviva allo scopo: sin dall’ epoca rinascimentale esistevano infatti numerose “diacciaie” di forma solitamente conica, che venivano collocate nei fossati lungo le mura di cinta della città, in quei tratti che erano esposti ai venti freddi di nord-est. Ecco perchè si trovavano nei pressi di Porta al Prato, lungo la cinta che si dirigeva verso Porta San Gallo, quindi nel tratto tra questa e Porta a Pinti, e poi ancora nel tratto verso Porta alla Croce.

Incisione d' epoca raffigurante la piramide_ghiacciaia delle Cascine

Incisione d' epoca raffigurante la piramide-ghiacciaia delle Cascine

Si trattava di contenitori in muratura interrati nei fossati, ed avevano forma di doppio cono: la parte interrata era un cono rovesciato, sovrastato da un ulteriore cono di copertura con il vertice in alto. Sembra che questo tetto conico fosse fatto di paglia e legna per favorire l’ aerazione del contenitore.

Il motivo per cui mantenevano il freddo, oltre all’ esposizione ai venti di nord-est ed alla frescura procurata dalle cortine delle mura circostanti, stava quindi anche nella loro peculiare struttura, caratterizzata dai coni rovesciati che fuoriuscivano da terra per l’ altezza di un uomo. Si ha notizia che, prima della Legge Leopoldina del 1776 che aboliva gli appalti delle ghiacciaie ai privati, ogni appaltatore avesse l’ onere, durante gli inverni poco freddi, di riempire le “diacciaie” facendo venire neve e ghiaccio dall’ Appennino con i barrocci.

Si rammenta peraltro che le ghiacciaie servivano anche come precursori dei moderni frigoriferi: sotto il contenitore del ghiaccio o lateralmente, infatti, si praticavano fori e gallerie che avevano la funzione di consentire il refrigeramento di beni commestibili, quali carni, vini, frutta e così via. Particolarmente interessanti al proposito risultano le ghiacciaie del Giardino di Boboli, con calotta di forma emisferica, dissimulate dall’ ombra di una fitta vegetazione di alberi di alto fusto.

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Pubblicato il 29 marzo 2012, in Borghi, rioni e contrade, Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali, Feste, tradizioni e manifestazioni folkloristiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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