La cava di pietraforte di Boboli: le pietre per costruire Palazzo Pitti

Osservando frontalmente il villino di Galileo sulla Costa di San Giorgio, si può scorgere, all’ estremità destra, un vicolo angusto che si stacca dalla via principale dirigendosi verso l’ interno della collina di Boboli, che si trova a pochi metri in linea d’ aria. E’ questo il “vicolo della Cava”.

Anfiteatro di Boboli

Anfiteatro di Boboli: la forma della monumentale costruzione ricorda che fu ricavato dalla cava di pietraforte

Ora, il nome di questo vicolo, dopo apposita ricerca, si è mostrato particolarmente interessante, in quanto fonte di un’ altra curiosità sulla città di Firenze: il nome deriva infatti proprio dal fatto che qui nei pressi, a Boboli, esisteva un tempo una cava di pietraforte, quella stessa che venne utilizzata nella costruzione di Palazzo Pitti.

Questa cava appartenne lungo tempo al Monastero delle monache benedettine di Santa Felicita, che estendevano la propria influenza non solo sull’ area successivamente occupata da Palazzo Pitti ma anche sulla Costa di San Giorgio. La cava di Boboli, sebbene chiusa nell’ immediato primo dopo-guerra, venne riaperta dopo la seconda guerra mondiale, per ottenere la pietra con cui restaurare le torri di Oltrarno che erano andate in gran parte distrutte nel 1944, in particolare nella zona di Borgo San Jacopo.

Il fatto che la cava si trovasse proprio all’ interno dell’ attuale giardino di Boboli è particolarmente curioso perchè, come è stato da molti osservato, si poteva dire che Palazzo Pitti si trovasse già sotto terra, perché le cave di materiale erano sotto le sue fondazioni: in pratica era stato sufficiente “voltarlo” in alto. D’ altra parte, l’ anfiteatro di Boboli è stato ricavato proprio dalla cavità che si è venuta a creare con l’ estrazione della pietraforte.

Il giglio, stemma di Firenze, scolpito in pietraforte

Il giglio, stemma di Firenze, scolpito in pietraforte

Per dare un’ idea al lettore di che tipo di pietra si tratti, basterà rammentare che la pietraforte di Boboli è la medesima che fu utilizzata quando si iniziò a lastricare le strade di Firenze, le quali per l’ avanti erano state lastricate di mattoni disposti per il taglio.

In pietraforte furono costruiti inoltre una quantità di altri monumenti di Firenze, da Palazzo Vecchio, al Ponte di Santa Trinita, fino ai palazzi nobiliari di Medici, Gondi, Antinori e Strozzi.

Quella di Boboli non era peraltro l’ unica cava di pietraforte negli immediati contorni della città: altri siti di estrazione si trovavano infatti a Bellosguardo, Marignolle, Le Campora, San Miniato al Monte, Santa Margherita a Montici e Monteripaldi.

Quest’ ultima cava, abbandonata definitivamente nel 192o, è particolarmente interessante perchè nelle sue pietreforti si sono trovate ammoniti e numerose altre conchiglie fossili del periodo Mesozoico.

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Pubblicato il 27 marzo 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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