Una curiosità sulla Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze: il neoclassico di epoca fascista

Facciata della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Facciata della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Oggi curiosità al volo su uno degli edifici “simbolo” di Firenze”: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che, per rimanere sulla scia degli ultimi articoli ha a che fare con gli ultimi post, che ho scritto su alcune realizzazioni architettoniche di epoca fascista.

Spero che vi chiederete cosa c’ entra la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze con l’ epoca fascista…Ve lo siete chiesto? Se la risposta è sì, vuol dire che siete il mio pubblico ideale, e voglio gratificarvi per questo con una “chicca”.

Quante volte avrete visto questo Palazzone immenso che si affaccia sul Lungarno, considerandone le architetture neo-classiche che, al vostro occhio di dilettanti storici dell’ arte denuncia chiaramente una matrice ottocentesca? I più attenti avranno fatto caso anche al tocco di eclettismo aggiunto con il lezioso loggiato tripartito dell’ ingresso principale, che allude in maniera abbastanza scoperta alla lezione brunelleschiana degli Innocenti.

Ebbene, l’ edificio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze non è ottocentesco. Nonostante lo stile inconsueto per l’ epoca, esso risale infatti al Ventennio, e l’ ho scoperto a partire da un piccolo dettaglio che non si nota a tutta prima.

Putti con lo stemma raffigurante il fascio littorio

Putti con lo stemma raffigurante il fascio littorio

Se passando dalla Biblioteca Nazionale alzate il naso verso l’ alto, potete notare che lungo il cornicione dell’ edificio stanno appollaiate coppie di puttini, alcune delle quali sorreggono uno scudo raffigurante un simbolo inconfondibile: il fascio littorio.

Mi sono allora documentato e, in effetti, l’ edificio risale al 1935, su progetto dell’ Architetto Cesare Bazzani. Non so il motivo preciso per cui l’ opera non si sia ispirata ai canoni in voga del razionalismo ma, se posso permettermi una congettura, direi che la scelta stilistica ha voluto richiamare con immediatezza alla mente degli utenti l’ origine del sapere umanistico fiorentino, che affonda con evidenza nel Rinascimento ad opera dei vari Marsilio Ficino, Poggio Bracciolini, Coluccio Salutati e via dicendo: insigni filologi, umanisti e collezionisti di libri, veri archetipi del concetto di valorizzazione del patrimonio librario. Ecco perchè, con ogni probabilità, si è scelto per questo tipo di edificio uno stile che alludesse a quel periodo storico, che vagheggiava la classicità greca e romana.

Le foto pubblicate in questo articolo sono prelevate dal sito “Arte fascista“, al quale rimando per ulteriori dettagli circa le realizzazioni architettoniche di epoca fascista a Firenze.

Concludo con un’ ultima osservazione circa l’ architettura di epoca fascista a Firenze: pur incidendo profondamente sull’ aspetto della città, tuttavia non ha riguardato mai i “palazzi del potere”, ma sempre comuni edifici civili o comunque ad uso ricreativo o funzionale. In altre parole, l’ architettura fascista a Firenze ha avuto una connotazione eminentememente low-profile, probabilmente perchè le istituzioni (Comune, Prefettura, Tribunale etc.) occupavano già edifici di enorme rilevanza storico/culturale che risultava difficile rimpiazzare con strutture di nuova costruzione che avessero analogo tenore artistico.

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Pubblicato il 21 marzo 2012, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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