Il Palio dei navicelli in onore di San Jacopo

Il 25 luglio di ogni anno ricorre la festa di San Giacomo Maggiore Apostolo, che a Firenze viene detto San Jacopo ed al quale sono consacrate numerosissime chiese della città. In tale ricorrenza si teneva in città il tradizionale Palio de’ Navicelli, patronato per l’ appunto dalla Prioria della Chiesa di San Jacopo Soprarno.

Chiesa di San Jacopo Soprarno vista dalla riva opposta

Chiesa di San Jacopo Soprarno vista dalla riva opposta: al centro dell' immagine di vede la parte absidale della chiesa con i due inconfondibili finestroni a forma di conchiglia

E’ questa una bella chiesa che si trova sul Lungarno, attraversando Ponte Vecchio verso Palazzo Pitti e girando subito sulla destra: lì, a partire dalla cantonata sulla quale si vedono ancora gli avanzi dell’ antico Spedale del Santo Sepolcro appartenuto ai Templari, comincia quello che si chiama perciò “Borgo San Jacopo”.

L’ usanza antichissima di correre un Palio sull’ Arno coi navicelli sembra sorgere come imitazione delle naumachie degli antichi Romani, allo stesso modo in cui il Palio dei Cocchi, che si correva in Piazza Santa Maria Novella, altro non era se non una riproposizione della corsa delle bighe nel Circo Massimo.

Esisteva all’ uopo preso San Jacopo Soprarno una Cappellanìa, al cui cappellano incombeva l’ obbligo di pagare la spesa del Palio de’ Navicelli. Si trattava di un evento importantissimo a Firenze: basterà ricordare in proposito un bando del Magistrato dei Signori Otto di Guardia e Balia, in base al quale “navicelli o altri legni per passar l’ Arno, o per pescare, non si possono tenere fra le due pescaie d’ Arno, eccetto il giorno di San Jacopo per correre il solito Palio, sotto pena di vita, galera, fune, confini e [pene] pecuniarie ad arbitrio del Magistrato degli Otto, come per bando de’ 12 Agosto 1593 di detto Magistrato“.

I barchini usati nel Palio dei navicelli

I barchini usati nel Palio dei navicelli in una rievocazione storica della competizione

Il Palio veniva disputato da tipici barchini a pertica utilizzati dai renaioli (i cavatori di rena dell’ Arno), uno per ciascuno dei quattro quartieri, e si correva nello specchio d’ acqua che si trova fra Ponte Vecchio e la Pescaia Santa Rosa. Sembra che l’ idea di festeggiare la festività dell’ Apostolo con un Palio di Navicelli derivi dalla leggenda relativa alle reliquie del Santo decapitato: dopo il supplizio, le sue membra furono, secondo la leggenda, imbarcate nottetempo dai suoi discepoli su un navicello privo di vela e di timone (come quelli usati nel Palio) ed approdò quindi miracolosamente sulle coste della Galizia, dove il suo corpo fu sepolto nella località divenuta in seguito Santiago de Compostela, famosissimo luogo di pellegrinaggio.

La festa dell’ apostolo Giacomo del 25 luglio era impreziosita non solo dal Palio sull’ Arno, ma anche dall’ esposizione di una parte del cranio ed altre preziose reliquie del Santo Apostolo.

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Pubblicato il 16 marzo 2012, in Feste, tradizioni e manifestazioni folkloristiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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