Spedale del Santo Sepolcro a Ponte Vecchio: l’ antico Oratorio dei Templari a Firenze

Di antichissima origine è lo Spedale del Santo Sepolcro, eretto sopra una coscia del Ponte Vecchio. La sua origine deriva da un certo Florenzio, detto Folco, che lo fece costruire nel secolo undicesimo. Nel 1068 fu poi donato dal figlio del fondatore ai Monaci della Basilica di San Miniato al Monte.

Nel corso del tempo lo Spedale venne in possesso delle monache benedettine di Santa Felicita, che vi tenevano infatti, nel 1205, uno spedalingo da loro incaricato, di nome Frate Gerardo. Dello Spedale si sa per sicuro che nel 1299 appartiene all’ Ordine dei Cavalieri Templari, tuttavia è probabile che essi lo possedessero già prima del 1200, visto che risulta, da un contratto del 1189, rogato presso il notaro Scipione, che la Badessa Giulia acquista una casa di cui chiama a confini da un lato, la pubblica via, e dall’ altro “Domum mansionis Santi Sepulcri iuxta piramidem Pontis Veteris“.

L’ intitolazione al Santo Sepolcro e la dicitura “mansione” sono indizi inequivocabili che si riferiscono ad un istituto dei Cavalieri Templari. La nomina dello spedalingo da parte delle monache di Santa Felicita nel 1205 si giustifica allora non con il possesso da parte loro, ma con il semplice esercizio di un diritto parrocchiale dipendente dal fatto che lo spedaletto ricadeva nella Cura dipendente da quella chiesa.

Interessante l’ allusione “alla piramide presso il Ponte Vecchio“, ovvero il mausoleo funebre che sorgeva nel sepolcreto cristiano di epoca romana, un tempo presente in luogo della Piazzetta di Santa Felicita. Curioso rammentare in proposito che la Colonna di Santa Felicita fu eretta proprio in ricordo del luogo in cui era stata la famosa piramide.

Disegno che raffigura la facciata dello Spedale del Santo Sepolcro al Ponte Vecchio come si presenta oggi: si nota fra i due portoni lo stemma crociato

Disegno che raffigura la facciata dello Spedale del Santo Sepolcro al Ponte Vecchio come si presenta oggi: si nota fra i due portoni lo stemma crociato

Lo spedale del Santo Sepolcro era dotato di pinguissime rendite, dato che il fondatore lo aveva dotato di terreni che comprendevano gran parte del poggio di Bellosguardo (sul quale la parrocchia di San Vito sembra si dicesse in antico, proprio per questo motivo, “chiesa del Santo Sepolcro”) e dei terreni e fabbricati fuori della porta di San Pier Gattolino.

Al momento della soppressione dell’ Ordine del Tempio, lo Spedale passò in proprietà dell’ Ordine dei Cavalieri di Malta, anch’ essi monaci e guerrieri. Si ricorda in proposito un celebre avvenimento che ebbe luogo presso questo Spedale: essendo Commendatore di esso Fra Bartolomeo di Bindo Canigiani, ospitò nel 1419 il Gran Maestro dell’ Ordine, Filiberto de Naillac, allorchè venne a Firenze a trattare la pace fra papa Martino V e Fortebraccio da Montone.

Della presenza dei due ordini di monaci-guerrieri in questi locali residua oggi soltanto la facciata del piano terra, che dà sul Ponte Vecchio, ed è costruita in conci squadrati di pietra: subito sopra il civico n°2, dal quale si accede fra l’ altro alla sede fiorentina del Sole24Ore, si osserva uno stemma che raffigura uno scudo crociato, ed un altro stemma si osserva pochi metri più in alto. Si tratta delle poche vestigia di un Oratorio e Spedale che fu ricchissimo, e per questo motivo divenne preda della più laide ingordigie.

 

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Pubblicato il 14 marzo 2012 su Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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