Gli stemmi sulla facciata di Palazzo Vecchio

Gli stemmi dipinti sulla facciata di Palazzo Vecchio

Gli stemmi dipinti sulla facciata di Palazzo Vecchio

Uno dei particolari che si notano più facilmente, osservando la facciata di Palazzo Vecchio, è la presenza, tra i beccatelli che sostengono il ballatoio, di una serie di stemmi che corre all’ intorno del prospetto frontale, con alcuni simboli esposti anche sui lati.

Il neofita può pensare inizialmente che sia facile capire a cosa si riferiscono gli stemmi menzionati, soprattutto al vedere il famosissimo giglio rosso in campo bianco che è tutt’ oggi simbolo del Comune di Firenze. Subito dopo, però, si accorge che sono presenti anche simboli che sembrano nulla aver a che fare con il Palazzo della Signoria e con Firenze: un esempio per tutti, lo stemma con le due chiavi di San Pietro, conclamato simbolo del Papato.

Ma non basta: se si guarda con un minimo di attenzione si osserva che, dopo, un po’, gli stemmi iniziano a ripetersi: per la precisione, si osserva una cadenza pari a nove stemmi (nove stemmi tutti diversi, dopodichè il decimo è uguale al primo, e così via). Una compiuta comprensione del significato di questa collezione di stemmi non è dunque cosa così semplice.

Iniziamo col dire che la cadenza che ritma la ripetizione degli stemmi (pari a 9) deriva dal fatto che 9 furono appunto gli stemmi adottati nel tempo dalla Repubblica fiorentina. Ciascun’ arme della Repubblica ha un suo signifcato ben preciso, che è curioso conoscere nel dettaglio, specialmente con riferimento a quelli dei quali più difficilmente si indovina il significato.

Ecco quindi la lista:

1° – il giglio bianco in campo rosso è l’ arme antica della città e secondo gli autori fu prescelto per denotare la floridità del luogo in cui sorse. Nel corso dei secoli venne utilizzata come simbolo della Firenze di parte ghibellina, ma rimane in questo contesto una reminiscenza dello stemma primigenio di Firenze

2° – lo scudo bipartito per lungo in bianco e rosso rappresenta l’ allenza ed unione di Firenze con Fiesole, avvenuta dopo la conquista di questa città realizzata dai fiorentini nel 1010, essendosi stabilito che questi ultimi togliessero dal loro scudo vermiglio il giglio bianco e che i fiesolani togliessero al loro scudo bianco la luna celeste

3° – lo scudo in campo bianco con il giglio rosso, il più tradizionale stemma di Firenze, deriva per diretta filiazione da quello menzionato al n° 1. Nel 1266, con la definitiva sconfitta e cacciata dei Ghibellini da Firenze, i Guelfi, volendo mantenere il tradizionale giglio nel loro gonfalone, decisero, a spregio, di ribaltare i colori dei loro avversari

4° – lo scudo azzurro con la parola Libertas di traverso a lettere d’ oro, esprime l’ insegna propria della Repubblica, ossia dei Priori di libertà, che sembra l’ adottassero al momento in cui Firenze si scrollò di dosso il giogo imperiale, facendosi libero Comune

5° – la croce rossa in campo bianco è l’ arme del popolo fiorentino, e si tramanda che fosse adottata nel 1292, anno nel quale fu creato il Gonfalonierato di Giustizia. Secondo un’ altra interpretazione è invece lo stemma dell’ esercito fiorentino

6° – l’ arme con le due chiavi d’ oro in campo turchino esprime lo stemma della Chiesa preso dalla Repubblica allorchè si dichiarò per la parte guelfa

7° – l’ aquila con un drago sotto i piedi ed un piccolo giglio d’ oro sulla testa è lo stemma che il pontefice Clemente IV donò ai fiorentini di parte guelfa allorchè si offersero di servire Carlo d’ Angiò contro il re Manfredi di Sicilia, fautore della parte ghiebellina, l’ anno 1265

8° – l’ arme con i gigli d’ oro ed il rastrello anch’ esso d’ oro, in campo azzurro, è quella che il detto Carlo d’ Angiò concesse ai fiorentini come ricompensa per i servigi che gli prestarono nell’ accennata guerra e per aver avuto il governo della città per 10 anni

9° – lo scudo bipartito per lungo in due parti uguali, con una a gigli d’ oro in campo azzurro e l’ altra a liste rosse in campo d’ oro, rappresenta l’ arme del re Roberto di Napoli, al quale i fiorentini concessero il governo della loro città per cinque anni nel 1313 per ovviare i pericoli che incombevano loro.

I beccatelli del ballatoio di Palazzo Vecchio

I beccatelli del ballatoio di Palazzo Vecchio: nell' immagine si apprezza il rilievo degli archetti all' interno dei quali sono dipinti gli stemmi

Questi stemmi furono dipinti sotto gli archetti del ballatoio sulla facciata di Palazzo Vecchio nel 1343, terminata la tirannia del Duca di Atene, e furono ripristinati l’ anno 1792, perchè logore e consunte dal tempo.

Quale particolare curioso, voglio aggiungere che tre tra questi stemmi, vale a dire quelli più importanti nella tradizione storica fiorentina, sono rappresentati in un dipinto che rappresenta uno degli eventi fondamentali della storia della Repubblica gigliata: si tratta della famosa “Cacciata del Duca di Atene“, conservato nella Salotta dello stesso Palazzo Vecchio, nella quale si vede Sant’ Anna in atto di consegnare ai militi fiorentini le insegne del Comune (giglio rosso in campo bianco e insegna bipartita per lungo in rosso e bianco) e del Popolo (croce rossa in campo bianco).

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Pubblicato il 11 marzo 2012, in Aneddoti e notizie storiche, Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. the italian language specialist

    L’ha ribloggato su Italian in Italy's Bloge ha commentato:
    Next monday there will be a special night opening of Palazzo Vecchio – and we will be there, with a special visit of Scuola Toscana. As “aperitivo”,have a look at this article to know some interesting detail…

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