L’ osso di balena di Cafaggiolo: quando il Mugello era un mare

L' osso di balena di Cafaggiolo

L' osso di balena di Cafaggiolo

Il Mugello è un territorio ricco di curiosità, come tutto il comprensorio della città di Firenze, ma quella di oggi ha dello sbalorditivo. Ci riporta indietro nel tempo, a quando il Mugello era ben diverso da come si presenta oggi.

La “chicca” di oggi è un singolare reperto che fa bella mostra di sè in località Cafaggiolo, dove si trova la famosa villa medicea omonima, celebre per la possente torre fortificata.

Sulla facciata di una casa cantoniera, che reca appunto l’ indicazione della località “Cafaggiolo”, si trova infatti, subito sotto la grondaia, e inchiavardato orizzontalmente, un bizzarro “osso di balena“, quasi reliquia delle mitologiche “bestie antediluviane”. Si tratta di un’ apparizione talmente inaspettata che, chi ci passa senza saperlo, ben difficilmente riesce a scorgerla: d’ altra parte, chi si aspetterebbe quassù tra le montagne, di imbattersi in queste vestigia di enormi specie marine preistoriche?

La villa medicea di Cafaggiolo nella lunetta di Giusto Utens

La villa medicea di Cafaggiolo nella lunetta di Giusto Utens: si intravede su una delle porte delle scuderie il famoso "Osso di balena"

A quanto risulta, dovrebbe trattarsi di un dente di capodoglio, che misura 2 metri almeno. Questo “osso di balena” non è stato sempre qui: un pannello a tempera del 1600 dipinto da Giusto Utens, riproduce la villa medicea di Cafaggiolo in cui l’ “osso di balena” si scorge sulla sinistra sulla facciata delle scuderie. Lì rimase fino alla seconda metà dell’ 800, quando la nobile famiglia dei Borghese acquistò la villa dai Savoia, e spostò l’ Osso su una delle case che costituivano le pertinenze del complesso mediceo, sulla cui facciata si trova tutt’ oggi.

Fin qui la stravaganza di questa collocazione così inusuale; la curiosità vera e propria è capire che cosa ci faccia qui, nel Mugello, il cosiddetto “osso di balena”.A questo proposito sembra che il rinvenimento dello straordinario reperto sia avvenuto nel corso dei lavori di bonifica della piana prospiciente la villa, iniziati da Cosimo dei Medici e terminati dal Magnifico, cui è attribuito il ritrovamento.

Il motivo della presenza del singolare Osso nel Mugello, sembra risalire all’ epoca in cui tale regione, come anche buona parte della Toscana, erano allagati dal mare. A riprova di questa asserzione ci sono non solo gli studi stratigrafici realizzati in zone come il Mugello, la Valdelsa ed il Montalbano (particolarmente indicativi toponimi come “Pietramarina”), ma anche i numerosissimi reperti preistorici relativi a cetacei, ritrovati in tali aree. Basta citare, al proposito, lo straordinario scheletro completo di balena, esposto presso il G.A.M.P.S. (Museo di Mineralogia e Paleontologia) di Scandicci. Nello stesso museo sono esposti anche gli scheletri di delfinidi e addirittura di un dugongo, la cosiddetta “sirena di Scandicci”. La massima parte di questi reperti provengono dalla zona della Valdelsa attorno a Montaione.

Allo stesso modo, il famoso “osso di balena” sembra essere appunto un residuo di quei cetacei che nuotavano nella conca naturale del Mugello milioni di anni fa, anche se, in realtà, molti sono coloro che mettono in dubbio la veridicità della tradizione circa il ritrovamento e la sua effettiva individuazione come vestigia di un cetaceo preistorico.

Disegno della Pieve di San Lorenzo con l' Osso di balena sopra il portale centrale

Disegno della Pieve di San Lorenzo con l' Osso di balena sopra il portale centrale

Diciamo che, anche se l’ identificazione del reperto deriva dalla mera tradizione, senza che siano mai stati eseguiti esami in merito, è quanto meno verosimile che il reperto rappresenti parte dello scheletro di un cetaceo preistorico, magari di una costola. A suffragio di questa mia supposizione riporto un brano che aggiunge curiosità a curiosità (dalla relazione storica del 1742, tratta dal Fondo Capponi n. 194 presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, stilata da Valentino Mannucci, Podestà di Borgo San Lorenzo e Vicchio): “Distante sette o otto braccia da questo palazzo (Palazzo Romanelli – ndr) e della stessa parte è la chiesa principale del luogo cioè la Pieve sotto il titolo et invocazione di S. Lorenzo martire, dove è un bel cimitero lungo 28 per 20 passi. Vi sono due porte e sopra la maggiore, vi è d’antico un grand’osso di balena incatenato, del quale non seppi ritrovare per qual motivo si conservi la memoria !“.

Risulta, come si vede, che questo reperto esposto sulla facciata della Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo nel 1742 non può essere il medesimo tutt’ oggi in bella mostra a Cafaggiolo, nei pressi del Lago di Bilancino. Sembrerebbe dunque che il ritrovamento di siffatti reperti archeologici fosse tutt’ altro che raro in Mugello, a riprova del suo passato marittimo.

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Pubblicato il 6 marzo 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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