Il Tabernacolo delle Fonticine, dono del Reame di Biliemme

Veduta del Tabernacolo delle Fonticine

Veduta del Tabernacolo delle Fonticine

Chi visita il mercatino di San Lorenzo non può fare a meno di degnare di un’ occhiata l’ opera d’ arte di cui parlo oggi: il Tabernacolo delle Fonticine. Si trova su via Nazionale, esattamente all’ altezza della confluenza di via dell’ Ariento. Questo significa che chi esce dal mercatino, attraversa la strada e se la trova davanti.

Il motivo principale per cui ne parlo oggi è veramente singolare: nel corso dei miei frequenti passaggi in via Nazionale, non ho mai potuto fare a meno di pensare a quanto fosse bizzarro lasciare un’ opera d’ arte così raffinatamente elaborata, esposta allo smog dell’ onnipresente traffico (che su via Nazionale non manca nè di giorno nè di notte) ed all’ azione di eventuali vandali.

Eppure è così: talmente numerose sono le opere d’ arte a Firenze, che curarsi di tutte evidentemente non si può.

Questa è la prima singolarità di oggi; la seconda, come ho avuto modo di notare sin da subito, è la rarità, se non l’ unicità di un monumento siffatto: non ricordo infatti tabernacoli che fungano al contempo da fontana. Chi me ne vorrà segnalare mi farà cosa gradita (purchè si tratti di manufatti di pregio equivalente).

Terza curiosità di oggi: il tabernacolo fu costruito su commissione di una delle “Potenze Festeggianti” di Firenze. Erano queste delle consorterie goliardiche, ovvero specie di associazioni rionali, che si occupavano dell’ allestimento degli spettacoli e delle manifestazioni nel quartiere, in occasione delle feste comandate (segnatamente il Carnevale).

La terracotta invetriata del Tabernacolo, racchiusa all' interno del vetro protettivo

La terracotta invetriata del Tabernacolo, racchiusa all' interno del vetro protettivo

La loro particolarità stava appunto nell’ assegnarsi nomi ridicoli ed altisonanti, ma comunque immaginifici: il Tabernacolo delle Fonticine, ad esempio, fu commissionato dal cosiddetto “Reame di Biliemme” (che è probabilmente storpiatura di “Betlemme”). Lo si può dedurre anche dalla dedica dipinta sullo zoccolo del trono della Vergine, raffigurata nel Tabernacolo: “Questo devoto tabernacholo ano fatto fare gluomini del Reame di Belieme. Posto in via Sancta Caterina. MDXXII“.

Come si evince dalla presente dedicazione, il tabernacolo risale al 1522, ed è posto in quella che si chiamava, prima che via Nazionale, via Santa Caterina. Il nome del Tabernacolo, come si arguisce facilmente dalle immagini, deriva dalle sette testine di cherubino che versano acqua all’ interno della vasca sottostante.

Il Tabernacolo delle Fonticine stupisce in verità per la sua composizione scenografica: le fonticine, infatti, anticipano un complesso architettonico che arretra nello spazio man mano che che sale lo sguardo. Subito sopra la fonte, una loggia a tutto sesto incornicia la splendida terracotta a tutto tondo del tabernacolo, in cui lo zoccolo del trono aggetta rispetto al soggetto principale, ovvero la Vergine ed il Bambino.

La scena raffigurata all’ interno del Tabernacolo, in cui la Vergine ed il Bambino sono attorniati da santi ed angeli adoranti, è una terracotta policroma invetriata di Girolamo e Giovanni della Robbia. La provenienza dalla scuola robbiana giustifica, di per sè, il vetro di protezione con il quale viene riparato almeno il Tabernacolo.

Annunci

Pubblicato il 25 febbraio 2012, in Opere d' arte con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: