Letture dantesche alla Badia fiorentina: la Cappella Pandolfini

Il complesso monumentale della Badia fiorentina è legato a doppio filo all’ opera letteraria-simbolo del nascente volgare italiano: la Divina Commedia. E’ in uno dei locali della Badia, infatti, che si tennero inizialmente le pubbliche letture della Commedia, ad opera di quel grande estimatore dell’ opera dantesca che fu Giovanni Boccaccio.

Statua di Giovanni Boccaccio

Statua di Giovanni Boccaccio, posta nel piazzale degli Uffizi

Tutti sanno che Dante morì in esilio a Ravenna nel 1321, ospite dei signori della città, i Da Polenta. L’ enorme successo di cui la Commedia iniziò a godere già tra i contemp0ranei fece capire alle autorità fioretine quale grande danno avessero recato alla città esiliando un poeta e concittadino che avrebbe portato il nome di Firenze in tutto il mondo nei secoli a venire.

Cercarono quindi di rimediare con un decreto dell’ agosto del 1373, il quale stabiliva che si leggesse e commentasse pubblicamente la Commedia e, a questo scopo, il professore eletto e stipendiato fu Giovanni Boccaccio, che iniziò la sua “lectura Dantis” il 3 ottobre dell’ anno medesimo presso la chiesa di Santo Stefano Protomartire, che si trovava sul cantone tra via del Proconsolo e via degli Alighieri.

La lettura del Boccaccio durò fino al 1375, anno in cui morì, e fu proseguita nei giorni festivi in luoghi diversi della città, da Benvenuto da Imola, da Francesco Filelfo, da Filippo Villani e da frate Domenico da Corella, ossia da tutti i più importanti conoscitori della Commedia che fossero in Firenze.

Portale della Cappella Pandolfini

Portale della Cappella Pandolfini: i due stemmi incisi sui battenti recano l' arme di famiglia con i tre "dolfini" (delfini)

La figura del Boccaccio è particolarmente legata alla Commedia dantesca: non solo perchè a lui medesimo si deve l’ appellativo “Divina” che oggi comunemente viene premesso al vero titolo dell’ opera (che era per l’ appunto “Commedia”), ma anche perchè lo stesso Boccaccio, grande conoscitore dell’ opera dantesca, ci ha lasciato uno dei più approfonditi commenti alla monumentale Commedia.

Le letture dantesche del Boccaccio si svolgevano, come si diceva, presso la chiesa di Santo Stefano Protomartire, una chiesetta romanica citata per la prima volta in un documento del 969 d.C.. E’ sul luogo di questa chiesetta che viene edificata la attuale Cappella Pandolfini in  cui, ancora oggi, si svolgono letture della Divina Commedia a ricordo di quelle prime del Boccaccio.

La Cappella Pandolfini, progettata da Benedetto da Rovezzano agli inizi del ‘500, prende il nome dal committente Giovanni Battista di Pandolfo Pandolfini. Si tratta di un locale semplicissimo, un vano cubico sovrastato da una calotta emisferica, eppure è un luogo che porta in sè reminiscenze di una delle vicende portanti della lingua italiana che si andava formando.

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Pubblicato il 22 febbraio 2012, in Chiese ed edifici sacri con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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