Curiosità sulla Badia fiorentina: bizzarre ristrutturazioni e non solo

Ingresso laterale alla Badia da Via del Proconsolo

Ingresso laterale alla Badia da Via del Proconsolo: si scorge sulla sinistra la zona absidale della chiesa arnolfiana

La Badia fiorentina è una della chiese più anttiche ed insigni di Firenze: fondata nel 978 da Willa, consorte del Marchese di Toscana, essa fu largamente beneficata dal figlio di questa, Ugo, che fece grandi donativi a questo convento dell’ ordine benedettino.

Chi desideri visitarla deve avere congnizione almeno delle principali curiosità che caratterizzano questo edificio pregno di storia e di cultura, a cominciare dalla bizzarra vicenda che interessò l’ orientamento della pianta della chiesa.

La prima curiosità della Badia fiorentina, infatti, è che l’ asse principale della chiesa è stato ruotato nei secoli: chi la visita, infatti, non potrà fare a meno di chiedersi perchè quella che sembra essere la zona absidale, ossia il retro della chiesa, si trovi su via del Proconsolo, dove invece sorge l’ ingresso laterale.

Il mistero è presto svelato: tale impostazione architettonica risente della prima ristrutturazione subita dalla Badia, quella eseguita nel 1285 da Arnolfo di Cambio. Arnolfo effettuò un prima cambio di orientamento dell’ asse principale della chiesa, spostando la zona absidale su via del Proconcolo, mentre l’ ingresso principale si apriva sull’ interno del complesso conventuale, ed è ancora visibile, per quel che ne rimane, dal cortile della Pretura, cui si accede dalla Piazzetta di San Martino.

Altare maggiore della Badia fiorentina

Altare maggiore della Badia fiorentina: si trova all' estremità del transetto della preesistente chiesa di Arnolfo

L’ impostazione arnolfiana era quella classica delle chiese di tutta la cristianità: l’ abside, esposta a oriente, riceveva la luce del sole ogni mattina. E’ però nel 1627 che l’ intervento dell’ architetto Giovanni Segaloni modifica a sua volta l’ impianto arnolfiano, riducendolo a croce greca, e trasformando quello che era stato in precedenza il transetto, nell’ asse principale della chiesa. Alle estremità del transetto arnolfiano venivano così a trovarsi, come ancora oggi, l’ altare maggiore, da un lato, e l’ ingresso principale dall’ altro, cui si accede attualmente da via Dante Alighieri.

Ecco il motivo per cui, quello che oggi è l’ ingresso laterale, presenta ancora le caratteristiche di una zona absidale, secondo i canoni che erano presenti nel preesistente edificio romanico.

Ma non è finita qui: la Badia è particolarmente legata ad alcuni dei più importanti personaggi della storia di Firenze. Primo fra tutti, in ordine cronologico, ad Ugo di Toscana, figlio della fondatrice Willa, che sembra aver largamente beneficato la Badia e molti altri monasteri, fra cui la Badia di Buonsollazzo, a seguito di una miracolosa conversione.

Ugo di Toscana è il “Gran Barone” ricordato da Dante nella Divina Commedia, ed i fiorentini gli tributano una particolare devozione perchè, spostando la sede del marchesato da Lucca a Firenze, pose le basi per il predominio della città gigliata su tutta la Toscana. Ecco perchè Ugo, che è sepolto nella Badia, viene ricordato ogni anno con una suggestiva celebrazione solenne che si tiene il 21 dicembre, giorno della sua morte.

L’ altro personaggio è proprio Dante: qui nella Badia, e precisamente nella annessa Cappella Pandolfini, il Boccaccio tenne in pubblico le famose letture dantesche della Divina Commedia. Si può dire quindi a buon titolo che la Badia fiorentina è una sorta di tempio non solo religioso ma anche della migliore cultura italiana.

Curiosità sulla Badia ce ne sono in realtà mille altre, ma non basta un solo articolo per riepilogarli tutti: concludo allora con un fugace accenno ad altre poche curiosità cui sarà dedicato un articolo a parte, tempo permettendo.

In primis, voglio ricordare che per un certo periodo, e sicuramente attorno all’ epoca della ristrutturazione arnolfiana, avevano luogo nella Badia le riunioni dei Magistrati della Repubblica, al contrario dei Priori delle Arti che, prima della costruzione del Palazzo della Signoria, si riunivano invece nella Torre detta “della Castagna”, anch’ essa donata nel 1308 alla Badia fiorentina dall’ imperatore Corrado.

Veduta del campanile esagonale della Badia fiorentina

Veduta del campanile esagonale della Badia fiorentina: supera in altezza la "torre della Volognona" del Bargello, che si scorge sulla sinistra

In secondo luogo, si trova nel Covento il Chiostro detto “degli Aranci”, progettato e fatto erigere da Bernardo Rossellino tra il 1432 ed il 1438. Sembra che il nome, nonostante l’ attuale assenza di piante di agrumi, derivi proprio da un primo tentativo di impiantare questa pianta a Firenze. Tentativo andato a vuoto per il clima fiorentino che, a differenza di quello delle regioni meridionali, consente la sopravvivenza solo alle piante in vaso, suscettibili di essere trasportate in serra nel corso dell’ inverno. E’ questo un particolare di non poco momento, atteso il grande interesse che lo studio botanico per gli agrumi ed i loro vari incroci rivestì presso i successivi principi medicei: splendido esempio, sopra gli altri, la collezione di agrumi di Castello. L’ interesse di Firenze per gli agrumi è peraltro testimoniato dalla scoperta incidentale della famosa “bizzarria della Villa Panciatichi” che rimane ad oggi uno straordinario ibrido botanico.

Un piccolo aneddoto, infine, voglio dedicarlo alla meravigliosa torre esagonale della Badia, che esalta la favolosa skyline fiorentina: il campanile della Badia, secondo il racconto di Giovanni Villani, fu abbattuto nella sua parte superiore nell’ anno 1307, in quanto i monaci si erano riufiutti di pagare una tassa al governo della città, e fu riportato alla sua altezza originaria soltanto nel 1330.

 

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Pubblicato il 21 febbraio 2012, in Chiese ed edifici sacri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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