Michelangelo faceva parte dei Fratelli Neri

Oratorio di Santa Maria alla Croce del Tempio in via San Giuseppe

Oratorio di Santa Maria alla Croce del Tempio in via San Giuseppe: al suo interno l' iscrizione citata nell' articolo

Prima della seconda metà del secolo XIV, i condannati a morte venivano abbandonati al loro destino, negandoglisi qualunque soccorso di natura spirituale e perfino di essere sepolti in terra consacrata.

Successivamente però, alcuni giovani del popolo di San Simone ebbero in dono dalla Repubblica un pezzo di terreno fuori della Porta San Francesco (attuale Piazza Piave) per edificarvi una cappella a conforto dei condannati, ai queli essi desideravvano portare sollievo.

Nasce così la celebre Compagnia del Tempio. A proposito di questa denominazione, è bene fare una precisazione, onde non confondere il Tempio, nel senso della cappella dove si confortavano i condannati fuori porta della Giustizia, o di San Francesco, con il Tempio, nel senso della residenza della Compagnia. Quest’ ultimo viene fondato nel 1426 col nome di Santa Maria della Croce al Tempio e si trovava a ridosso delle mura nei pressi della Porta della Giustizia. Con l’ assedio della città, la Compagnia dei Neri del Tempio si trasferisce in un Oratorio della stesso nome che si trova ancora oggi in via San Giuseppe.

Si adunavano nello Spedale di Santa Maria della Croce al Tempio, i fratelli che chiamavano Neri per via delle cappe di questo colore che indossavano. Essi avevano il compito di accompagnare e recare conforto ai condannati a morte, per questo motivo l’ edificio in cui si riunivano era posto nelle vicinanza del Prato della Giustizia, dove le condanne erano per solito eseguite.

I fratelli erano segreti e nessuno poteva palesare quali individui componessero la compagnia. Il fatto curioso è che, tra gli altri, vi era iscritto Michelangelo Buonarroti.

Fratelli della Compagnia della Croce al Tempio

Fratelli della Compagnia della Croce al Tempio: foto degli inizi del '900

Lo prova una iscrizione che si legge in un’ iscrizione posizionata sul fondo dell’ Oratorio di via San Giuseppe, che era accessibile ai soli membri della comitiva:

ACCIOCCHE’ IL TALENTO DELLE BUONE OPERE VAGLIA ALLA PIA POSTERITA’, I CAPITANI DELLA COMPAGNIA DEL TEMPIO INSIEME CON LI LORO COLLEGHI DECRETARONO MDXXXIII CHE MICHELANGIOLO DI LODOVICO BUONARROTI-SIMONI, UNO DEI FRATELLI DI ESSA COMPAGNIA, POTESSE POR QUI LA PRESENTE MEMORIA IN MARMO A SIMONE DI BUONARROTA SIMONI SUO CONSANGUINEO. IL QUALE TESTANDO, E POI MORENDO A DI’ VI DI NOVEMBRE MCCCCXXXIII, LASCIO’ LA SUA EREDITA’ A ESSA COMPAGNIA. PER LA QUALE EREDITA’ SI COMINCIO’ A FABBRICARE QUESTO MISERICORDIOSO SPEDALE.

Questa iscrizione ci testimonia peraltro un’ altra gustosa curiosità, ovvero che si deve ad un antenato dello stesso Michelangelo Buonarroti l’ edificazione dello Spedale dei Neri posto in quella che si chiamava un tempo via de’ Malcontenti, mentre attualmente questo nome è conservato solo dall’ ultimo tratto della strada.

La grande segretezza circa l’ identità dei Fratelli della Compagnia, preservata grazie ai cappucci sulla faccia, assolveva allo scopo di non rivelare che erano i dispensatori di queste buone azioni.

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Pubblicato il 5 febbraio 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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