Le famose gualchiere di Quintole

Chiesa di San Pietro a Quintole

Chiesa di San Pietro a Quintole

Quintole è una piccola località pochi chilometri fuori Firenze, seguendo il corso dell’ Arno in direzione di Pontassieve: la tradizione vuole che il nome “Quintole” derivi a questa località, come diverse altre nella zona (Sesto fiorentino, Settimello, Settignano) per indicare la distanza a cui il luogo si trovava in miglia dal centro di Firenze, rappresentato dall’ incrocio fra cardo e decumano della città romana. Questo punto si trovava esattamente dove oggi sorge la Colonna dell’ Abbondanza di Piazza della Repubblica.

Quintole era una delle località in riva all’ Arno in cui erano installati questi impianti meccanici per la lavorazione dei tessuti, assieme a Rovezzano, Girone e Remole.

Non c’ è bisogno che io ricordi che la gualchiera è quel meccanismo che, azionato dalla forza motrice di un mulino ad acqua (ecco perchè la sua collocazione nei pressi della riva dell’ Arno) pestava i panni di lana rendendoli più compatti.

In origine di proprietà dei Donati e successivamente degli Albizi, le gualchiere si trovavano nel popolo di San Pietro a Quintole, piccola e deliziosa chiesa di campagna visibile ancora oggi. Si ha notizia dell’ abbandono delle gualchiere di Quintole nel 1498, anno in cui le strutture risultano compromesse da due disastrose alluvioni.

Lo sfizio di andare a visitare i ruderi di queste gualchiere sperse nella campagna fiorentina (esattamente in località “Castagneto”), lungo la via Aretina e giusto a metà strada tra San Jacopo a Girone e Compiobbi, mi dà l’ occasione di dare notizia di una curiosa etimologia che ho scoperto circa l’ origine della parola “gualchiera”.

Quello che è interessante dire è invece quello che ho scoperto sull’ origine della parola: sembra infatti che “gualchiera” derivi da “gualcus“, un tipo di terra che serviva appunto per la lavorazione della lana. Il suo utilizzo era quello di infeltrire e rassodare il tessuto in maniera non dissimile da quella svolta dalla gualchiera.

Gualchiere di Remole

Gualchiere di Remole sulla riva dell' Arno

Ma ciò che è meglio, è che da “gualcus” sembrerebbe trarre origine anche il toponimo Galceti, la località a nord di Prato, città in cui la lavorazione della lana ebbe uno dei suoi primissimi esordi. Il nome deriva probabilmente dalla presenza di una cava di questa terra presso quella località.

Questa è la tradizione riportata. Esercitando però il salutare beneficio del dubbio, ho ritenuto più verosimile un’ altra interpretazione etimologica per la parola “gualchiere”, che qui propongo ai lettori.

Il dubbio nasce dalla considerazione che le parole italiane che iniziano con il dittongo in gu-, come anche alcune che iniziano semplicemente con questa sillaba (basta pensare a “guerra”, “gastaldo”, “Guglielmo”, “guardia”, “Galles” etc.), derivano per il solito da un corrispondente termine di origine germanica, penetrata nell’ uso italiano attraverso le varie dominazioni barabriche provenienti da tali aree, specialmente quella longobarda.

Detto questo, mi sembrava molto più verosimile che “gualchiere” derivasse, più che da un improbabile latino, da un termine longobardo. Ecco perchè, con l’ ausilio di un mio amico che è tedesco madrelingua ho fatto una picola ricerca filologica, dagli esiti veramente interessanti.

Dalla nostra discussione è emerso che “mulino”, ossia la macchina che di fatto, tramite l’ azione dell’ acqua dell’ Arno, faceva funzionare le gualchiere, si dice in tedesco (udite udite!) walkmuehle (Umlaut sostituita da me con il dittongo ue, per ragioni di comodità). Viene naturale identificare con questa parola, o una sua leggera variante, l’ antenato di “gualchiere”, vista la presenza della “W“, che in italiano diventa appunto “gua-“.

L’ ipotesi è senz’ altro verosimile, visto che, a partire dall’ italiano “gualchiere”, io mi aspettavo, procedendo a ritroso, qualcosa di simile a “walkier” che, come si vede, è quanto di più simile a quel “walk-” evidenaziato. Ma non mi sono accontetato di questa evidenza meramente probabilistica.

Per fare le cose veramente per bene, ho voluto scavare ulteriormente alla ricerca delle vere origini della parola “gualchiere”. Ho così appreso che quel “walk-” ad inizio di parola, possiede lo stesso significato che ha nel corrispondente inglese “to walk” (=camminare) differendo per la sola pronuncia. In che modo questa ulteriore scoperta mi aiutava ad identificare walkmuehle come origine di “gualchiere”? Il nesso che mi ha dato una sicurezza apprezzabile nel sostentere questa tesi consiste nel fatto che, prima dell’ invenzione delle gualchiere, la battitura dei panni avveniva pestandoli coi piedi, cioè “camminandoci sopra” (ecco il motivo di “walk-“, nel significato di “camminare”).

In pratica, il termine “gualchiere” è una parola che include nel suo significante un retaggio del procedimento di battitura della lana che il corrispondente meccanismo aveva sostituito.

Annunci

Pubblicato il 1 febbraio 2012, in Borghi, rioni e contrade con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: