Famiglie nobili fiorentine da Semifonte

Cappella di San Michele sul colle di Semifonte

Cappella di San Michele sul colle di Semifonte: sorge sul luogo della antica rocca distrutta nel 1202

Nell’ articolo di oggi parlo di una curiosità particolarmente bizzarra: molte delle più grandi famiglie nobiliari di Firenze sono infatti originarie di una città che fu sua acerrima rivale all’ inizio del ‘200.

Sono tornato recentemente a visitare il colle di Semifonte, isolato nel mezzo della val d’ Elsa. La famosa riproduzione in scala 1:8 della cupola del Duomo di Firenze, riprodotta da Santi di Tito ricorda quella superba Semifonte che aveva osato mettere in discussione la supremazia di Firenze, ed era stata perciò rasa al suolo nel 1202.

Trovando aperta la citata cappella, dedicata all’ Arcangelo San Michele, ho incontrato il custode, che è un incaricato del locale gruppo archeologico “Achu”. Di Semifonte e della sua storia sapevo già quasi ogni cosa, a grandi linee, ma non che dopo la distruzione della loro città, molte famiglie erano emigrate a Firenze, dove erano entrate a far parte dei maggiorenti della città.

Per quanto sia curioso e difficile da credere, alcuni nomi della migliore aristocrazia fiorentina sono originari proprio di quella Semifonte rasa al suolo: arrivati a Firenze per sfuggire alla rovina della loro città, spesso dopo essere approdati temporaneamente in altri paesi (di solito San Gimignano e Certaldo) o dopo aver comunque riparato presso altri rami della medesima consorteria. Sembra strano che le famiglie oriunde di Semifonte abbiano raggiunto le vette del potere economico e politico nella città che era stata feroce distruttrice della loro patria. Eppure è così.

Ecco alcuni nomi che vi lasceranno di stucco: erano originarie di Semifonte i Pitti, i Barberini ed un ramo della famiglia Alberti. Se non vi bastano queste, sappiate che erano originarie di Semifonte anche i Velluti, gli Orlandini e di Del Turco.

Stemma della famiglia Pitti

Stemma della famiglia Pitti

Della grandezza raggiunta da questa famiglie nel corso dei secoli basta rammentare poche cose, vista la fama della quale godono a tutt’ oggi: dei Pitti, il cui ricordo è legato ovviamente al magnifico palazzo di Oltrarno, basterà dire che erano una famiglia di ricchissimi banchieri. Grazie alle loro fortune furono in grado di far erigere Palazzo Pitti con dimensioni e bellezza che dovevano fare invidia alla allora casa regnante dei principi medicei.

Dei Barberini basterà ricordare il famosissimo membro della famiglia che ascende al soglio pontificio nel 1623 col nome di Urbano VIII, lasciando per la verità un ricordo non buonissimo a Roma (“quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini“) per via della razzia di opere d’ arte.

Dei Del Turco, imparentati da secoli ormai con i Rosselli e gli Altoviti (altri nomi altisonanti della nobiltà fiorentina) basta ricordare i palazzi ancora oggi posseduti in Firenze, come quello di via de’ Serraggli e quello di Borgo Santi Apostoli. Recentemente ho scoperto che appartiene alla famiglia anche il magnifico complesso castellare di Montefiridolfi (ho verificato di persona il nome sul campanello presso il portone, più chiaro di così…).

Stemma di Maffeo Barberini (papa Urbano VIII)

Stemma di Maffeo Barberini (papa Urbano VIII): si notano le tre api d' oro in campo azzurro della famiglia Barberini

Sui Velluti, basterà rammentare che Oltrarno esiste ancora una via a loro nome, quella via de’ Velluti che conduce in Piazza della Passera, segno evidente che la famiglia doveva possedere quanto meno case e fondachi in tutta la via.

Sugli Alberti si impone invece una piccola riflessione. Non che si possa revocare in dubbio l’ importanza di questa nobilissima progenie, tuttavia bisogna andare un pò più in profondità per non fare confusione tra i vari rami della famiglia che nella città di Firenze ebbero qualche rilievo. La famiglia degli Alberti che governava Semifonte col suo rappresentante Alberto IV non faceva parte di quella stirpe principale che perdura ancora oggi a Firenze, ed appartiene alla famiglia degli Alberti da Catenaia (o Alberti del Giudice). Questi ultimi provenivano dal castello di Catenaia nel Casentino, mentre i signori di Semifonte facevano parte della famiglia degli Alberti di Prato, Vernio, Mangona e Certaldo. Venuti in Firenze, si appellarono Contalberti,  come vestigia della loro dignità comitale, e qui si estinsero nel 1685.

Termino con un breve riferimento alla famiglia Capponi, che di certo ebbe importanti possessioni nel contado di Barberino del Mugello. Si sa per certo che provenivano dal contado senese, in forza di un’ istrumento della Badia di Passignano. Ora, considerando che le parrocchie del territorio di Semifonte dipendevano per l’ appunto dalla Badia di Passignano, non è poi così campata in aria la supposizione che i Capponi fossero originari della zona.

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Pubblicato il 31 gennaio 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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