Il Canto delle Colonnine a Borgo Santa Croce

Torre degli Alberti e Canto alle colonnine

Torre degli Alberti al Canto alle colonnine: si nota la loggetta sorretta da due colonnine, che dà il nome al cantone

Ecco come nasce una tipica “curiosità su Firenze”: mettiamo il caso che passiate per diversi anni nella zona di Santa Croce, da via dei Benci, da Borgo Santa Croce, e così via. Mettiamo anche il caso che, distrattamente, notiate sull’ angolo fra le due vie citate una loggetta in legno di fattura antica, sorretta da due colonnine, sotto la quale si apre l’ ingresso ad un ristorante. All’ inizio, dirigendosi verso lo straodinario complesso di Santa Croce, non ci si fa quasi caso. Poi un giorno, girellando in zona per ammazzare il tempo prima di un aperitivo, si nota che la loggetta è incorporata in un edificio che risulta essere evidentemente una casa-torre medioevale. Vi si gira intorno in cerca del classico cartello marrone con qualche informazione storica….e non si trova niente.

Ed ecco che ci si ritrova in Rete a spulciare documenti, per avere qualche ragguaglio su quella costruzione così particolare che ha vellicato la nostra curiosità. Si tratta per me di storia di pochi giorni fa, ed è in questo articolo che ragguaglio i lettori sui risultati della mia breve ricerca.

Stemma degli Alberti di Catenaia

Dettaglio del capitello delle colonnine della loggia degli Alberti: si nota inciso lo stemma della famiglia

Intanto la casa-torre: si tratta di una torre piuttosto importante, dato che apparteneva ad una famiglia di rango nobiliare, gli Alberti. Ma non sarebbe esatto fermarsi qui. E’ infatti vero che esistono diversi rami della famiglia Alberti, che dette i natali peraltro all’ eccelso progettista della facciata di Santa Maria Novella; il ramo della famiglia che possedeva la torre è quella degli Alberti Dal Giudice di Catenaia, dal nome di uno dei castelli di cui erano signori. Solo con questa informazione acquistano un senso i due stemmi scolpiti in pietra nei capitelli delle due colonnine, raffiguranti ciascuno delle catene incrociate. Si tratta infatti di una “arme parlante”, ossia uno stemma che raffigura immagini riferite al cognome (esempio tipico, le pere nello stemma dei Peruzzi). Per essere precisi, l’ arme degli Alberti di Catenaia consiste in “quattro pezzi di catena bianca di traverso sghembo crociati in campo celeste”.

Il Palazzo con la Torre degli Alberti guastato dai ghibellini nel 1260

Il Palazzo con la Torre degli Alberti guastato dai ghibellini nel 1260

La torre poligonale e la loggia sono ciò che residua di un palazzo che occupava tutto l’ isolato fra Borgo Santa Croce e via de Benci (come si vede nell’ immagine acclusa). Questo palazzo fu guastato nel 1260 dal furore dei ghibellini di Firenze, che alzavano la testa contro i guelfi dopo la strepitosa vittoria di Montaperti.

Questo ramo degli Alberti traeva il nome dal castello di Catenaia di cui aveva avuto la signoria; la medesima famiglia era venuta in Firenze dopo il 1202, a seguito della distruzione di quella Semifonte, di cui erano signori, che aveva insidiato la potenza della città gigliata. Senza dar conto di tutti gli edifici appartenenti agli Alberti, basta dire, per dare un’ idea della potenza di questa famiglia, che tutte le altre case dalla Torre fino al ponte di Rubaconte (oggi Ponte alle Grazie) appartenevano loro.

Ma per tornare alla Loggia degli Alberti che ancora oggi divide via de’ Benci da Borgo Santa Croce, adorna delle due “colonnine” che danno il nome al ristorante, dobbiamo dire che, in realtà, che questo cantone già all’ epoca si chiamava “Canto alle colonnine“, e vi si adunavano i magnati che appartenevano alla consorteria degli Alberti.

Questo famoso Canto delle Colonnine, punto di ritrovo abituale della meglio nobiltà fiorentina che si riuniva attorno agli Alberti, presenta oggi una ristorante, come accennato, dello stesso nome. E’ curioso però rammentare che, alla metà del XIX secolo, e per la precisione attorno al 1840, la mia fonte documenta la presenza, in luogo del ristorante, di un maniscalco.

La loggia degli Alberti al Canto delle colonnine

La loggia degli Alberti al Canto delle colonnine: si vedono i tavolini del ristorante omonimo

E’ importante rammentare come le Logge fossero un distintivo di nobiltà e di grandezza. Stando alle cronache, vi si combinavano gli affari pubblici e privati, vi si concludevano i matrimoni e in generale vi facevano capo gli amici di una famiglia. Ecco perchè quasi ogni famiglia nobile di Firenze possedeva la sua Loggia. Oltre a quella delle Colonnine, facente capo agli Alberti, bisogna citare come esempio quella celeberrima dei Rucellai, costruita dinanzi al loro Palazzo, e progettata, manco a farlo apposta, da Leon Battista Alberti.

Termino con una piccola annotazione sugli edifici ecclesiastici connessi a questa singolare torre poligonale di Borgo Santa Croce. Il primo riferimento è all’ Oratorio della Madonna delle Grazie, patronata dalla famiglia Alberti. Sorge tutt’ oggi sull’ omonimo Lungarno delle Grazie. Oltre che ai lungarni, la presenza dell’ Oratorio ha determinato il nome del ponte prospiciente, ovvero appunto il Ponte alle Grazie, che era stato un tempo l’ antico ponte di Rubaconte. Il secondo riferimento è all’ antica chiesa di San Jacopo tra’ fossi, che sorgeva di fronte alla torre degli Alberti: pare che questo nome bizzarro gli derivasse dal fatto che in via de’ Benci scorreva il fossato che divideva la seconda cerchia muraria di Firenze da borgo Santa Croce, che si trovava all’ epoca al di fuori delle mura. Aggiunge lo stesso Dante Alighieri che il nome gli venisse “dall’ essere vicina al fiume Arno, il quale forma presso la chiesa una specie di isoletta“. I locali dell’ antica chiesa sono oggi occupati dalla Chiesa Evangelica Metodista.

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Pubblicato il 26 gennaio 2012, in Borghi, rioni e contrade, Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Grazie per quanto publicato sulla magnifica Firenze, tanto cara agli ” ALBERTI ”
    che si profusero nel tempo in tante opere di munificenza.
    Cordilamente
    N.H. Cav. Giuseppe Liberti degli Alberti di Firenze e Pentidattilo et Russo de Hauteville

    • Salve sig. Giuseppe e grazie a lei per la gentilezza riservatami. Sarei molto interessato a scrivere un articolo relativo al famoso “Paradiso degli Alberti”, ma in Rete non riesco a trovare moltissimo materiale.

      Se fosse in possesso di materiale in proposito, in virtù delle sue ascendenze familiari, e me ne volesse rendere edotto, le sarei estremamente grato.

      Cordiali saluti

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