Ponte alle Grazie, già fu di Rubaconte

Ponte alle Grazie

Il Ponte alle Grazie come appare oggi

Il Ponte alle Grazie è quello che, seguendo il corso dell’ Arno, si trova subito prima del Ponte Vecchio. Parlare di questo ponte significa infilare un rosario di curiosità sterminato: cercherò quindi di essere nell’ esposizione più breve possibile.

Tanto per cominciare, il ponte era noto, all’ epoca della sua fondazione, come ponte di Rubaconte: il nome gli derivava da quello del podestà di Firenze, tale messer Rubaconte, appunto, che veniva da Mondello Milanese e ne aveva deciso la costruzione nel 1237. Si dice che per l’ occasione lo stesso Rubaconte avesse posto la prima pietra e gettata la prima cesta di calcina.

E’ questo stesso ponte che viene citato da Dante nella Commedia, là dove dice:

“Come a man destra per salir al monte

dove siede la chiesa che soggioga

la ben guidata sopra Rubaconte

si rompe del montar l’ ardita foga

per le scalee che si fero ad etade

ch’ era sicuro e’l quaderno e la doga” (Canto XII Purgatorio, versi 100-105)

Dante vuole significare con questi versi che, per salire all’ epoca  alla chiesa di San Miniato al Monte, che domina dall’ alto la ben governata Firenze (ironico), in vicinanza del ponte sull’ Arno appellato Rubaconte, si rende meno difficile l’ ascesa per mezzo delle scale che si fecero in un’ età in cui non si commettevano frodi  nè si falsificavano i libri dei conti pubblici nè le misure.

Ponte Rubaconte prima della distruzione

Il Ponte Rubaconte come appare in una fotografia d' archivio Alinari

Il Ponte di Rubaconte, detto anche, succesivamente, “alle Grazie”, era il secondo più antico dopo il Ponte Vecchio e tuttavia riportò nel tempo un singolare primato: essendo stato l’ unico ponte costruito abbastanza solidamente, esso resistette alla catastrofica alluvione del 1333, in cui lo stesso Ponte Vecchio fu spazzato via. Ecco perchè, prima che i tedeschi in ritirata lo facessero saltare nel 1944, esso rappresentava il vero “ponte vecchio”, ossia il ponte effettivamente più antico di Firenze.

Quello attuale è una versione del ponte che nulla ha a che vedere con quello antico: quello aveva infatti nove luci (arcate), ridotte a sei per l’ ampliamento di piazza de’ Mozzi; questo ne ha cinque e, ad ogni modo, presenta uno stile completamente diverso.

Oratorio della Madonna delle Grazie (esterno)

Oratorio della Madonna delle Grazie, costruito in luogo dell' antica cappella a ridosso del ponte

La differenza più importante risiede nella fisionomia del piano del ponte: quello antico assomigliava molto di più all’ attuale Ponte Vecchio, nel senso che presentava, in corrispondenza dei piloni, degli edifici, case e botteghe, come sono visibili ancora sul suo più celebrato vicino.

Nè le curiosità finiscono qui: negli spazi del ponte tra pilone e pilone esistevano, a quanto mi risulta, delle piccole celle di collegamento, murate, in cui si era ritirata a vivere sin dal 1391 una piccolissima comunità di monache che volevano vivere in totale isolamento. Proprio a motivo del loro vivere “murate”, queste monache acquisirono la denominazione che gli doveva durare col tempo. La grande considerazione di cui godevano per la loro santa vita, infatti, aveva attirato numerose altre fanciulle a farsi “murare” sul ponte. Al punto che le celle non furono più bastevoli ad accoglierle tutte, ed esse si trasferirono presso il Convento di Via Ghibellina che ancora oggi tutti i fiorentini conoscono come “alle Murate”.

Interno dell' Oratorio della Madonna delle Grazie

Interno dell' Oratorio della Madonna delle Grazie

Mancherebbe qui di dire perchè il nome del ponte si sia tramutato nel tempo da “ponte di Rubaconte” a “ponte alle Grazie”: il motivo è collegato nuovamente alla presenza delle “murate” sul ponte. Per ridurre al minimo i contatti con l’ esterno, che esse avevano fatto voto di evitare quanto possibile, le monache prendevano la messa ed i sacramenti presso una piccola cappella, dedicata appunto alla Madonna delle Grazie. E da questa cappella, che sorgeva un tempo sull’ angolo tra la via ed il ponte, a ridosso del primo pilone, e successivamente fu riedificata sul lato opposto, prese il nome nel tempo il ponte. Nome che, dal 1944, è rimasto anche l’ unico, visto che il vecchio ponte di Rubaconte era stato fatto saltare in aria.

Concludo ricordando che il Ponte alle Grazie è anche il logo ed il nome di una nota casa editrice fiorentina.

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Pubblicato il 22 gennaio 2012, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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