Oblate in tedesco vuol dire ostia

Sede del museo "Firenze com' era" nell' ex convento delle Oblate

Sede del museo "Firenze com' era" nell' ex convento delle Oblate: il museo è in via di trasferimento per l' ampliamento della Biblioteca

Come annunciato significativamente nel titolo, questo post nasce da una curiosa casualità: girellando ieri sera per il centro di Firenze, passo per via dell’ Oriuolo con il mio amico che è tedesco madrelingua. Passando di fronte a quella che era un tempo la sede del Museo “Firenze com’ era”, e della vicina Biblioteca delle Oblate, gli rammento che il Museo è tutt’ ora in via di trasloco presso un’ altra sede, mentre quella attuale verrà occupata integralmente dalla Biblioteca delle Oblate, che sta ampliandosi nell’ ambito del Progetto “Grandi Oblate”.

Ed ecco che mi spara fuori questa curiosità: Oblate gli fa ricordare un termine della sua lingua madre, ma con un significato completamente diverso da quello italiano. In tedesco die oblate sta ad indicare “l’ ostia”, in due accezioni distinte:

  • l’ ostia usata nelle celebrazioni eucaristiche;
  • il velo zuccherino utilizzato come guarnizione di biscotti ed altri dolci

In questo specifico contesto fiorentino, il termine fa riferimento al Convento ed all’ annessa Biblioteca appartenente all’ omonimo ordine delle monache Oblate, che avevano come missione quella di prestare soccorso ai malati del prospiciente ospedale di Santa Maria Nuova.

Oblate significa appunto “offerte”, ed in questo senso le monache offrivano sè stesse e la propria opera ad una vita di abnegazione e di ristrettezze.

Ma la scoperta più curiosa me l’ ha riservata la lettura del vocabolario Treccani in merito al termine “oblata”: oltre al significato che già conescevo, ossia quello di monaca “offerta a Dio”, appartenente appunto all’ Ordine omonimo, ho realizzato con un certo stupore che anche in italiano, nel linguaggio specifico della liturgia ecclesiastica, “oblate”, cioè “offerte”, si riferisce all’ ostia dell’ eucaristia.

Più precisamente, riporto pari pari la definizione della Treccani, per mettere in luce questa così curiosa coincidenza che nemmeno io sospettavo, ed è venuta fuori per caso:

Oblata: Nome con cui, nella tradizionale terminologia liturgica cattolica, è chiamato il pane offerto per il sacrificio, quindi l’ostia non ancora consacrata; al plur., le oblate, il pane e il vino posti sull’altare per il sacrificio e, nel rito antico, i doni in natura presentati durante la messa (all’offertorio), destinati ai poveri della comunità; preghiera sopra le o. (traduz. del lat. oratio super oblata, cioè «sopra le offerte»), l’orazione che conclude i riti di offertorio e ha inizio con l’esortazione sacerdotale Orate, fratres (in ital. «Pregate, fratelli, perchè il mio e vostro sacrifcio sia gradito a Dio padre onnipotente»).

Come si vede, anche in italiano, “oblate” fa riferimento all’ ostia eucaristica. E chi, come me, non conosceva questa strepitosa congruenza fra la lingua tedesca  e quella italiana (per mezzo di quella latina), oggi l’ ha scoperta, grazie a Mario.

Annunci

Pubblicato il 22 gennaio 2012, in Aneddoti e notizie storiche con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: