L’ arco di San Pierino: vestigia del fu San Pier Maggiore

Arco di San Pierino

Arco di San Pierino: si vedono sulla sommità i terrazzi delle abitazioni

La curiosità di oggi ha per oggetto uno dei monumenti meno noti ai turisti che vengono a Firenze, ma famosissimo fra tutti i fiorentini, al punto che lo chiamano familiarmente “Arco di San Pierino“. Il diminutivo rispetto alla forma “San Pietro” già testimonia dell’ affetto e della rinomanza che gode questo monumento tra i fiorentini.

L’ Arco di San Pierino è l’ arco monumentale, simile nella forma e nelle proporzioni ai famosi archi di trionfo di Roma e di Parigi che si trova esattamente al termine del Borgo Albizi, laddove la via si apre in una bella piazzetta particolarmente popolare sia tra i fiorentini che tra gli stranieri.

E’ facile infatti, se si capita in questa piazza la sera, trovare il pub che vi si affaccia, ovvero il “The Lion’ s Fountain”, gremito di gente, italiana e non, che nelle calde sere da aprile in poi usa riversarsi in massa nella piazzetta, sotto l’ Arco di San Pierino. La piazzetta è talmente gremita di gente ad ogni ora del giorno e soprattutto della notte, che non è difficile capire la familiarità che la gente nutre nei confronti di questo monumento.

L’ Arco di San Pierino non è l’ unica attrazione della piazzetta omonima: molti locali, fra ristoranti e bar che servono l’ aperitivo, stanno anche sotto la cosiddetta “volta di San Pierino”: questa è una specie di tunnel che trafora la massa degli edifici dalla piazzetta a via dell’ Oriuolo: vestigia anch’ esso di un’ apertura praticata nel tratto di mura in cui si inseriva la porta est della città al tempo della seconda cerchia muraria.

Veduta d' epoca della chiesa di San Pier Maggiore

Veduta d' epoca della chiesa di San Pier Maggiore: si noti il loggiato anteriore a tre arcate, che residua oggi nell' Arco di San Pierino

Che l’ Arco sia un monumento molto particolare lo si nota subito, basta farci caso: sulla sommità dell’ arco monumentale stanno dei terrazzi con i gerani in bella vista. Chiaro segno che all’ interno della parte superiore dell’ Arco di San Pierino sono ricavati dei locali abitati, così come nelle porzioni laterali.

Il passante curioso si sarà chiesto mille volte il perchè di questo particolare inconsueto, e la risposta, per chi non la sapesse, stiamo per fornirla in questo articolo.

L’ Arco di San Pierino, in effetti, è ciò che residua dell’ antica e blasonata chiesa di San Pier Maggiore. La chiesa ospitava un monastero di monache benedettine, fondato attorno all’ XI secolo, famoso in città perchè la Badessa godeva del privilegio di partecipare alla importantissima cerimonia dello sposalizio rituale col vescovo, metafora dell’ accoglienza che il nuovo vescovo riceveva in città. L’ Arco non nasce quindi come arco di trionfo, ma come porzione di un edificio, ed è per questo che è stato possibile riattarlo ad abitazioni.

L’ Arco di San Pierino, dunque, residuo di quella che fu una delle chiese più importanti di Firenze, deve la sua nascita ad un curioso aneddoto: la demolizione della chiesa di San Pier Maggiore, decretata il 27 luglio 1784, per volere del Granduca Pietro Leopoldo. La curiosità sta nel fatto che, sebbene la chiesa fosse stata demolita colla motivazione ufficiale di essere pericolante, si ritiene in realtà che si trattò di una finzione macchinata dallo stesso Granduca. Essendo crollata infatti una semplice colonna, nemmeno portante, il Granduca prese l’ occasione al volo per sbarazzarsi del potente monastero benedettino, nel quadro della sua politica di drastica riduzione della presenza di istituzioni ecclesistiche in città e, soprattutto, per incamerare il ricco patrimonio del monastero. Fu così che della chiesa diruta non rimasero che le tre arcate che costituivano il portico anteriore dell’ edificio.

Volta di San Pierino

Volta di San Pierino: un tempo porta di accesso alle mura medioevali

Per comprendere l’ importanza della chiesa di San Pier Maggiore, basta ricordare che l’ edificio dava il nome sia ad uno dei quartieri che componevano la città al tempo della “cerchia antica” di dantesca memoria, sia ad uno dei sestieri in cui Firenze fu suddivisa con la costruzione della seconda cerchia di mura. L’ appartenenza all’ antico quartiere di San Pier Maggiore significava che la famiglia era parte della più antica e nobile cittadinanza di Firenze. San Pier Maggiore era appunto uno dei sestieri che correva il Palio nel giorno di San Giovanni Battista.

La chiesa di San Pier Maggiore fu inclusa all’ interno della città murata nel 1075: in quell’ anno, laddove oggi si trova la volta di San Pierino, esisteva nei pressi della chiesa la cosidetta “porta Albertinelli“, da una famiglia che abitava in quel luogo.

Un temp0 l’ Arco di San Pierino era il passaggio sotto il quale transitavano i cavalli che correvano il Palio de’ Barberi. Dal Ponte alle Mosse raggiungevano l’ Arco come punto di arrivo dopo avere percorso tutto il Corso e Borgo Albizi, e prima di essere ricoverati presso Borgo alla Croce.

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Pubblicato il 20 gennaio 2012, in Borghi, rioni e contrade, Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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