Il Cimitero delle Porte Sante

Veduta del cimitero monumentale delle Porte Sante

Veduta del cimitero monumentale delle Porte Sante

Trovandomi a parlare di Firenze ed alcuni dei suoi più curiosi monumenti, mi è capitato ultimamente di intrattenermi diffusamente sul Cimitero degli Inglesi, costruzione bizzarra quant’ altre mai. Mi è sembrato allora il caso di indugiare, visto che ero in argomento, su un altro cimitero monumentale fiorentino: il Cimitero delle Porte Sante.

Per chi non è pratico di Firenze, iniziamo col dire che il Cimitero delle Porte Sante è l’ insediamento funerario che si stende tutto attorno alla Basilica di San Miniato al Monte, lassù sull’ altura da cui lo spettacolare edificio in stile romanico occhieggia sulla città. E’, al pari di quello di Piazzale Donatello, un cimitero monumentale, perchè riccamente adorno di una fantasmagorìa di avelli e cappelle funerarie dalla complessa, raffinata e tavolta bizzarra architettura.

Soglia della Porta Santa di San Miniato al Monte

Soglia della Porta Santa di San Miniato al Monte: si legge l' incisione "Haec est porta coeli"

Ma veniamo alle curiosità del Cimitero delle Porte Sante e, pima di tutto, ad una spiegazione di un nome così originale. Il nome ha attinenza con un privilegio accordato dal pontefice alla Basilica di San Miniato al Monte. E’ però necessaria, a questo punto, una premessa, ad esplicazione del significato di “porta santa” in generale: si definivano in questo modo, in origine, le porte murate delle basiliche patriarcali di Roma, ovvero San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Pietro e San Paolo. Il muro che le occludeva veniva abbattuto dal Papa e dai cardinali legati apostolici in occasione del Giubileo, in modo che i fedeli, entrandovi con le necessarie disposizioni, acquistassero la relativa indulgenza plenaria. Dopodichè, il muro veniva murato nuovamente ad un anno di distanza dall’ apertura, in attesa del nuovo Giubileo.

Porta Santa si San Miniato al Monte

Facciata di San Miniato al Monte: si nota sulla sinistra la Porta Santa, che si apre solo il Venerdì Santo

Ebbene, se si osserva la soglia del portone di ingresso sinistro, guardando la facciata, si scorge l’ incisione “Haec est porta coeli“. L’ iscrizione fa riferimento al privilegio, accordato alla porta della Basilica, di essere aperta il venerdì santo per consentire ai fedeli l’ acquisizione dell’ indulgenza plenaria. Se ci fate caso, nel resto dell’ anno la porta rimane infatti chiusa. E’ da questo privilegio che deriva il nome al Cimitero adiacente.

Relativamente al Cimitero delle Porte Sante è interessante ricordare anche come, nel 1866, la Giunta Municipale di Firenze, avesse dato incarico alla Commissione Municipale della Sanità di verificare se “nelle adiacenze di Firenze potessero esistere [….] località dove stabilire cimiteri generali o speciali, monumentali o misti, onde conciliare le esigenze di tutte le religioni e confraternite che, adesso, hanno cimiteri separati“. Il progetto di costruzione del cimitero inter-confessionale, che troverà poi sistemazione definitiva in zona Certosa, con la costruzione del “Cimitero Monumentale Evangelico agli Allori” (sulla via Senese, ospita non solo cristiani non cattolici ma anche ebrei, atei e musulmani), aveva avuto tra le ipotesi anche un allargamento del Cimitero delle Porte Sante. L’ ipotesi era però sfumata per una singolare motivazione di salute pubblica: il Cimitero è infatti delimitato dal torrente Gamberajo, che lo lambisce, e che, in caso di sepolture a sterro, sarebbe venuto a raccogliere le infiltrazioni provenienti dalla dissoluzione dei resti umani e le avrebbe riversate in Arno, dove sfocia presso la pescaia di borgo San Niccolò.

Nelle propaggini del cimitero che si stendono sul davanti della Basilica sono seppelliti personaggi illustri della città di Firenze: guardando verso valle, sulla sinistra riconoscete facilmente una tomba segnalata da una bandiera italiana. E’ la tomba di Giovanni Spadolini, fiorentino doc e più volte presidente del Senato della Repubblica. Entrando dal cancello del Cimitero, invece, trovate subito il sarcofago bianco dello scrittore Giovanni Papini , che orna l’ ingresso con la sua sepoltura.  Il Cimitero delle Porte Sante, al pari degli altri cimiteri monumentali di Firenze, ospita una quantità di defunti famosi, che per brevità non posso citare tutti. Mi limito a dire che vi sono sepolti, fra gli altri, Carlo Collodi, l’ autore di Pinocchio; Mario Cecchi Gori, indimenticato presidente della Fiorentina; Pellegrino Artusi, studioso insigne dell’ arte culinaria. Vi si trovano inoltre le tombe di famiglia dei Vespucci e del patriota Ciro Menotti.

Per concludere, una piccola curiosità che appare forse scontata a chi è pratico del colle di San Miniato, ma potrebbe non esserlo per altri: nonostante il complesso monumentale del cimitero sorga a ridosso e cinga tutto attorno la Basilica, fra il primo e la seconda passano più di otto secoli di distanza. Della Basilica si ha infatti notizia dal 1013 (ha dunque quasi esattamente mille anni), mentre la costruzione del Cimitero risale soltanto alla metà del secolo XIX.

Prospetto di Firenze dal Cimitero delle Porte Sante

Prospetto di Firenze dal Cimitero delle Porte Sante

Nonostante questo, e qui sta la vera curiosità, il luogo in cui sorgono Basilica e Cimitero monumentale, ospitava sin dall’ antichità un piccolo cimitero, ricordato in un’ iscrizione datata 417 d.C..  Il cimitero, sito sull’ allora Mons Florentinus, come si chiamava all’ epoca il colle, rimase per secoli l’ unico cimitero cristiano della città. Secondo la leggenda è quello stesso cimitero in cui venne a riposare il martire Miniato quando, decapitato presso il luogo dove si trova oggi Porta alla Croce (ovvero in Piazza Beccaria) nel corso della persecuzione dell’ imperatore Decio (attorno al 250 d.C.), avrebbe guadato l’ Arno e salito il monte dove era stato solito, in vita, venire a ritirarsi.

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Pubblicato il 6 gennaio 2012, in Chiese ed edifici sacri, Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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