Il Cimitero degli Inglesi: la necropoli isolata nel traffico di Firenze

Veduta dall' alto del Cimitero degli Inglesi

Veduta dall' alto del Cimitero degli Inglesi: si osserva la forma ellittica ed il viale principale che lo attraversa

Il Cimitero degli Inglesi, ovvero l’ insediamento funerario che sorge isolato nel traffico dei viali di circonvallazione della città di Firenze, costituisce una curiosità unica al mondo già per la sua collocazione: esso occupa per intero il cosiddetto piazzale Donatello, lo slargo ricavato sui viali per lasciare intatta questa bassa collinetta che ha rappresentato e continua a rappresentare un luogo estremamente affascinante: straordinario è infatti il contrappunto tra il caos che regna sovrano tutto attorno, a causa del fluire incessante del traffico cittadino, e l’ atmosfera di silenzio ed immobilità che caratterizza questa “isola” di pace (eterna).

Premesso che un cimitero monumentale di forma ellittica, incuneato in mezzo ad un vialone di scorrimento pieno di traffico, è di per sè quanto di più pittoresco si possa trovare al mondo, vediamo alcune delle più stuzzichevoli curiosità di cui il cosiddetto Cimitero degli Inglesi è ricco.

Tanto per cominciare, ricordiamo che il cimitero si chiamava in principio “Camposanto degli Svizzeri”: alla comunità degli elvetici era infatti stato affidato il terreno presso Porta a Pinti dal Granducato Lorenese, per poterne disporre ad uso di sepoltura. Gli svizzeri ne domandavano la concessione per poter avere un cimitero separato dai cattolici in cui essere tumulati. Col tempo, il nome si è tramutato in quello attuale, per via dell’ uso del popolino di Firenze di chiamare “Inglesi” tutti gli stranieri indistintamente. D’ altra parte, non si trattava di una approssimazione così grossolana, visto che la comunità britannica a Firenze era in effetti una delle più consistenti in termini numerici. Ad ogni modo, il Cimitero è a tutt’ oggi di proprietàdella Chiesa Evangelica Riformata Svizzera.

Tombe monumentali al Cimitero degli Inglesi

Tombe monumentali al Cimitero degli Inglesi: il pittoresco disordine dei sarcofaghi decorati

Il motivo per cui il Cimitero degli Inglesi si trova nella attuale collocazione, certamente inconsueta per un camposanto, è che la sua posizione è cambiata in maniera repentina nel tempo. All’ epoca in cui il cimitero entrò in uso, infatti, esso occupava una collinetta fuori la non più esistente Porta a Pinti, e si appoggiava dall’ esterno alle mura urbane. Nella prospettiva della trasformazione di Firenze in Capitale del Regno d’ Italia, però, la città fu oggetto di un profondo intervento di ristrutturazione detto “Risanamento”: ne fu artefice l’ architetto Poggi, che decise l’ atterramento delle mura medioevali, per costruire al loro posto una sorta di boulevard, quelli che sarebbero diventati gli attuali viali di circonvallazione. A quell’ epoca quindi, attorno al 1868, il Cimitero degli Inglesi veniva a trovarsi  all’ interno della città, e con questo non poteva più essere utilizzatoper l’ inumazione delle salme. D’ altra parte, considerato il pregio estetico del cimitero monumentale e l’ importanza dei defunti ivi sepolti, fu deciso di non smantellare il cimitero, e di preservarlo, sebbene chiuso da cancellate, nel bel mezzo del flusso viario.

Dal momento in cui il Cimitero Svizzero fu soppresso quanto al servizio funebre, diventando così una specie di Museo funerario a cielo aperto, esso venne sostituito dal Cimitero evangelico agli Allori, posto sulla via Senese, in zona Certosa.

Il Cimitero degli Inglesi ospita le salme di numerosi personaggi importanti, fra i quali basterà citare soltanto Jean Pierre Viesseux e Simonde de Sismondi (entrambe di nazionalità svizzera). Fra gli altri, però, mi preme ricordare soprattutto che vi fu sepolta nel 1877 Beatrice, la figlioletta del pittore Arnold Boecklin.

Vialetto principale del cimitero degli Inglesi

Vialetto principale del Cimitero degli Inglesi: sulla sommità la colonna fatta erigere da Federico Guglielmo di Prussia

E’ a causa di questa circostanza che il Cimitero degli Inglesi sembra essere servito da modello ad uno dei quadri più famosi del pittore svizzero, ossia “l’ Isola dei morti“. Il pittore, che visse lunghi anni a Firenze, e vi morì nel 1901 (la sua tomba si trova presso il Cimitero agli Allori sulla via Senese), dipinse il quadro in cinque copie, per almeno le prime tre delle quali sembra aver tratto ispirazione per la sua “isola” da questo bizzarro cimitero monumentale piazzato nel mezzo del traffico cittadino, dunque letteralmente “isolato” nel mare magnum del caos quotidiano.

Il Cimitero monumentale ospita, nonostante le dimensioni piuttosto anguste, ben 1409 sepolture, sparse in maniera disordinata nei quattro quadranti disegnati, all’ interno della pianta ellittica, da due vialetti principali coperti di ghiaia, che presentano, nel punto di congiunzione, ossia presso la sommità della collinetta, la colonna fatta erigere da  Federico Guglielmo di Prussia nel 1858.

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Pubblicato il 31 dicembre 2011, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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