Il Cimitero degli Inglesi: l’ “Isola dei morti” di Firenze

Cimitero degli Inglesi visto dall' alto

Il Cimitero degli Inglesi visto dall' alto: si nota la particolare forma ellittica

Il cosiddetto Cimitero degli Inglesi, situato a Firenze in Piazzale Donatello, è già di per sè una delle più straordinarie curiosità della città gigliata: non foss’ altro che per la fantasmagorica forma ellittica e la bizzarra collocazione nel mezzo dei viali di circonvallazione, ai quali funge da spartitraffico.

La curiosità proposta oggi sul Cimitero degli Inglesi non riguarda però la costruzione in sè,  ma un’ opera d’ arte che fa riferimento, più o meno esplicitamente, al più curioso degli insediamenti funerari di Firenze.

Isola dei morti

"L' isola dei morti" di Arnold Boecklin

L’ opera della quale sto parlando è “L’ isola dei morti” di Arnold Boecklin, pittore svizzero che abitò lunghi anni nei pressi di Firenze, fino a trovarvi la propria patria di elezione presso la villa Bellagio nel Comune di Fiesole.

Boecklin, che con la sua pittura anticipa le correnti artistiche della Metafisica e del Surrealismo, sembra essersi ispirato in maniera piuttosto appariscente al Cimitero degli Inglesi. Il soggetto del dipinto fu una specie di ossessione per il pittore, il quale ne dipinse ben cinque versioni, delle quali una andò distrutta nel corso della Seconda guerra mondiale.

Ingresso del Cimitero degli inglesi

L' ingresso del Cimitero degli Inglesi

Il dipinto mostra una piccola imbarcazione tramite la quale un traghettatore trasporta una bara verso una cupa isola adorna di cipressi e di avelli mortuari. La forma dell’ isola, presumibilmente rotondeggiante, e gli alberi raffigurati, richiamano in maniera estremamente evidente il Cimitero degli Inglesi. Del resto, la metafora dell’ “Isola dei Morti”, in riferimento al Cimitero di Piazzale Donatello, è piuttosto scoperta: si tratta infatti di un insediamento che, con l’ abbattimento delle mura medioevali nel corso del “Risanamento” di Firenze, avvenuto negli anni ’60 dell’ ‘800, viene a trovarsi “isolato” nel mezzo dei viali di circonvallazione.

Il Cimitero degli Inglesi è quindi una vera e propria “Isola dei morti”, senza considerare il fatto che la sua singolare forma ellittica, che racchiude una bassa collinetta, descrive in maniera molto precisa il soggetto del quadro di Boecklin.

Isola dei morti nell' ufficio di Hitler

L' Isola dei morti nell' ufficio di Hitler: il Fuehrer era ossessionato dal dipinto

L’ alone di mistero che circonda il quadro non è tuttavia dissipato integralmente con l’ individuazione del soggetto utilizzato come “modello” dal pittore svizzero. Questo tema dell’ “Isola dei morti” fu una vera e propria ossessione per numerosi personaggi importanti: primo fra tutti, Hitler, che teneva una copia del quadro sempre nel suo ufficio  e pare che addirittura lo portasse con sè quando si assentava per lunghi periodi. Anche Lenin non rimase immune al fascino del quadro, visto che aveva acquisito una delle cinque copie del dipinto per farne bella mostra in casa propria.

Paradossalmente, il pittore svizzero che così tanto era rimasto impressionato dal Cimitero degli Inglesi, venne seppellito alla sua morte nel 1901, in un altro cimitero riservato ai non-cattolici, il Cimitero degli Allori. Di questa curiosità parlerò però in un altro articolo.

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Pubblicato il 28 dicembre 2011, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali, Opere d' arte con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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