L’ Annunciazione miracolosa di Santa Maria de’ Ricci

Tavola del Museo Stibbert

La tavola del Museo Stibbert che descrive la vicenda di Antonio Rinaldeschi

Presso il Museo Stibbert si trova una grande tavola (102×115,5) dipinta da Giovanni Dolciati, suddivisa in nove riquadri, che mostra, con particolari estremamente vividi, la singolare vicenda di blasfemia di cui fu protagonista tal Antonio Rinaldeschi. La tavola, che va annoverata tra le curiosità di Firenze già per la singolare tecnica esecutiva, mostra una parte superiore dipinta su lino incollato alla tavola, mentre la parte inferiore è dipinta direttamente sul legno. Sembra che il diverso trattamento delle due parti del dipinto sia imputabile al fatto che la parte superiore fu ridipinto in un momento successivo alla realizzazione dell’ opera, sebbene resti sconosciuto il motivo.

Ma vediamo come si svolse la vicenda, riproposta sulla tavola con vivido realismo: fuori di sè per l’ ubriachezza, il Rinaldeschi esce dall’ Osteria del Fico, in via degli Agolanti, dopo essersi rovinato al gioco, perdendo a quanto sembra anche parte del vestiario. Passando per la piazzetta degli Alberighi sfoga la sua ira scagliando sterco raccattato di terra (allora ci si muoveva cavallo e se ne trovava pertanto nella via) sul volto della Vergine raffigurata in un tabernacolo sulla porta di fianco alla chiesa di Santa Maria degli Alberighi, dipintavi per ordine di Rosso di Riccardo de’ Ricci da Giovanni di Iacopo da Milano, allievo di Taddeo Gaddi, nel secolo XIV. Arrestato il giorno stesso, dopo due ore pendeva dalle finestre del Palazzo del Potestà.

La Compagnia del Tempio aveva un registro, chiamato il Libro Nero, nel quale si registravano i condannati, e da questo si rileva che nel 1508, fu impiccato, secondo la consuetudine, ovvero gettando i rei da una finestra del Bargello con una corda intorno al collo fissata ad un ferro a ciò destinato, Antonio Rinaldeschi, protagonista del celebre e macabro aneddoto.

Annunciazione de Ricci

L' Annunciazione violata dal Rinaldeschi, oggi sull' altare maggiore di Santa Maria de' Ricci

Volendo entrare più nel particolare, c’ è da dire come questa immagine raffigurava l’ Annunciazione di Maria. Le cronache raccontano come gli Otto di Guardia e Balia, in pratica la polizia dell’ epoca, avesse messo bandi affinchè chiunque avesse notizie del blasfemo insozzatore lo denunciasse alle autorità. L’ enorme disgusto provocato dal gesto sembra fosse causato dall’ eccitazione religiosa che la recente esecuzione di frate Girolamo Savonarola aveva generato. Il Rinaldeschi, fuggito di Firenze per scampare al rigore della legge, fu acciuffato, processato e, nonostante fosse cosa del tutto inusuale per l’ accusa che gli veniva rivolta, fu condannato a morte ed ucciso il giorno stesso.

Sembra che la durezza della pena, non proporzionata all’ accusa di blasfemìa e di tentato suicidio, fosse dovuta al menzionato fermento che ribolliva nel popolo, nutrito di quel perverso spirito di superstizione che aveva accompagnato il rogo del Savonarola. La rapidità con cui il colpevole era stato preso e condannato a morte per la sua colpa, parve al popolo qualcosa di miracoloso, come se la sacra immagine si fosse ben vendicata dell’ affronto subìto. Nacque quindi un potente moto di venerazione intorno all’ immagine ritenuta miracolosa, che fu cagione della completa riedificazione della chiesa di Santa Maria degli Alberighi.

Nella nuova chiesa, l’ immagine miracolosa dell’ Annunciazione dei Ricci fu traslata sull’ altare maggiore e fu cagione che la chiesa si chiamasse, da quel momento in poi, Santa Maria dei Ricci.

Portico della chiesa di Santa Maria de' Ricci

Portico della chiesa di Santa Maria de' Ricci

L’ episodio così ben documentato storicamente dalle cronache oltre che dalla tavola presso il Museo Stibbert, rimane tuttavia di incerta datazione. Mentre alcuni sostengono che l’ episodio sia avvenuto nel 1508, come si diceva sopra, in altre fonti si ritrova una data ben precisa, ma assai diversa: l’ 11 luglio 1501. Le due versioni, a ciò che mi risulta, concordano solo sulla circostanza che il fattaccio avvenne nel corso dell’ estate.

Concludo rammentando che attualmente la chiesa di Santa Maria de’ Ricci è rinomata soprattutto perchè funge da cornice a numerosi concerti di musica classica vocali e strumentali. Oltre tutto l’ ingresso ai concerti è gratuito, fatta salva un’ eventuale offerta che gli intervenuti volessero lasciare.

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Pubblicato il 27 dicembre 2011, in Chiese ed edifici sacri, Opere d' arte con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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