L’ antico pulpito in San Leonardo in Arcetri

La chiesa di San Leonardo in Arcetri merita una menzione anche solo per la posizione e per l’ ambientazione in cui è collocata: si trova nella via omonima, nella campagna collinosa di Oltrarno che si stende fuori la Porta di San Giorgio, a cavallo tra San Miniato al Monte e il Poggio Imperiale.

D’ altra parte, visto che siamo qui per parlare di curiosità su Firenze e non per decantare le risapute bellezze di Firenze e dei suoi colli, dirò subito che la chiesetta romanica di San Leonardo ospita al suo interno un monumento doppiamente curioso.

Si tratta di un pulpito, che pare risalire ad un periodo compreso tra l’ 800 ed il 900 d.C. ed è quindi uno degli esempi più antichi di tutta la Toscana e dello stile romanico in generale.

La particolarità di questo pulpito è che non venne costruito appositamente per questa chiesetta suburbana, tutto sommato marginale rispetto al cuore pulsante della Firenze medioevale, bensì per una delle chiese che maggiore importanza ebbero nella storia della Repubblica fiorentina: sto parlando di San Pier Scheraggio.

Il pulpito infatti arrivò a San Leonardo in Arcetri soltanto nel 1782, per volere del Granduca Pietro Leopoldo, dalla soppressa chiesa di San Pier Scheraggio, già in precedenza smembrata per far posto alla fabbrica degli Uffizi, ed in quell’ anno definitivamente sconsacrata per far posto all’ Archivio di Stato del Granducato di Toscana.

La curiosità nella curiosità è che anche San Pier Scheraggio ereditò tale pulpito: secondo la tradizione Firenze conquistò e distrusse Fiesole nel 1010 d.C. e in quell’ occasione riportò come bottino importanti cimeli dall’ antica città etrusca. Fra gli altri, vennero trafugati il Carroccio di Fiesole e, appunto, lo stupendo pulpito che fu collocato nella chiesa di San Pier Scheraggio.

Il pulpito di San Leonardo, un tempo collocato in San Pier Scheraggio viene tradizionalmente chiamato anche “pulpito di Dante“. Il motivo di questo appellativo è semplice: la chiesa di San Pier Scheraggio è il luogo in cui si tenevano le assemblee pubbliche prima della costruzione del Palazzo dei Priori (Palazzo della Signoria). E’ all’ interno della chiesa, infatti, che venivano eletti e fatti giurare sia i Priori che il Gonfaloniere di giustizia. Dal pulpito parlavano quindi tutte le personalità più eminenti della città.

Si narra pertanto che abbiano parlato da questo pulpito, oltre al “sommo poeta”, anche il Boccaccio, il santo arcivescovo Antonino e Giano della Bella. Quest’ ultimo nel 1293, arringava dal pulpito di San Pier Scheraggio il popolo per ottenere quella riforma che è poi passata alla storia con il suo nome e che aveva come effetto quello di escludere i nobili dall’ elezione nei Consigli politici della città.

Il Richa riporta nelle sue Notizie sulle chiese fiorentine, che il pulpito portato in San Pier Scheraggio da Fiesole dopo la distruzione di questa ultima città, riportava sei bassorilievi concernenti fatti della vita di Gesù Cristo:

  1. la  Natività
  2. l’ Adorazione dei Magi
  3. la Presentazione al Tempio
  4. il Battesimo da parte di Giovanni
  5. la Deposizione dalla Croce
  6. l’ Albero genealogico

Ciascuno dei sei bassorilievi era inoltre contraddistinto da un verso ma, al tempo in cui scriveva, il Richa riporta che se ne leggevano soltanto tre:

  1. il primo nella Natività: Nobis admixtum – cernunt animalia Cristhum (Degli animali sorvegliano Cristo, che è venuto tra di noi);
  2. il secondo nell’ Adorazione: Tres tria dona ferunt – trinum de sidere quaerunt (I tre Magi portano tre doni, cercano colui che è trino guidati dalla stella);
  3. il terzo nella Deposizione: Angeli pendentem – deponunt cuncta gerentem (Gli angeli depongono colui che pende dalla Croce, che porta su di sè ogni cosa);

Ciascun doppio verso, se ci si fa caso, risulta essere in rima.

Un ultima notizia: il 10 marzo 2010 termina il restauro del pulpito da parte dell’ Opificio delle Pietre Dure ed avviene il ricollocamento del pulpito in San Leonardo libero dalle aggiunte settecentesche e novecentesche.

Per chi volesse qualche indicazione in più per arrivarci, vedi sotto; oppure consulta la mappa su ViaMichelin.

Chi viene dall’ Arno la raggiunge inerpicandosi sulla Costa di San  Giorgio fino alla Porta omonima che lambisce il Forte di Belvedere, e proseguendo successivamente a salire, fino a che la strada, procedendo tra alti muretti delle magnifiche tenute e ville della zona, non cambia nome, appunto, in San Leonardo in Arcetri.

Altrimenti, si può partire dal colle di Arcetri, ed esattamente dal piazzale del Poggio Imperiale sul quale troneggia la villa medicea che ospita l’ Educandato femminile. Via di San Leonardo in Arcetri discende fino ad incrociare il viale Galilei (altrimenti detto “viale dei Colli”) e prosegue insinuandosi tra i muretti di cui sopra che racchiudono oliveti e giardini di grande pregio (Villa Guicciardini, e Villa Bonaiuti, detta il Gioiello).

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Pubblicato il 17 dicembre 2011, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali, Opere d' arte con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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