Il teatrino di Baldracca o della Dogana

Oggi vado a parlare di un teatro curioso fra i molti che Firenze ha ed ha avuto nel corso dei secoli.

Mi riferisco al cosiddetto teatrino della Dogana o “di Baldracca”, alloggiato un tempo nel palazzetto che sorge, sul Lungarno, immediatamente alle spalle della Galleria degli Uffizi, dal lato di via de’ Castellani. Questo piccolo palazzo, infatti, la cui progettazione è attribuita al Buontalenti, ospita oggi la biblioteca degli Uffizi.

I curiosi nomi coi quali il teatrino era conosciuto, ossia, come detto sopra, teatro della Dogana o “di Baldracca”, ma anche “teatro degli zanni” e “stanzone delle commedie” meritano senz’ altro un approfondimento.

Teatro della Dogana era detto perchè il palazzetto sull’ Arno in cui aveva sede ospitava al piano terreno il magazzino per il deposito merci della cosiddetta Dogana Nuova, che seriva lo scalo portuale sul fiume. Il vasto locale al centro del piano superiore veniva usato invece per le rappresentazioni teatrali della Commedia dell’ Arte, di gusto licenzioso e popolaresco, uno dei cui personaggi più famosi si chiamava appunto “Zanni“, da cui il nome affibbiato al teatro.

Quanto all’ appellativo “di Baldracca”, esso costituiva un residuo della toponomastica fiorentina: rione di Baldracca era infatti detto quel quartiere, malfamato in quanto pieno di bordelli e postriboli, completamente demolito per fare spazio alla fabbrica degli Uffizi. Dunque il teatro era detto “di Baldracca” perchè sorgeva in quella contrada che era stata, prima dell’ edificazione degli Uffizi, il rione di Baldracca.

Il teatrino fu attivo dal 1573 al 1660 circa, ed organizzando commedie che male si addicevano all’ etichetta della buona società fiorentina, era frequentato soprattutto da artigiani e bottegai, che pagavano un “bollettino” (sorta di biglietto d’ ingresso) per assistere agli spettacoli. L’ èlite della società fiorentina frequentava l’ oggi scomparso Teatro Mediceo, in cui il genere rappresentato di preferenza era il melodramma.

C’ è da credere bene che anche i nobili fiorentini disertassero volentieri il tedioso ed ingessato teatro del principe per andare a vedere la molto più spassosa Commedia dell’ Arte “in Baldracca”: la curiosità è che lo facevano usando i progenitori degli attuali “palchi del teatro”, ossia degli stanzini provvisti di grata affinchè potessero assistere agli spettacoli non visti.

Il Teatrino della Dogana, stando ai documenti dell’ epoca, era uno stanzone spoglio e disadorno, che poteva contenere al più tre-quattrocento persone, ed i comici pagavano un affitto giornaliero per l’ uso del locale.

Oggi che non esiste più, sono però in funzione a Firenze teatri che hanno anch’ essi una storia ben curiosa da raccontare, come il già citato Verdi, il teatro della Pergola ed il teatro Puccini. Particolarmente interessante anche la storia del Teatro Nazionale della Quarconia, purtoppo costretto oggi in situazione di grave degrado, e la presenza di un teatro piccolissimo, allestito addirittura in uno scantinato. Come si chiama? Facile, “Lo Scantinato“.

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Pubblicato il 9 dicembre 2011, in Edifici ed altre costruzioni artistiche e monumentali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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